Articoli in Evidenza

12 dicembre 2017

Calciomania90 intervista esclusiva.

Ciao Vincenzo e grazie per questa intervista:
Tu sei un blogger sportivo (titolare di Calciomania 90) e segui da vicino il mondo online dello sport.

1) Come ti sembra che sia la presenza online del calcio italiano rispetto all’estero?
In Italia, al contrario di altre nazioni, si parla di calcio 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Inevitabile quindi che anche online ci sia una massiccia presenza di calcio. Dai blog, ai forum, passando per i vari siti, direi che c’è una copertura massiccia e a 360°. Onestamente non saprei fare un raffronto con il calcio estero, ma, per il discorso che facevo all’inizio, credo che fuori dai confini nazionali la situazione sia ben diversa.

2) Quali società estere sembrano essere molto interessanti per gli appassionati di calcio? E a tuo avviso perché? Sono solo le vittorie sul campo o c’è anche altro?
Il calcio inglese attira moltissimo. Di conseguenza credo che le formazioni della Premier League abbiano un buon seguito. Tendenzialmente si seguono le squadre che vincono e danno spettacolo, ma non sempre vittorie coincide con buon seguito. Per fare un esempio, un ragazzo con cui sono in contatto su Facebook segue il calcio russo da parecchi anni. E nonostante la Russia non sia certo una big a livello di Nazionale, i suoi post e i suoi commenti sono sempre molto seguiti (anche dal sottoscritto) e commentati.

3) Chi vedi in Italia molto attivo per l’ambito social?
Le solite. Milan, Inter, Juventus, Roma, Napoli. Molto dipende dal bacino d’utenza che vanno a coprire. E’ chiaro che una Juventus che ha tifosi sparsi per il modo utilizzi i social network per coinvolgere tutti o che Milan e Inter, avendo proprietà cinesi, cerchino di accaparrarsi una fetta del mercato “social” orientale.

4) E la Federazione come la vedi dal punto di vista della comunicazione? Riesce ad emozionare?
Parliamoci chiaro, la Nazionale azzurra interessa poco. I tifosi tendenzialmente seguono le loro squadre del cuore e si ricordano dell’Italia solo in occasione di competizioni come Mondiali o Europei. Di conseguenza la Federazione non attira “followers” (per usare un termine tanto in voga nei social). Probabilmente potrebbe e dovrebbe fare di più, ma non so se una maggiore comunicazione “social” avrebbe poi un adeguato riscontro.

grazie


Giornalista mancato, tifoso nerazzurro, blogger per passione. Tre definizioni per descrivere questo 38enne cresciuto a pane, calcio e Inter.

Nove anni fa, il 1 gennaio 2007, si è addentrato nel mondo dei blogger aprendo un blog di calcio, De Rerum Calciorum, che cura quotidianamente con l’obiettivo di farlo crescere e farlo diventare uno dei migliori blog calcistici del web. Dal 1 gennaio 2014 il blog è passato su un dominio personalizzato e ha cambiato denominazione in "Calciomania 90".

6 dicembre 2017

Alonso investe negli eSport

Gli eSport sono e saranno un elemento non eludibile dello sviluppo dei business delle società e federazioni sportive dei prossimi anni.
Interessante quello che ci sta costruendo sopra Fernando Alonso, che a riguardo sta diventando un vero e proprio imprenditore.
Primo pilota di Formula1 a farlo, è conscio delle potenzialità di crescita del settore che nel motorsport è solo agli inizi.
Basti pensare che alcuni gamer virtuali sono riusciti poi a costruirsi una carriera di piloti nel mondo reale come J.Mardenborough con la GT Academy di Nissan e Playstation.
Il progetto di Alonso prevede la creazione di un team, la Racing G2 Logitech2, che parteciperà agli eventi nel mondo, ma non solo anche gare online condivise tra gamer che  possono sfidarsi tra loro e anche con Alonso e con un suo team di gamer professionisti.
E la stessa Formula1 sta pensando a qualcosa in questo senso.
Un mondo, quello virtuale degli eGames, che sempre più si andrà ad affiancare a quello reale, fino a quando chissà ci ritroveremo a gareggiare nel virtuale con le telemetrie reali che simuleranno i giri dei campioni...

5 dicembre 2017

Equo compenso? Ok, ma anche nello sport !

Qualche settimana fa è stata data notizia che nella manovra di bilancio 2018 sarà inserito l'equo compenso per tutti i professionisti. E' una buona notizia, ma è importante sottolineare che deve valere anche per i professionisti che lavorano per il mondo dello sport.
Il rischio è che molti comitati regionali si vedano costretti a chiudere collaborazioni anche di lunga data a causa di amministrazioni centrali che non comprendono come così facendo distruggano un lavoro sul territorio molto produttivo e che dura anche da anni.
Un knowhow che va riconosciuto e remunerato debitamente, nell'interesse di tutti. 
La Federazione vedrebbe il suo lavoro nei territori sviluppato maggiormente e pagandolo di più può anche porre anche dei risultati misurabili da raggiungere e in caso di mancato risultato non rinnovare la collaborazione. Il professionista, che vedrebbe riconosciuto il suo sforzo e quindi sarebbe motivato a dare il massimo per mantenere un cliente così vantaggioso e non solo prestigioso. L'ambiente collegiale dei consulenti sarebbe impoverito di quei malumori che spesso si sentono nei dialoghi tra colleghi, ci sarebbero ambienti più sereni e collaborativi, meno guerre più o meno nascoste. 
Ora ci sarà da capire come questo equo compenso verrà organizzato sul territorio dal CONI e dalle Federazioni, se si deciderà di ottimizzare i costi e minimizzare gli sprechi (e ce ne sono troppi), oppure si preferirà mantenere le cose come stanno rinunciando alla legalità e incentivando collaborazioni che sembrano più elemosine, portano al precariato e al malcontento.

29 novembre 2017

La Francia punta sullo sport come asset economico. L'Italia no.

C'è poco da dire, negli ultimi 15 anni, nessuno come la Francia ha puntato sullo sport come asset economico di primo piano.
Ricapitoliamo insieme:

  1.  2015 Europei di Basket (fasi finali)
  2.  2016 Europei di calcio maschili
  3.  2019 Mondiali di calcio femminili
  4.  2023 Mondiali di rugby maschili
  5.  2024 Olimpiadi a Parigi
E forse mi sono perso qualche cosa... senza contare eventi annuali come il Tour de France di ciclismo, le gare di coppa del mondo di sci ed altri eventi che sono con una certa ripetitività nel suolo transalpino.

Questo ci fa capire come davvero ci sia un orgoglio nazionale che porta a farsi conoscere dal mondo.
In Italia invece, si ha paura di spendere troppo e si rinuncia a occasioni che difficilmente possono ritornare.

28 novembre 2017

Putin, il doping in Russia e la forza comunicativa dello sport

Interessante quanto affermato ultimamente da Putin per quanto riguarda le nuove accuse di doping nei confronti di atleti russi di sport invernali.
Per chi non avesse letto la notizia, in pratica il presidente della Russia, ha accusato l'amministrazione USA di complottare per pilotare le elezioni presidenziali di Mosca.
Come? Attraverso la diffamazione anche con l'accusa di doping agli atleti russi e con il possibile blocco alla partecipazione della Russia alle prossime olimpiadi invernali.
Affermazioni come questa ci dimostrano, ancora una volta come lo sport e la comunicazione sportiva, per le loro peculiarità intrinseche, siano uno strumento molto potente di persuasione delle masse attraverso l'emozione e l'identificazione.
Non è un caso che proprio Putin, si faccia vedere spesso nel suo Paese mentre pratica sport, cintura nera di arti marziali, abile nuotatore, giocatore di hockey ... ogni ambito sportivo che possa avvicinarlo al popolo, lui lo pratica. La forza comunicativa dello sport è innegabile ed evidente.
Vedere quelle attività sportive invernali, tra cui proprio l'hockey, infangate dal doping sono uno smacco molto grande, un attacco diretto anche a lui.
Non è la prima volta che regimi usano la forza comunicativa dello sport per propaganda interna ed esterna, la stessa celebrazione della torcia olimpica è nata sotto Hitler per celebrare le olimpiadi di Berlino e Garmish.

22 novembre 2017

La crisi del calcio italiano arriva dal lontano 2006

Mi sono ripromesso di parlarne solo dopo una settimana, perchè all'inizio tutti sono buoni a dire la propria.
Troppi.
Di cose sensate se ne sentono sempre poche nei primi momenti a caldo, per cui meglio raffredare gli animi, analizzare a freddo la situazione e provare a scriverci sopra con lucidità.
Il problema del calcio italiano arriva da lontano, dal 2006.
Calciopoli ha indebolito l'intero sistema tranne chi per un motivo o per l'altro doveva uscirne indebolito. La Juventus.
Questo perchè, mentre il mondo del pallone italico cercava un momento di gloria, la società bianconera era l'unica che già stava programmando in modo manageriale i suo futuro.
Analizzava il mercato nazionale ed internazionale per anticiparne i trend.
Quella crisi profonda, ha permesso di accellerare un  processo già in atto.
Mettere persone competenti ai posti di comando, ciascuno secondo il proprio background lavorativo, di studi, culturale.
Sembra una sciocchezza, ma è alla base di quanto avviene in Juventus, non uomini immagine, ricordiamoci come è stato anche maltrattato DelPiero, ma professionisti del fare.
La FIGC ha patito questo problema, non ha saputo vedere il cambiamento che lo circondava (il mercato giocatori che andava sempre più verso l'esterofilia) e non lo ha saputo governare. 
Non ha saputo selezionare i suoi uomini per sola competenza, dando poi loro totale fiducia, ricodiamoci cosa chiedeva Conte e perchè se ne andò...
Questo il problema di fondo. Non programmi a lungo termine, ma il vivacchiare giorno per giorno che porta a scarsa qualità e a disfatte. 
Adesso è tutto da ricostruire... proprio come un mobile IKEA, ma per favore vediamo di usare la qualità che ci distingue. Quella degli artigiani della qualità.

21 novembre 2017

Via Tavecchio resta la mentalità il problema

Analizziamo la situazione nel suo insieme.
Sono ormai anni che le squadre nazionali di qualsiasi sport non rimangono ai vertici delle classifiche e fanno risultati importanti. Vincono.
Lo si può dire di tutti gli sport di squadra, laddove sia necessario uno sviluppo collettivo e non ci si affidi all'estro o al talento di un singolo atleta.
Questo ci fa capire come nello sport italiano, manchi una programmazione pluriennale che parta dai giovani e dia loro il tempo di avere competenze tecniche per poterle poi mettere al servizio dello sport italiano.
Capita nello sport, ma è immagine di una società che pensa ad un risultato a breve anzichè guardare al lungo periodo.
La politica preferisce dare ai cittadini sconti sulle tasse anzichè programmare la spesa con

15 novembre 2017

ATP Next Gen: a Milano trionfa il cattivo gusto

Doveva essere un momento importante per il tennis italiano, che mostrasse a livello internazionale una capacità professionale di gestire un evento ATP di rilievo come le finali ATP Next Gen. Ovvero le finali giovanili.
Il risultato è stato infelice a causa di una presentazione di pessimo gusto a base di modelle disinibite che per decidere il girone di appartenenza dei giocatori dovevano spogliarsi parzialmente con molta malizia.
Considerando il fatto che doveva essere un omaggio alla moda di Milano, ci si viene a chiedere il concetto che si ha di Milano e della sua settimana di moda.
Ci si deve anche domandare l'opportunità di questi aspetti collegandola anche al fatto che era legato ad un evento riservato a giovanissimi atleti. Quali valori vuole comunicare il tennis mondiale a chi lo segue o lo pratica? Cosa deve spingere un giovane a diventare professionista del tennis?
In questo le responsabilità sono tutte in capo all'ATP Next Gen e non agli organizzatori locali, che si sono concentrati sul lato tecnico del programma (logistica, campi, etc.), la parte più di eventi resta sempre in mano dell'associazione internazionale.
Davvero ATP vuole comunicare che il proprio mondo è fatto di trasgressione? 
Di certo, si potrebbe anche ipotizzare un risarcimento danni, dato che l'immagine degli organizzatori è stata certamente lesa e pesantemente.
Specialmente pensando a questo periodo, in cui tra reali o presunti abusi sessuali, l'immagine della donna oggetto è sempre più fuori da qualsiasi comunicazione di buon gusto.

14 novembre 2017

Stadium Links: quando il golf entra negli stadi

Si parla spesso di rendere le strutture sportive, come gli stadi, aperte 7 giorni su 7, e che possano generare ritorni sugli investimenti. Quello che manca a volte è l'idea insolita, quel qualcosa in più da offrire.
Dagli USA arriva un'idea molto interessante!
Quella di far praticare il golf all'interno dello stadio.
Sembra una follia ma fanno già così in molti stadi del baseball, in primis i New York Metz al loro Cityfield.
Un modo insolito di vivere l'esperienza dello stadio, di vivere la propria appartenenza ad un tifo ben specifico e con benefit non indifferenti.
L'esperienza dei Metz, ci parla di un percorso a nove buche per un periodo limitato di tempo, solo tre giorni!
Questo permette una politica molto aggressiva di prezzi, perchè l'offerta è limitata nel tempo, ma ugualmente lo diventa per numero di persone che possono entrarvi.
In pratica una selezione all'ingresso che incrocia tempo e prezzo, facendo diventare l'idea molto esclusiva e ricercata.
Un modo per creare servizi di lusso nel settore sportivo.
Idee che possono essere replicate, con astuzia anche nei nostri stadi di calcio.

8 novembre 2017

NBA e Nike: le magliette rotte creano un caso

Come anche alcune testate giornalistiche hanno subito sottolineato, si sta aprendo un caso importante nella NBA.
Il nuovo fornitore Nike (fino all'anno passato era Adidas), ha seri problemi d'immagine.
Infatti si stanno verificando casi tra i giocaotri, in cui le magliette si strappano troppo facilmente a causa di contatti che non dovrebbero creare quei danni.
L'ultimo e più eclatante dei casi è avvenito e Lebrown James, in diretta televisiva.
Questa è di per sè, una aggravante non da poco, con tanto di tweet del campione sui suoi profili social e ovviamente di stupore da parte dei suoi molteplici fans.
Che succeda a un giocatore qualsiasi non scompone molte, se succede però a una delle stelle il problema è maggiore, i commenti negativi possono influenzare pesantemente il giudizio sul prodotto e sul marchio. L'intera linea da basket di Nike, se il problema dovesse reiterarsi troppo, rischia il flop.
Neanche farlo apposta, proprio in prestagione, alla presentazione delle divise, Nike aveva sottolineato la capacità delle sue divise di essere più elastiche e traspiranti, a vantaggio dei giocatori.
Ironicamente possiamo dire che lo squarcio fa certamente traspirare molto, ma non è quello che si poteva pensare.
Per ora Nike indaga sull'accaduto e non fornisce giustificazioni precise.

7 novembre 2017

#France2023: il rugby francese all'attacco nella comunicazione

Non c'è che dire il rugby francese è molto attivo nell'ultimo anno.
Una vera rivoluzione che parte dall'organizzazione interna e che vede la creazione di nuove aree operative basate non più su ambito regionale ma su macroregioni.
Un ambito tecnico che vede il rinnovamento di vari ambiti dagli esercizi alle tecniche e le tattiche.
Ed anche la comunicazione ha avuto la sua ventata di freschezza, ultimo atto ma anche il più visibile è stato il cambiamento della rivista ufficiale FFR "Rugby Mag".
Non un cosa banale perchè ci spiega il cambio dei tempi.
Meno parole e più immagini, in una società che divora video e foto sui social networks non poteva attrarre giovani una rivisita noiosa e prolissa.
Più argomenti trattati, non solo argomenti tecnici o interviste leggere, ma un giusto mix per attirare il più alto numero di persone.
Non solo parole, ma anche consigli per gli acquisti, dai libri sul tema, agli oggetti divertenti sempre a sfondo rugbistico. Una rivoluzione che fa della rivista francese qualcosa di davvero piacevole da leggere, ma non per questo vuota di contenuti.
Anche chi come noi, guarda al mondo del rugby da un punto di vista manageriale, sa trovare in un cartaceo di questo tipo spunti di riflessione di una federazione che sa essere al passo con i tempi.
Molto può essere ripreso e riportato alle nostre realtà federali.

1 novembre 2017

Calcio: i valori della festa e del gioco

Ora che il caso antisemitismo è scoppiato in modo evidente, non si parla d'altro. Ma dietro alle molte, forse anche troppe, parole non si analizza un problema più importante.
Il calcio e le società calcistiche cosa comunicano ai propri tifosi, ai propri giovani tesserati?
Perchè alla fine il problema fondamentale è questo.
La società sportiva spesso fa aste benefiche, promuove sms solidali ed altre attività di lodevole valore sociale, ma sono azioni superficiali se non di pura facciata per dare un senso etico laddove di etico non c'è nulla.
Il problema non è solo della S.S.Lazio, ma del sistema calcio in generale.
Chiediamoci quanti incontri per il tifo corretto vengono fatti dalle società di periferia, per indirizzare in modo costruttivo i genitori che spesso sono più esagitati e violenti degli ultras di serie A.
Chiediamoci se ai ragazzini, viene insegnato il rispetto dell'avversario, non solo nel non fare entrate cattive, ma anche nel non simulare un fallo o nel non insultarlo o deriderlo. Così come nel non infierire sulle squadre più deboli, evitando valanghe di goal che umilierebbero solo l'avversario.
Quello che manca al calcio, molto spesso, è un atteggiamento spensierato, di gioco e di festa.
Riflettiamo su questo e sui valori che la festa porta a fare propri.

31 ottobre 2017

"Blog dell'anno" : come sostenerci e farci vincere!

I più importanti blog sportivi si sfidano a colpi di voti dei lettori per vincere il titolo di “Blog dell’anno 2017”. Sono in gara più di 700 blog e Il blog dello sportivo si trova, al momento, in terza posizionecon 212 voti nella sezione generale “Top Blog”, e in prima posizione nella sezione di riferimento “Altri sport”! Le votazioni si chiuderanno il 6 Dicembre 2017, abbiamo bisogno del vostro supporto per poter scalare ulteriormente la classifica! Ogni utente può esprimere un solo voto ogni 24 ore per ciascuna categoria. Trascorse 24 ore dal voto contabilizzato, in caso di nuova votazione, il sistema contabilizza la nuova preferenza espressa.
Di seguito il link per poter votare Il blog dello sportivo: http://www.superscommesse.it/blog_anno/blog/322/sport-di-blog/

“Blog dell’anno” è un’iniziativa di Superscommesse.it, il primo comparatore italiano di quote per scommesse sportive e Testata Giornalistica registrata presso il comune di Roma: http://www.superscommesse.it/.

25 ottobre 2017

Hackathon FIGC: la tecnologia che manca allo sport italiano

Recentemente ho partecipato alla maratona tecnologica tenutasi a Trento per la Federcalcio, con il supporto dell'Università di Trento.
La manifestazione, definita Hackathon, ha come punto principale quello di dare modo ai partecipanti di sviluppare idee e tecnologie al momento non presenti in una determinata azienda o organizzazione.
Quanto fatto dalla Federazione Calcio Italiana è certamente importante per tutto lo sport tricolore, perchè lancia anche uno spunto di riflessione per tutti gli sport managers italici, partendo da un dato di fatto: manca tecnologia, siamo rimasti indietro rispetto a certi fenomeni.
Il non dominarli, ma subirli, porta lo sport italiano ad essere sempre un passo indietro rispetto a Paesi come quelli di ispirazione anglosassone, ma spesso anche dell'est europeo, come spesso in questo blog ho raccontato.
Ecco quindi, l'auspicio che eventi come quello organizzato dalla federazione calcio, ma anche convegni o competizioni più tradizionali, siano alla base del prossimo rilancio dello sport italiano. 
Non necessariamente lo sviluppo dello sport necessita di grandi investimenti, vero è che necessita di grande apertura mentale, grande capacità di guardare al futuro senza preconcetti e con la possibilità per le nuove generazioni di poter dare il proprio supporto.

24 ottobre 2017

Inter obiettivo 50.000 spettatori

Come fa notare un articolo del "Corriere dello Sport" di qualche giorno fa, l'Inter si sta posizionando tra le squadre più seguite del campionato, nelle partite casalinghe al Meazza.
Considerando il pienone del derbi, si calcolano già 240.000 presenze ed è davvero un boom.
Tuttavia oltre al merito della squadra, anche il giornalista Guadagno, faceva notare che uno stadio più moderno e confortevole aiuterebbe molto. In questo lo stadio di Milano è un problema grosso.
Ci sono ritardi, causati dal Milan, ma il progetto ci sarebbe pure.
Durante questo mese ci dovrebbe essere un incontro in Comune e si pensa di forzare i tempi per migliorare la cosa.
La quota 50.000 di media resta comunque possibile già durante questo campionato e le voce sul mercato invernale, non fanno altro che alzare le aspettative dei tifosi, tutto è possibile se continueranno i buoni risultati sul campo.

18 ottobre 2017

Frosinone calcio: con lo stadio, progettualità ed ambizione

A fine settembre il Frosinone Calcio, ha stupito molti non addetti ai lavori, annunciando l'apertura del proprio stadio di proprietà.
Tra le piccole formazioni di provincia una rarità, che diventa unicità se si pensa alle società di calcio del sud d'Italia.
Una nuova era che punta ad una progettualità importante, ormai è chiaro a molti presidenti di calcio, non si può pensare ad una squadra forte senza uno stadio di proprietà.
Il problema è però anche creare uno stadio che, rispettando la città in cui viene costruito, diventi collante della società civica senza fagocitare altre iniziative locali.
Un alleato per il progresso urbano e non un nemico del piccolo commercio o di altre attività culturali.
Per questo diventa importante comprendere le potenzialità da sviluppare attorno al campo da gioco che rendano la struttura, attiva per più ore al giorno 7 giorni su 7.
Non ci resta che augurare un grosso "in bocca al lupo" al Frosinone calcio, al quinto stadio di proprietà in Italia, e vedere quali strategie saranno attuate e che effetti avranno sul medio e lungo periodo.

17 ottobre 2017

5 cose che non sai sui problemi dello sport e la secessione catalana

I fatti recentemente accaduti relativamente alla dichiarazione di indipendenza unilaterale della Catalogna, pongono tutti i settori davanti a problemi fino ad oggi non considerati, tra questi anche lo sport ha le sue problematiche da risolvere e non sono affatto da poco.

1) Il Barça, dovrebbe/potrebbe essere estromesso dalle competizioni nazionali sia nel calcio che negli altri sport della polisportiva (pallacanestro, pallamano, etc.). Questo porterebbe nel giro di una stagione all'estromissione dalle competizioni internazionali con risvolti pesantissimi sui conti economici della società sportiva.

2) La Dorna, società organizzatrice del Motomondiale, potrebbe trovarsi in grossi problemi economici, avendo come moneta non più l'Euro, ma una moneta locale (la pesetas catalana?), problematiche anche a livello bancario ed amministrativo da chiarire poichè salterebbero tutti gli accordi con l'Europa ed è da valutare che lo Stato Catalano venga riconosciuto dall'UE.

3) Il circuito di Catalogna perderebbe tutte le attività motoristiche denominate "granprix de Espana" ed organizzate dall'Automobilclub spagnolo inclusi il GP di Formula1 e le gare del motomondiale, ciò porterebbe al grave deficit sui conti degli organizzatori.

11 ottobre 2017

La Polonia usa lo sport come leva turistica

Sono stato di recente in Polonia per qualche giorno, precisamente a Cracovia.
Ho notato che gli echi dell'europeo di volley sono totalmente scomparsi, ma per motivi totalmente differenti da quelli che eventi del genere si trovano in Italia.
Da noi spesso una manifestazione passa e scompare per il totale disinteresse che viene data alla cosa dagli amministratori locali che non sensibilizzano minimamente la popolazione.
In Cracovia, ho invece riscontrato il motivo opposto, ovvero vi sono una serie di eventi sportivi che fanno in modo di portare turismo e di rendere le strutture sportive locali sempre in attività.
Per esempio, la famosa Tauron arena, quella usata per Eurovolley 2017, si stava preparando per ospitare una partita di hockey internazionale, mentre le società sportive locali (Wisla Krakow e Cracovia) essendo polisportive avevano una serie d'incontri di vari sport sul territorio.
Non solo, la società Wisla, la più ricca delle due, presso uno degli hotel locali, ha raggiunto un accordo per dotare delle camere di arredi tematici della squadra con enorme soddisfazione dei tifosi o dei turisti curiosi di vivere un esperienza fuori da comune.
Certamente una cosa come questa, al momento in Italia non si è ancora vista, è può essere una iniziativa di sicuro interesse.
Grande attenzione anche alla promozione nazionale degli eventi sportivi con francobolli delle poste polacche a promuovere le manifestazioni più importanti a livello internazionale.
Attenzioni che ancora in Italia fanno difficoltà ad essere messe in pratica.

10 ottobre 2017

Olimpiadi Milano 2026? ecco come abbattere i costi

A breve dovrebbe esserci la possibile candidatura di Milano per le olimpiadi invernali del 2026.
Bella idea, ma le proposte fatte sono tutti con un fattore comune, quello di fare sistema.
La prima ipotesi è quella di fare l'olimpiade tra Milano e Bormio, con alcune problematiche di viabilità e di infrastrutture.
La seconda  idea è quella di coinvolgere alcune località svizzere, così anche da tenere buoni i concorrenti di Sion.
La terza, e a parere mio la più sensata, prevederebbe la collaborazione con Torino, già città ospitante nel 2006.
Perchè sarebbe una buona idea?
Perchè le infrastrutture ci sono già tutte, le strade di collegamento tra Milano e Torino furono ampliate nel 2006 per agevolare chi arrivava a Malpensa, ciò che non può ospitare Milano, torino ce l'ha già, ed una struttura come il trampolino di Pragelato potrebbe tornare al vecchio splendore senza dover costruire altre strutture che poi finirebbe con l'essere sottoutilizzati.
Un minor costo di gestione del tutto simile a quello di Parigi, vincente questa estate per ottenere le olimpiadi estive.
C'è solo da sperare che il campanilismo non faccia capolino anche sta volta. Fare sistema è la nostra strada vincente.

4 ottobre 2017

Il golf italiano alla svolta?

Era lo sport delle elite. Qualcosa di estremamente esclusivo, ma vuole esserlo sempre di meno.
vuole diventare uno sport seguito dalle masse, o comunque da più persone. Vuole avvicinare la gente.
Di cosa stiamo parlando?
Facile leggendo il titolo del post. Parliamo di golf e della bella iniziativa della Federazione Italiana Golf di aprire e farsi sempre più conoscere.
La Ryder cup che arriverà in Italia a breve sarà certamente un momento importante per far parlare di sè in Italia, ma anche per promuovere il turismo golfistico, che pur restando una nicchia è qualcosa su cui puntare per le capacità di spesa di questo target specifico.
A questo va ulteriormente aggiunto il weekend porte aperte, che riguarderà alcuni golf club sul territorio nazionale.
Unica pecca di questa iniziativa è, il ristretto numero di club aderenti, ma se i risultati dovessero essere buoni non credo resterà una cosa isolata, ma anzi un appuntamento annuale da cui ripartire ogni volta con appassionati e curiosi nuovi.

3 ottobre 2017

Per promuovere lo sport, regalano televisori

Quale modo migliore per promuovere un campionato ed aumentarne la visibilità, se non quella di passare a regalare televisori di qualità alle società presenti sul territorio nazionale per permettere ai propri tesserati di vedere la partita del campionato maggiore subito dopo aver giocato la propria partita?
E' la strategia assolutamente innovativa fatta dalla FFR, Federazione Francese di Rugby, che ha regalato televisori e decoder con abbonamento al campionato TOP14 per permettere a tutti di appassionarsi e fidelizzarsi allo sport e alle società maggiori presenti sul territorio oltre che delle nazionali.
Un modo interessante e intelligente che punta al lungo periodo, per tenersi stretti i tesserati e vincere la battaglia improba con il calcio.
Non sarà facile ma certamente il tentativo iniziato a Bobigny a giugno è qualcosa a cui guardare con interesse.

27 settembre 2017

A Bourges la svolta del rugby in Francia

Come hanno anche fatto notare i titoli e i contenuti degli articoli di giornale apparsi online e sui cartecei, il congresso tenutossi a giugno a Bourges è stato per la FFR un momento di svolta importante.
Il rugby francese ha infatti voltato pagina diminuendo i costi di rappresentanza e giocando la carta della promozione delle regioni per i momenti di convivialità.
Ha creato un terzo tempo nel quale discutere e far crescere il movimento in modo non ingessato e più economico.
Come quando amici festeggiano organizzando una festa "portateco" dove tutti portano qualcosa.
Le aziende alimentari, contente di promuoversi, hanno partecipato e ottenuto ritorni importanti, e tutto è filato nel migliore dei modi.
Un interessante modo di gestire la federazione nazionale che lascia poco al pomposo e molto a più classico del terzo tempo rugbistico.

26 settembre 2017

Inter campione nel sociale

Ci sono vari modi di comunicare e dare valore al proprio brand.
L'Inter da molti anni crede fermamente che lo sport possa essere strumento di sostegno, solidarietà e crescita e non si risparmia da questo punto di vista.
C'è "Inter in the community" programma per il territorio della città di Milano che fa del calcio lo strumento dell'integrazione con innumerevoli iniziative.
Ci sono le tematiche di inclusione per bambini malati (Football Therapy), iniziative in cooperazione con associazioni e partner dell'Inter (Friend's associations) e un torneo tra le oncologie pediatriche italiane (Winners Cup).
Ovviamente non manca il sostegno alle iniziative federali e di lega che hanno tematica sociale, ma anche progetti importanti come "Sport Zone" dove si cerca di insegnare alle giovani generazioni un tifo positivo e non violento.
Tutte cose che fanno dell'Inter un brand di buona volontà che porta valori positivi.
Rari i casi di impegni istituzionali così marcati.

20 settembre 2017

Juventus femminile: strategia di marketing

Come allargare ancora di più la fan base?
Come coinvolgere un pubblico tendenzialmente poco disponibile a prendere in considerazione il calcio, come il pubblico femminile?
Semplice, dimostrando loro attenzione come e più di ogni altra società sportiva.
Ecco come nasce la società femminile di calcio della Juventus (almeno come leva di marketing).
In tal modo, e a costi non elevati, si mostra una volontà di pari considerazione tra uomini e donne.
Si sdogana il calcio e il tifo juventino come cosa per soli uomini.
La società così facendo potrà anche creare, in collaborazione con gli sponsor, anche prodotti specifici per la donna, logati o comunque collegati al merchandising Juventus.
Anche la ricerca sponsor, potrà aumentare le sue possibilità a prodotti ed aziende che trattino prodotti per la donna e per ambo i sessi, potendo poi sfruttare pubblicità e promozioni specifiche per i target dei due rami dell'azienda sportiva bianconera.

Si avvantaggi anche l'uso dei campi e dello stadium, che vedendo anche le partite e gli allenamenti della sezione femminile possono portare ad un uso intensivo delle strutture e a minori "vuoti".

La strategia manageriale presa dalla Juventus è certamente molto interessante, anche il museum a breve non potrà non avere una sezione al femminile, ne siamo certi.

19 settembre 2017

Zaytsev e la gestione sponsor delle federazioni

Estate davvero ricca di eventi interessanti per chi, come me si occupa di sport marketing, come si può notare un poco alla volta li si va a prendere tutti.

Parlando di Zaytzev la situazione è stata alquanto tortuosa da seguire.
Per farla semplice e riassumerla: il giocatore aveva un contratto di sponsorizzazione con la Adidas, mentre la squadra ha in uso Mizuno. Dopo varie tira e molla si arriva a questa presa di posizione da parte del giocatore. Tutto risolto? Nemmeno per idea o meglio, non come ci si aspettava!
Zaytzev viene lasciato a casa.

Il problema vero però sta a monte, la domanda importante è: "come poteva una Federazione nazionale ridursi all'ultimo per scoprire una situazione sponsor di questo tipo? Non ci sono persone o uffici che si occupano di questo? E se non ci sono non sarebbe il caso si cominciasse a istituirli?"

Lo sport moderno necessità di persone capaci e che si possano muovere con anticipo sui problemi insidiosi della comunicazione e del marketing. Certamente la Mizuno non ha fatto una buona figura, non riuscendo a garantire le scarpe desiderate dal giocatore, la Federazione si è mostrata non al passo con i tempi e con le complessità del marketing sportivo moderno ( urge un aggiornamento) che ha danneggiato non solo l'immagine federale ma anche la squadra, privandolo di uno dei campioni, nonchè dell'uomo simbolo del movimento pallavolistico italiano.
Sarà interessante capire se la sponsorizzazione Mizuno porterà almeno ad avere il merchandising della nazionale più facilmente reperibile nelle città italiane.

13 settembre 2017

DeVecchis, l'infortunio e i problemi di gestione delle Federazioni sportive

A fine Agosto sono rimasto sconvolto nel leggere questo tipo di notizia.
Un atleta nazionale che si sta preparando per una competizione importante, non può farlo su attrezzature così usurate e vecchie che si spezzino, causando danni fisici anche all'atleta.
E' una questione di sicurezza.
Cosa porta però questo evento con sè.
Due riflessioni di tipo manageriale sportivo:
1) difficile parlare di professionalità del marketing e dello sport management quando questa è la base di partenza,
2) questo tipo di eventi ci parlano di un movimento privo di fondi anche solo per sopravvivere e che fa difficoltà ad investire per svilupparsi.

Certamente ci sono state anche delle gestioni non corrette che hanno portato non alla ricerca di nuovi professionisti nelle varie attività e settori, ma a rifornirsi da aziende già conosciute che non sempre possono garantire il miglior equilibrio tra prezzo e prodotto/servizio, questo è un punto dolente di molte federazioni.
Va anche detto che diventa difficile poter approcciare gli sponsor o possibili partner quando la base di partenza porta a notizie, su media nazionali, di questo tipo.

12 settembre 2017

Adidas e la terza maglia di Juve e Real

Oltre alla finale di Champions giocata la scorsa stagione cosa hanno in comune Juventus e Real Madrid?
Hanno Adidas come fornitore tecnico, probabilmente il miglior produttore di vestiario per il calcio presente sul pianeta.
Ma Adidas non è solo questo, è una azienda anche all'avanguardia nel marketing.
Non potrebbe essere altrimenti in un settore così spietato e competitivo.
Il marketing sportivo, ha dovuto quindi coinvolgere i tifosi.
Non solo consumatori, ma sempre di più parte attiva nella produzione e ideazione del prodotto sportivo.
Ecco quindi l'azienda fondata da Adi Dassler, lanciare un concorso per creare la terza maglia per la stagione 2017-18 per le maggiori società calcistiche vestite Adidas.
Juventus e Real Madrid, ma anche Manchester United, Bayern Monaco, Milan e Flamengo hanno lasciato spazio alla creatività dei tifosi con i risultati che possiamo vedere in campo durante la stagione.
Uno sforzo non da poco per un settore dove in genere si cerca di produrre un prodotto il più simile possibile per produrre economie di scala.
La speranza è che la vendita delle stesse maglie possa superare abbondantemente i costi sostenuti.

6 settembre 2017

Quante novità nei prezzi dei posti allo stadio

Nel marketing sportivo si stanno facendo strada numerose novità che arrivano dai campionati esteri, se non anche dalle leghe professionistiche americane.
Una delle leve più interessanti e allo stesso tempo più delicate è quello del prezzo del posto a sedere per le partite.
In questo settore, in gergo tecnico "pricing", in Italia sono molte le novità introdotte per la stagione calcistica 207-18.
La Lazio, aveva anticipato tutti l'anno passato, creando un mini-abbonamento "Mettiamoci in gioco" con il quale inun dato momento della stagione, la squadra avrebbe dovuto conquistare 7 punti in classifica nelle successive 3 gare casalinghe, nel caso non si fosse raggiunto tale punteggio i biglietti delle partite successive giocate all'Olimpico sarebbero costate 1 Euro, fino al raggiungimento dei 7 punti famosi.
In pratica il valore del prodotto viene legato alla prestazione e al risultato della squadra.

A Mestre quest'anno, "il prezzo lo decidi tu", così si chiama la campagna abbonamenti.
In pratica per la stagione in Lega Pro, la società veneta, lascia ai propri tifosi dare un valore al proprio posto allo stadio, uniche restrizioni a riguardo sono un importo minimo di 20 Euro (per i costi di cancelleria,Siae,etc) e l'esclusione dalla promozione dei posti migliori ovvero quelli della tribuna.
Sarà interessante vedere i risultati di questa campagna così insolita, chissà che non possa essere una nuova frontiera per gli abbonati.

5 settembre 2017

La crisi della SBK che voleva superare la MotoGP

Qualche tempo fa la Superbike era un prodotto molto interessante.
Le televisioni facevano aste per ottenere i diritti e le case motociclistiche partecipavano in modo ufficiale. I grandi piloti pensavano alle moto di questa categoria non come un ripiego prima della pensione, ma ad una possibilità da valutare seriamente.
Poi, regolamenti poco accattivanti, gare dominate da pochi piloti sulle solite moto hanno reso la competizione poco profittevole fino al declino attuale che vede gli autodromi quasi deserti, così come ha riportato anche il "Corriere dello Sport" per la gara del 20 Agosto in Germania.
Un vero peccato, ma come fare?
Semplificando il regolamento e allettando con montepremi interessanti le case motociclistiche a partecipare con team ufficiali.
Questo alzerebbe il livello medio del prodotto aumentando sponsor e pubblico.
Tuttavia è una strada tradizionale che può trovare alternative, se infatti le gare fossero il clou di un weekend di eventi, fatto di concerti, mostre fotografiche e altre attività, il calo sarebbe certamente inferiore perchè si porterebbero più target nello stesso posto.
In questo si fa ancora difficoltà ad organizzare, non è già facile organizzare una gara, dover prendere questo tipo di format per più tappe diventa complesso, ma organizzazioni come i giri ciclistici dimostrano che qualcosa su questa impostazione si può fare in più.

27 giugno 2017

Il basket su RAI2 ? una bella sorpresa

Una corretta gestione della comunicazione durante tutta la stagione da parte della Lega, sia attraverso la stampa che attraverso la televisione.
Una collaborazione con la RAI che ha visto la Final Eight avere risultati triplicati rispetto allo share della stagione 2015/16 ed un prodotto televisivo che risulta accettabile.
Questo ed un campionato comunque interessante e mai scontato, hanno fatto del prodotto "basket", un piatto succulento per gli ascolti.
Un ritorno agli anni '70 e '80 quando il basket era importante anche per la televisione pubblica, una sfida che ha portato a risultati certamente interessanti per gli sponsor delle società di Trento e Venezia.
Bello vedere il basket riempire il tardo pomeriggio o le serate su Rai2, un canale che si dimostra insolitamente coraggioso e giovane. Una ventata di freschezza con un prodotto a costo zero per il canale che semplicemente riporta a maggiore visibilità un prodotto i cui diritti erano già delle rete.
Speriamo questo possa essere un inizio per una visibilità maggiore sia per il basket, ma anche per altri sport secondari.
Non solo calcio per favore.

20 giugno 2017

I sei punti forti di #France2023 per la rugby worldcup

Su un articolo molto interessante di "Rugby Mag" n°1163, sono riassunti i punti ritenuti vincenti dalla Federazione Rugby Francese per la loro candidatura alla rugby worldcup del 2023, e sono davvero importanti.

1) La qualità degli stadi e delle infrastrutture. Avendo a disposizione gli stadi degli europei di calcio, nelle granparte delle città, o comunque stadi nuovi o rinnovati per l'occasione, le infrastrutture sono decisamente al top!
Questo è il tallone d'achille dell'Italia, strutture troppo vecchie e mai rinnovate!

2) Entrate garantite per 140 milioni di Euro. Calcolando il tifo locale e quello estero, la Deloitte ha già previsto questa cifra come ritorno garantito.

3)Nuovo look alla biglietteria. Nulla di svelato, ma novità in arrivo.

4)Trasmissioni televisive.

13 giugno 2017

Lotta allo spreco per il Rugby francese!

Spesso si parla di abbattimento dei costi nelle Federazioni sportive italiane, ma in Francia la pressione del ministero dello sport si è fatta tale per cui la rivoluzione si sta già attuando.

Tagli drastici nell'organizzazione dei dipartimenti sportivi per ben tre federazioni (rugby, calcio e judo), ma anche tagli nell'operatività.

Così tra le varie notizie di "Rugby Mag", il mensile ufficiale della FFR, si scopre che al prossimo congresso federale non ci sarà la serata di gala classica, costo 70€ a persona circa, ma una "Bodega des Clubs" dove in pratica ogni delegato porterà prodotti tipici della propria zona in un ambiente totalmente informale.
Un portateco ad alto livello, ma che resta assai semplice nella pratica, un modo per tagliare i costi in modo importante per un momento che da Gala si trasfroma in un tradizionale terzo tempo.

7 giugno 2017

Quello che i tifosi si aspettano dalle proprietà di calcio

Sul primo numero del nuovo "Corriere dello Sport", nelle prime pagine del giornale ho trovato un interessante sondaggio fatto da Ipsos Pa sul gradimento delle proprietà straniere dei club e sulla presenza di giocatori stranieri nel nostro campionato.
Tutto davvero molto interessante, ma quello che mi interessava qua sottolineare era il dato emerso relativamente alle proprietà straniere.
Infatti, il 29% afferma che non è importante la nazionalità degli azionisti, ma piuttosto che agiscano per il bene della società, dei giocatori e dei tifosi. In particolare il dato risulta rilevante per i giovani fino ai 34 anni.
Questo ci dice che il calcio del futuro vedrà sempre più in modo positivo una società sportiva gestita in modo professionale, indifferentemente dalla nazionalità dell'azionista di maggioranza.
In pratica lo sport segue il resto della realtà circostante ed in certi casi la supera, pensiamo a certe richieste di italianità per le proprietà di aziende.
Una predisposizione di questo tipo alla professionalizzazione del calcio potrebbe essere positiva per l'intero movimento sportivo italiano, una spinta ad una gestione aziendale anche del marketing e della comunicazione in tutti gli ambiti sportivi.

6 giugno 2017

Dugarry ha ragione su Totti?

Un pensiero netto e controcorrente per C. Dugarry: "Totti non posso metterlo nelle leggende. Se fosse stato un calciatore così forte non avrebbe vinto solo uno scudetto. Una leggenda fa vincere molto di più
Per me è un grande giocatore di club. E’ una storia romantica. Se tifi Roma, diventi grande e tutta la tua vita è scandita da lui: per la gente è straordinario, per la storia del club pure. Ma anche se ha segnato tantissimi goal, non posso metterlo tra i grandissimi. Nemmeno se è stato campione del mondo nel 2006, visto che non ha giocato tanto. Come per molti giocatori o tecnici, si dice che devono andarsene per vedere cosa realizzano. Perché lui non è mai partito? Perché non voleva lasciare Roma o perché non ha mai ricevuto una proposta interessante?”.


Un pensiero interessante che va analizzato a fondo.
Nella prima parte Dugarry dà la sua definizione di leggenda del calcio, un calciatore che da solo fa la differenza. Parla di vittorie, possiamo dire però che senza Totti la AS Roma non avrebbe raggiunto tante volte il secondo posto in classifica, Totti non ha vinto molto, ma quando la sua squadra ha vinto (Roma o Nazionale) lui ne è stato protagonista. (Il cucchiaio contro l'Olanda ai rigori, il selfie al derby romano sotto la curva, i tanti gol)
Ha fatto la differenza nel calcio non per quanto ha vinto ma per come è stato in campo.
Va notato che nel campionato italiano ha vinto un trofeo in più di quanti ne abbia vinti Maradona... cosa facciamo diciamo lo stesso pure per lui ?
Il resto sono tante malignità date da chi ha vissuto il calcio non come un gioco, ma come un lavoro.

Lasciamo quindi agli amanti del calcio decidere, di certo gli spettatori sanno anche amare ed apprezzare chi gioca bene come ad esempio al Santiago Bernabeu dove solo due italiani hanno preso applausi di questi uno e Totti...

                                    

31 maggio 2017

America's Cup: sempre più commerciale

Già dal titolo i puristi dell'evento storceranno il naso e proveranno un senso di fastidio, ma la realtà è che la nuoca coppa America è davvero fatta per la televisione, ed è fatta molto bene.

Regate molto veloci e altrettanto spettacolari, Bermuda con i salti di vento risulta un campo assai ostico per tutti con risultati mai scontati.

La cosa però interessante è che le grafiche attualmente disponibili per i broadcaster televisivi permettono oltre agli accorgimenti necessari per far risultare più godibile la competizione ai non addetti anche delle immagini necessarie per far vedere sul campo di gara (il mare), loghi e calim degli sponsor.
Questa se vogliamo è la versione moderna dei tabelloni a bordo campo lato televisione e questa innovazione sarà certamente qualcosa che anche in altre situazioni sarà preso come possibile spunto.
Per esempio le olimpiadi, dove sono vietati gli sponsor, ma che potrebbero permettere ai broadcaster nazionali, in appositi spazi dei campi di gara di far vedere loghi delle proprie ricerche pubblicitarie.

30 maggio 2017

il #Giro100 un cambio di marcia anche nel marketing

Sono cose che pochi notano tra i non addetti, ma sono quelle cose che fanno la differenza.
I dettagli infatti rendono sempre più interessanti i grandi giri ciclistici perchè nell'attenzione alla propria immagine e a quella degli sponsor si cela il vantaggio competitivo.
E così, per il primo anno, scopriamo che il tetto interno del camion premiazioni può essere usato per l'immagine dato che i fotografi scattano le loro immagini dal basso verso l'alto.
Tanto spazio in più da poter usare per la propria immagine e per quella dello sponsor Enel.
Un'idea che farà scuola e che sarà replicata certamente sui podi non solo delle corse RCS Sport, ma anche da quelle di ASO (che organizza il Tour de France).
Putroppo, infatti, vantaggi competitivi di idee originali come queste sono facilmente copiabili, ma possiamo trarre uno spunto importante.
Nella promozione, gli organizzatori del giro, non sono immobili, ma al contrario molto dinamici.
La nuova proprietà Cairo, sta mettendo in campo davvero piccoli, ma fondamentali ritocchi che renderanno certamente il "Giro d'Italia" una vetrina sempre più importante per le aziende.

24 maggio 2017

Bici e incidenti

Gli ultimi mesi ci hanno portato alla ribalta una serie di notizie davvero tristi, con alcuni campioni di varie discipline, coinvolti in incidenti stradali mentre si allenavano in bicicletta. 
Vanno precisate due cose. 

La prima che il problema non è italiano ma internazionale. 
La seconda è che qui non si vuole entrare nel merito della questione tra ciclisti Vs resto del mondo.
Certo che uno sport come il ciclismo vive fasi difficili, da molti anni.

Qualche anno fa con il doping, oggi gli incidenti stradali.
Altri sport avrebbero visto fiaccare l'attenzione e la pratica ma questo sport come caratteristica ha proprio il fatto che quando si diventa appassionati si è fidelizzati per sempre. 
Una così particolare caratteristica è data probabilmente dal fatto che il ciclismo è un elemento culturale, le grandi gare girano per i Paesi e ne diventano storia contemporanea.
Per questo allora, bisogna  che il mondo sportivo e non solo ciclistico faccia una campagna per tutelare ciclisti ed automobilisti perché le responsabilità sono equamente divise. 

Di imprudente se ne fanno alla guida di tutti i mezzi di trasporto, bici comprese.
Una cultura del rispetto e della sicurezza su strada sono la nuova sfida per il ciclismo.

23 maggio 2017

La Nba ad un bivio

"I proprietari non possono accettare passivamente le decisioni degli allenatori senza curarsi dei tifosi e dei partner commerciali".
Con questa frase Adam Silver, commissioner della NBA, ha lanciato la bomba durante la stagione 2017 ormai alle fasi finali.
Il campionato più bello del mondo, rischia di diventare, anche il più pericoloso per i giocatori specie se di qualità.
Giocare troppo infatti, può significare per loro una carriera più corta.
Per l'NBA si apre una riflessione che nel tempo potrebbe vedere un lockout (sciopero) per i giocatori.
Se infatti la mia carriera è più corta devo far salire i compensi perchè ho meno tempo per guadagnare, se ciò non accade allora non scendo in campo.
Per le prossime stagioni quindi la NBA dovrà pensare a fare in modo che lo spettacolo continui ai suoi altissimi livelli sempre però pensando anche all'integrità e al futuro dei giocatori.
Cosa non facile, i compensi sono già alti e alzarli ulteriormente sarebbe un rischio per le casse delle franchigie.
Vero è che la sponsorizzazione di maglia attiva dal prossimo anno permette alle società di incrementare gli incassi e questo potrebbe essere alla fine il metodo con cui risolvere le richieste economiche dei giocatori.

17 maggio 2017

Un modo intelligente di sponsorizzare lo sport

Le aziende italiane sia grandi che medie o piccole, in questo periodo stanno certamente ricevendo un numero notevole di email o telefonate da parte di società sportive per poterle annoverare tra i propri partner e sostenitori. Posto che quella che vi viene proposta è una possibilità di ritorno d’immagine o di business, se condotta in modo corretto, quale sarebbe la modalità migliore dipartecipare alle partnership sportive partecipare alle partnership sportive
? La scelta non risulta facile, e le riflessioni da fare sono molte su piani anche differenti. Bisogna fare attenzione perché i soldi investiti devono poter dare dei ritorni, bisogna che l’obiettivo di comunicazione venga raggiunto. Abbiamo bisogno di ritorni economici immediati o vogliamo far conoscere meglio la marca?
Le aziende italiane sia grandi che medie o piccole, in questo periodo stanno certamente ricevendo un numero notevole di email o telefonate da parte di società sportive per poterle annoverare tra i propri partner e sostenitori. Posto che quella che vi viene proposta è una possibilità di ritorno d’immagine o di business, se condotta in modo corretto, quale sarebbe la modalità migliore di partecipare alle partnership sportive? La scelta non risulta facile, e le riflessioni da fare sono molte su piani anche differenti. Bisogna fare attenzione perché i soldi investiti devono poter dare dei ritorni, bisogna che l’obiettivo di comunicazione venga raggiunto. Abbiamo bisogno di ritorni economici immediati o vogliamo far conoscere meglio la marca?
Ci sono differenti modi di affrontare gli interrogativi che queste opportunità ci pongono davanti,  certo è assai interessante la strategia adottata da Mansion, azienda del gambling inglese che gestisce il sito casino.com e che con una cifra pari a 7 milioni di sterline ha ottenuto visibilità doppia rispetto a suoi diretti concorrenti.
Come? Semplicemente entrando in parnership di maglia con due società di media o bassa classifica, ovvero il Crystal Palace (5m) e il Bournemounth (2m) anziché una solo di medio alta fascia. In questa maniera è stato possibile avvicinarsi al mercato di Londra, grazie al Crystal Palace, e a quello di provincia con l’altra squadra. Due mercati, due presenze importanti e una maggiore presenza anche sugli schermi televisivi che mandano in onda le partite di Premier League e le coppe inglesi.
La cosa seppur banale non lo è affatto, spesso si pensa ad ottenere visibilità  con una attività da fare in modalità unica su un solo soggetto sportivo, ma le possibilità sono assai differenti, quella esposta è una delle tante da poter essere presa in prestito, e possiamo anche adottare pratiche come quella usata dalla Mansion a livello aziendale per aumentare ulteriormente la notorietà e riconoscibilità della marca su uno o più tipologie di target. Infatti, ci sono differenti tipi di target da poter coinvolgere in modo da rendere tutto estremamente più redditizio per il nostro investimento.

Ci vuole astuzia ed inventiva in modo da ottenere risultati importanti.

16 maggio 2017

Rugby City Tour: come FFR elimina marginalizzazione e discriminazione

C'è un problema che affligge l'europa, è la periferia delle città con il suo degrado e la possibilità che dalle nuove generazioni crescano delinquenza e anche terrorismo.
Odio per il diverso e violenza ne sarebbero il frutto amaro.
La Francia, che certo ha un modello fallimentare di periferia, ha però capito una cosa importante lo sport può fare la differenza, in meglio.
Il rugby più di ogni altro ha potenzialità anche scientificamente provate di riduzione della delinquenza.
Ecco come lo Stato centrale ha invitato la Federazione Francese di Rugby a fare un progetto nazionale sulle periferie.
Così nasce il Rugby City Tour, che gira nelle periferie, specie in quelle in cui il rugby è poco diffuso per avvicinare alla pratica e creare possibili legami nel territorio.
Un azione astuta sulle giovani generazioni che sta producendo frutti interessanti.
Può essere uno sviluppo anche in Italia?

10 maggio 2017

#France2023 : la candidatura per la worldcup di rugby si rafforza

Il progetto di candidatura per la coppa del mondo si sta rafforzando giorno per giorno in Francia.
Una candidatura che sta prendendo sempre più corpo su basi solide, fatte di personaggi importanti che fanno promozione, ma anche di un progetto che punta su una soldità il più possibili inattaccabile.

Uno dei punti del progetto che è davvero impressionante è quello che riguarda la distanza tra i quartier generali dei team nazionali e gli stadi.

Ci si sta impegnando per tenere la distanza ad un massimo di 2h e 30 minuti.
Questo significa non fiaccare i team, ma anche agevolare i tifosi che possano così fare anche da turisti e generare ricchezza nel Paese.
Ed è questo il punto importante!
L'evento sportivo è creato con il presupposto di generare ricchezza nel Paese oltre che per promuoverlo.
Quindi un evento non visto come un centro di costo, ma come un'investimento per la nazione.
In Italia dovremmo riflettere su questo...

9 maggio 2017

Sponsorizzazioni: ecco l'errore di fondo dello sport italiano

Lo sport italiano, con le dovute ed ampie eccezioni, vive in un errore di fondo che presto o tardi dovrà essere sanato.
Evidentemente più tardi sarà fatta la correzione più complesso sarà correggere la rotta.
Ma di cosa stiamo parlando? Del marketing e delle sponsorizzazioni.
Oggi la sponsorizzazione viene vissuta da società e federazioni non come una possibilità concessa alle aziende per ottenere visibilità,  contatti, etc. Ma come uno strumento per ottenere denaro per andare avanti.
Certo che serve per questo scopo, ma non è così che si può affrontare la questione.
Si scambia il fine dell'azione del ricercare sponsor con la sponsorizzazione stessa e questo depotenzia il marketing e la comunicazione nel suo complesso portando la contrattazione direttamente sul prezzo e non sulle opportunità che si vanno a fornire.
E sui costi tutte le aziende in questi tempi, frenano le spese.
Allo stesso tempo non valutando nel suo complesso la sponsorizzazione come opportunità di visibilità per gli sponsor si va a castrare la possibilità di aprire nuovi canali per comunicare lo sport di riferimento, in primis i canali social sempre più importanti per aziende e attori dello sport.
Un semplice cambio di prospettiva può fare la differenza per la prossima stagione che è ormai ora di programmare.


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