Articoli in Evidenza

31 maggio 2017

America's Cup: sempre più commerciale

Già dal titolo i puristi dell'evento storceranno il naso e proveranno un senso di fastidio, ma la realtà è che la nuoca coppa America è davvero fatta per la televisione, ed è fatta molto bene.

Regate molto veloci e altrettanto spettacolari, Bermuda con i salti di vento risulta un campo assai ostico per tutti con risultati mai scontati.

La cosa però interessante è che le grafiche attualmente disponibili per i broadcaster televisivi permettono oltre agli accorgimenti necessari per far risultare più godibile la competizione ai non addetti anche delle immagini necessarie per far vedere sul campo di gara (il mare), loghi e calim degli sponsor.
Questa se vogliamo è la versione moderna dei tabelloni a bordo campo lato televisione e questa innovazione sarà certamente qualcosa che anche in altre situazioni sarà preso come possibile spunto.
Per esempio le olimpiadi, dove sono vietati gli sponsor, ma che potrebbero permettere ai broadcaster nazionali, in appositi spazi dei campi di gara di far vedere loghi delle proprie ricerche pubblicitarie.

30 maggio 2017

il #Giro100 un cambio di marcia anche nel marketing

Sono cose che pochi notano tra i non addetti, ma sono quelle cose che fanno la differenza.
I dettagli infatti rendono sempre più interessanti i grandi giri ciclistici perchè nell'attenzione alla propria immagine e a quella degli sponsor si cela il vantaggio competitivo.
E così, per il primo anno, scopriamo che il tetto interno del camion premiazioni può essere usato per l'immagine dato che i fotografi scattano le loro immagini dal basso verso l'alto.
Tanto spazio in più da poter usare per la propria immagine e per quella dello sponsor Enel.
Un'idea che farà scuola e che sarà replicata certamente sui podi non solo delle corse RCS Sport, ma anche da quelle di ASO (che organizza il Tour de France).
Putroppo, infatti, vantaggi competitivi di idee originali come queste sono facilmente copiabili, ma possiamo trarre uno spunto importante.
Nella promozione, gli organizzatori del giro, non sono immobili, ma al contrario molto dinamici.
La nuova proprietà Cairo, sta mettendo in campo davvero piccoli, ma fondamentali ritocchi che renderanno certamente il "Giro d'Italia" una vetrina sempre più importante per le aziende.

24 maggio 2017

Bici e incidenti

Gli ultimi mesi ci hanno portato alla ribalta una serie di notizie davvero tristi, con alcuni campioni di varie discipline, coinvolti in incidenti stradali mentre si allenavano in bicicletta. 
Vanno precisate due cose. 

La prima che il problema non è italiano ma internazionale. 
La seconda è che qui non si vuole entrare nel merito della questione tra ciclisti Vs resto del mondo.
Certo che uno sport come il ciclismo vive fasi difficili, da molti anni.

Qualche anno fa con il doping, oggi gli incidenti stradali.
Altri sport avrebbero visto fiaccare l'attenzione e la pratica ma questo sport come caratteristica ha proprio il fatto che quando si diventa appassionati si è fidelizzati per sempre. 
Una così particolare caratteristica è data probabilmente dal fatto che il ciclismo è un elemento culturale, le grandi gare girano per i Paesi e ne diventano storia contemporanea.
Per questo allora, bisogna  che il mondo sportivo e non solo ciclistico faccia una campagna per tutelare ciclisti ed automobilisti perché le responsabilità sono equamente divise. 

Di imprudente se ne fanno alla guida di tutti i mezzi di trasporto, bici comprese.
Una cultura del rispetto e della sicurezza su strada sono la nuova sfida per il ciclismo.

23 maggio 2017

La Nba ad un bivio

"I proprietari non possono accettare passivamente le decisioni degli allenatori senza curarsi dei tifosi e dei partner commerciali".
Con questa frase Adam Silver, commissioner della NBA, ha lanciato la bomba durante la stagione 2017 ormai alle fasi finali.
Il campionato più bello del mondo, rischia di diventare, anche il più pericoloso per i giocatori specie se di qualità.
Giocare troppo infatti, può significare per loro una carriera più corta.
Per l'NBA si apre una riflessione che nel tempo potrebbe vedere un lockout (sciopero) per i giocatori.
Se infatti la mia carriera è più corta devo far salire i compensi perchè ho meno tempo per guadagnare, se ciò non accade allora non scendo in campo.
Per le prossime stagioni quindi la NBA dovrà pensare a fare in modo che lo spettacolo continui ai suoi altissimi livelli sempre però pensando anche all'integrità e al futuro dei giocatori.
Cosa non facile, i compensi sono già alti e alzarli ulteriormente sarebbe un rischio per le casse delle franchigie.
Vero è che la sponsorizzazione di maglia attiva dal prossimo anno permette alle società di incrementare gli incassi e questo potrebbe essere alla fine il metodo con cui risolvere le richieste economiche dei giocatori.

17 maggio 2017

Un modo intelligente di sponsorizzare lo sport

Le aziende italiane sia grandi che medie o piccole, in questo periodo stanno certamente ricevendo un numero notevole di email o telefonate da parte di società sportive per poterle annoverare tra i propri partner e sostenitori. Posto che quella che vi viene proposta è una possibilità di ritorno d’immagine o di business, se condotta in modo corretto, quale sarebbe la modalità migliore dipartecipare alle partnership sportive partecipare alle partnership sportive
? La scelta non risulta facile, e le riflessioni da fare sono molte su piani anche differenti. Bisogna fare attenzione perché i soldi investiti devono poter dare dei ritorni, bisogna che l’obiettivo di comunicazione venga raggiunto. Abbiamo bisogno di ritorni economici immediati o vogliamo far conoscere meglio la marca?
Le aziende italiane sia grandi che medie o piccole, in questo periodo stanno certamente ricevendo un numero notevole di email o telefonate da parte di società sportive per poterle annoverare tra i propri partner e sostenitori. Posto che quella che vi viene proposta è una possibilità di ritorno d’immagine o di business, se condotta in modo corretto, quale sarebbe la modalità migliore di partecipare alle partnership sportive? La scelta non risulta facile, e le riflessioni da fare sono molte su piani anche differenti. Bisogna fare attenzione perché i soldi investiti devono poter dare dei ritorni, bisogna che l’obiettivo di comunicazione venga raggiunto. Abbiamo bisogno di ritorni economici immediati o vogliamo far conoscere meglio la marca?
Ci sono differenti modi di affrontare gli interrogativi che queste opportunità ci pongono davanti,  certo è assai interessante la strategia adottata da Mansion, azienda del gambling inglese che gestisce il sito casino.com e che con una cifra pari a 7 milioni di sterline ha ottenuto visibilità doppia rispetto a suoi diretti concorrenti.
Come? Semplicemente entrando in parnership di maglia con due società di media o bassa classifica, ovvero il Crystal Palace (5m) e il Bournemounth (2m) anziché una solo di medio alta fascia. In questa maniera è stato possibile avvicinarsi al mercato di Londra, grazie al Crystal Palace, e a quello di provincia con l’altra squadra. Due mercati, due presenze importanti e una maggiore presenza anche sugli schermi televisivi che mandano in onda le partite di Premier League e le coppe inglesi.
La cosa seppur banale non lo è affatto, spesso si pensa ad ottenere visibilità  con una attività da fare in modalità unica su un solo soggetto sportivo, ma le possibilità sono assai differenti, quella esposta è una delle tante da poter essere presa in prestito, e possiamo anche adottare pratiche come quella usata dalla Mansion a livello aziendale per aumentare ulteriormente la notorietà e riconoscibilità della marca su uno o più tipologie di target. Infatti, ci sono differenti tipi di target da poter coinvolgere in modo da rendere tutto estremamente più redditizio per il nostro investimento.

Ci vuole astuzia ed inventiva in modo da ottenere risultati importanti.

16 maggio 2017

Rugby City Tour: come FFR elimina marginalizzazione e discriminazione

C'è un problema che affligge l'europa, è la periferia delle città con il suo degrado e la possibilità che dalle nuove generazioni crescano delinquenza e anche terrorismo.
Odio per il diverso e violenza ne sarebbero il frutto amaro.
La Francia, che certo ha un modello fallimentare di periferia, ha però capito una cosa importante lo sport può fare la differenza, in meglio.
Il rugby più di ogni altro ha potenzialità anche scientificamente provate di riduzione della delinquenza.
Ecco come lo Stato centrale ha invitato la Federazione Francese di Rugby a fare un progetto nazionale sulle periferie.
Così nasce il Rugby City Tour, che gira nelle periferie, specie in quelle in cui il rugby è poco diffuso per avvicinare alla pratica e creare possibili legami nel territorio.
Un azione astuta sulle giovani generazioni che sta producendo frutti interessanti.
Può essere uno sviluppo anche in Italia?

10 maggio 2017

#France2023 : la candidatura per la worldcup di rugby si rafforza

Il progetto di candidatura per la coppa del mondo si sta rafforzando giorno per giorno in Francia.
Una candidatura che sta prendendo sempre più corpo su basi solide, fatte di personaggi importanti che fanno promozione, ma anche di un progetto che punta su una soldità il più possibili inattaccabile.

Uno dei punti del progetto che è davvero impressionante è quello che riguarda la distanza tra i quartier generali dei team nazionali e gli stadi.

Ci si sta impegnando per tenere la distanza ad un massimo di 2h e 30 minuti.
Questo significa non fiaccare i team, ma anche agevolare i tifosi che possano così fare anche da turisti e generare ricchezza nel Paese.
Ed è questo il punto importante!
L'evento sportivo è creato con il presupposto di generare ricchezza nel Paese oltre che per promuoverlo.
Quindi un evento non visto come un centro di costo, ma come un'investimento per la nazione.
In Italia dovremmo riflettere su questo...

9 maggio 2017

Sponsorizzazioni: ecco l'errore di fondo dello sport italiano

Lo sport italiano, con le dovute ed ampie eccezioni, vive in un errore di fondo che presto o tardi dovrà essere sanato.
Evidentemente più tardi sarà fatta la correzione più complesso sarà correggere la rotta.
Ma di cosa stiamo parlando? Del marketing e delle sponsorizzazioni.
Oggi la sponsorizzazione viene vissuta da società e federazioni non come una possibilità concessa alle aziende per ottenere visibilità,  contatti, etc. Ma come uno strumento per ottenere denaro per andare avanti.
Certo che serve per questo scopo, ma non è così che si può affrontare la questione.
Si scambia il fine dell'azione del ricercare sponsor con la sponsorizzazione stessa e questo depotenzia il marketing e la comunicazione nel suo complesso portando la contrattazione direttamente sul prezzo e non sulle opportunità che si vanno a fornire.
E sui costi tutte le aziende in questi tempi, frenano le spese.
Allo stesso tempo non valutando nel suo complesso la sponsorizzazione come opportunità di visibilità per gli sponsor si va a castrare la possibilità di aprire nuovi canali per comunicare lo sport di riferimento, in primis i canali social sempre più importanti per aziende e attori dello sport.
Un semplice cambio di prospettiva può fare la differenza per la prossima stagione che è ormai ora di programmare.


3 maggio 2017

Uomini e sportivi

Michele Scarponi ha riempito di recente le pagine dei giornali con la sua tanto tragica quanto improvvisa scomparsa.
Porta però ad una riflessione. Nello sport troppo spesso si parla di campioni riferendosi a uomini e donne dal comportamento dentro e fuori lo sport non proprio esemplare oscurando così l'immagine di persone davvero esemplari.
Dovremmo quindi riprendere possesso del vocabolario e dovrebbero farlo in particolar modo i giornalisti. 
I campioni sono coloro i quali sono non solo ottimi atleti, ma esempi per gli altri per la condotta e i valori morali che rappresentano. Scarponi era il campione dell'umiltà e della gioia per la vita. Vero professionista sapeva il valore del sacrificio per ottenere risultati professionali di spicco.
Troppo spesso un ottimo atleta viene etichettato come campione per poi trovarsi davanti a situazioni non proprio esemplari. Si fa troppo in fretta ad indicare Balotelli come l'esempio tipico di questo insieme di atleti "maledetti".


2 maggio 2017

Due errori che un dirigente sportivo oggi non può fare, ma spesso fa

Quando un dirigente federale di un comitato locale afferma che non sono le federazioni a dover formare i responsabili della comunicazione delle società tesserate,  commette due grandi errori.
1) non aiuta il suo sport a crescere. Una società che sa fare promozione nelle scuole, con le aziende e sui social è uno spot vivente dello sport di appartenenza. Il rugby fa parlare bene di sé perché il terzo tempo ed i valori etici sono diffusi su tutti i campi,in ogni ambito comunicativo ed in tutte le società che praticano la palla ovale. Aiutare quindi le società nella comunicazione significa aiutare la federazione.
2) rende la sua federazione più fragile e soggetta alle campagne promozionali delle altre federazioni. Perché non importa se sei uno sport molto conosciuto, importa cosa fai per porti davanti ai tuoi potenziali clienti. I giovani di oggi, atleti potenziali, vivono di immagini e social networks non andare dove vanno loro e magari pretendere che loro vengano dove vogliamo noi non è una strategia audace, ma suicida.
Il giovane di oggi va attratto con la simpatia e online.
Se non fosse così allora diventa assai difficile spiegare perché le aziende per il primo anno da sempre hanno speso più in pubblicità sul web di quanto non abbiano fatto sugli altri media...


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