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29 novembre 2017

La Francia punta sullo sport come asset economico. L'Italia no.

C'è poco da dire, negli ultimi 15 anni, nessuno come la Francia ha puntato sullo sport come asset economico di primo piano.
Ricapitoliamo insieme:

  1.  2015 Europei di Basket (fasi finali)
  2.  2016 Europei di calcio maschili
  3.  2019 Mondiali di calcio femminili
  4.  2023 Mondiali di rugby maschili
  5.  2024 Olimpiadi a Parigi
E forse mi sono perso qualche cosa... senza contare eventi annuali come il Tour de France di ciclismo, le gare di coppa del mondo di sci ed altri eventi che sono con una certa ripetitività nel suolo transalpino.

Questo ci fa capire come davvero ci sia un orgoglio nazionale che porta a farsi conoscere dal mondo.
In Italia invece, si ha paura di spendere troppo e si rinuncia a occasioni che difficilmente possono ritornare.
La causa di tutto questo è anche il ragionare e competere a compartimenti stagni, ogni federazione organizza eventi in modo indipendente ed isololato. Le strutture costosissime, per tanto, servono ad un singolo sport e non vengono costruite in modo da essere utilizzate da differenti discipline.
Questo comporta uno spreco di risorse. Davvero così diventa troppo caro competere ed ammodernare. Ma se i progetti fossero fatti per una visione decennale e vedessero varie federazione sfruttarli per eventi di impatto internazionale, oltre alla ripartizione dei costi, anche il rapporto costo/beneficio sarebbe migliore.
L'unico modo possibile per andare oltre a tutto questo è finire la politica dei campanilismi.
La politica sportiva ci riuscirà?

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