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31 maggio 2016

#Giro d'Italia : come Mediolanum coinvolge il suo target

la pedalata fatta con Fondriest a Pinerolo
Francesco Moser, Gianni Motta, Maurizio Fondriest, Paolo Bettino,  sono questi i nomi con cui Banca Mediolanum sponsor ufficiale della maglia azzurra del Gran Premio della Montagna, si vuole proporre ai tifosi e clienti. Con questi campioni, nell'arco dell'intera competizione del Giro, ha organizzato pedalate amatoriali volte a precedere il giro, insieme ad un family banker  in grado di porsi in modo più empatico con la potenziale clientela.
Oltre a ciò anche 6 pranzi sul percorso di gara, 16 mediolanum party dedicate ai clienti in location esclusive, zone come l'area hospitality di partenza e arrivo con 1900 presenze e fortunati vincitori che hanno seguito le tappe dall'auto di corsa, come nel 2015.

Attività  che certamente fidelizzare i clienti e ne attirano di nuovi. Attività che vanno aggiunte alla comunicazione dei social con il progetto #storiedalgiro , un modo completo e interessante con cui uno sponsor può massimizzare il proprio sforzo economico a favore dello sport con dei ritorni anche per la propria attività aziendale.

30 maggio 2016

#Giro d'Italia le comunicazioni per la sicurezza dei ciclisti e quelle mancanti per i tifosi

Poco prima dell'arrivo dei corridori in maniera molto opportuna, lo speaker avvisa i presenti di non sporgere con tablet o cellulari per evitare incidenti ai ciclisti. Purtroppo è  già successo in passato.
Questo avviso che certamente ha contribuito a rendere più sicura la corsa, non è stato fatto per regolare il deflusso delle persone da corso moncalieri verso piazza gran madre e il ponte di piazza Vittorio. La situazione era infatti, potenzialmente pericolosa dato che la zona recintata e aperta solo agli atleti premiati o vip riduceva ad imbuto la via di fuga unica per quella zona che portava direttamente alla zona del retro palco. 
Ovviamente giunti nei pressi del palco per vedere i propri campioni alcuni si fermavano a filmare o

25 maggio 2016

La finale di Champions a Milano secondo Pepsi MAX

La coppa dei Campioni con la sua finale a Milano è oramai alle porte e tutti gli sponsor si stanno muovendo per rendere indimenticabile la serata della finale, ottimizzando anche i propri investimenti sull'evento UEFA Champions League.
Pepsi MAX emozionerà i tifosi rendendo il viaggio a Milano per la finale di UEFA Champions League un'occasione unica, con la possibilità di sperimentare la sfida estrema dei tiri al volo. I tifosi potranno accedere all'arena Pepsi MAX Maximum Football per eseguire tiri al volo perfetti affrontando luci, rumore e ostacoli ambientali. I tifosi più audaci potranno quindi condividere in tempo reale o in slow motion i video delle loro prodezze sulle reti social usando l’hashtag #maxfootball.
Coloro che visitano lo stand Pepsi MAX presso il UEFA Champions Festival potranno godere della massima esperienza di mixology al bar "Maximum Taste", dove i tifosi potranno immergersi nell'atmosfera gustando cocktail rinfrescanti. Lo stand Pepsi MAX sarà accessibile al pubblico giovedì 26 e venerdì 27 maggio dalle 11.00 alle 23.00, sabato 28 maggio dalle 11.00 alle 19.00 e domenica 29 maggio dalle 11.00 alle 17.00.
Il DJ Benny Benassi, celebre in tutto il mondo, darà poi seguito alla festa con un live in Piazza del Duomo a Milano. Portando con sé il suo sound leggendario al UEFA Champions Festival, Benassi salirà sul palco per offrire una performance adrenalinica che entusiasmerà ancora di più i fan prima della finale. “Sono felice di essere stato invitato dalla UEFA e da Pepsi MAX per esibirmi al UEFA Champions Festival e non vedo l’ora di catturare nella mia esibizione l’energia di questo evento fantastico per creare una notte davvero memorabile”.
“Benny Benassi presented by Pepsi MAX” si svolgerà a Milano al UEFA Champions League Festival venerdì 27 maggio dalle 21.30 alle 23.00.

In allegato il comunicato stampa completo delle iniziative di Pepsi MAX e un’immagine di Benny Benassi.

18 maggio 2016

Gli sport minori e gli spazi non concessi

In questo periodo in cui il calcio non ha competizioni e verdetti da assegnare, si potrebbe  pensare che sia il momento  opportuno  per lo sport minore di prendersi spazio sui media. Giornali, programmi televisivi e social network,  però non è  così. Piuttosto che avere spazio dedicato a sport insolito, nuovo o meno popolare del calcio si preferisce riempire pagine e notiziari di ipotesi sul calciomercato e fatti più  o meno reali.
La realtà  ci parla quindi di paura ad aprire alle novità anche perché con una olimpiade in arrivo  nell'estate si potrebbe tranquillamente fare notizie, creare aspettative su sport nuovi.
Colpa solo dei giornalisti?  Forse no, forse anche le federazioni ed il CONI possono farsi sentire  di più.
Siamo una nazione calcio dipendente, questo silenzio è quello che ci blocca.

il Giro e la sua caratteristica comunicativa

Oramai il "Giro d'Italia" è iniziato da un po'. 
Anche quest'anno seguitissimo e amatissimo. Tanto che i giornali lasciano paginate tendezialmente coperte dal calcio, a quanto accade nella corsa rosa. Unico evento nazionale a fare tanto!
Come mai?
Il giro ha una sua caratteristica assai interessante. Racconta l'Italia di oggi. Lo fa ogni anno. Per cui se vai a vedere i filmati e le foto dei giri passati avrai un resoconto accurato di cosa fosse l'Italia nell'anno prescelto.
Caratteristica unica, perchè negli stadi i cori sono quelli da sempre, le rivalità pure, non si parla di problemi sociali. Il giro invece nel suo vagare incontra manifestazioni sindacali, mostra l'Italia per quella che è, regione per regione.
Una caratteristica difficile da replicare e così diventata un simbolo stesso della corsa ciclistica che difficilmente potrà essere eguagliato altrove.
Ecco perchè il giro piace, perchè in parte racconta noi stessi, quando passa il giro, passiamo noi, diventiamo storia del giro ed il giro diventa parte della storia di chi lo guarda.

16 maggio 2016

Sport e Terrorismo: a Manchester qualcosa di interessante

Non c'è il minimo dubbio che con l'avvicinarsi delle competizioni internazionali di questa estate ci sia un aumento dell'allerta specie in Europa. Anche perchè sarà proprio in Francia che si giocheranno le partite di calcio degli europei.
Ecco quindi gli ultimi fatti allarmare le polizie europee a causa di attentati presunti, poi rivelatesi incredibili leggerezze, o del risvegliarsi delle ondate di tifo violento, specie in Inghilterra.
Però proprio da lì fa riflettere come si sia anche studiato un modo corretto di comunicare con il pubblico.
Durante la partita del Man Utd la presunta bomba ha fatto scattare il piano di sicurezza, gli speakears hanno comunque dato informazioni necessarie e non allarmanti senza nascondere la gravità di quanto stava accadendo. Così facendo il pubblico ha avuto modo di percepire la realtà dei fatti, agire con la dovuta celerità e fidandosi della polizia messa a guidare l'evacuazione.
Questo è importante nell'ambito di una comunicazione interna efficace. 
Si spera non si sia mai nella necessità di averne bisogno, ma se dovesse succedere anche in Francia certo questo è un buon esempio da seguire.

11 maggio 2016

America's cup: invisibile in Italia

La Coppa America è tornata in acqua. Lo sapevate?
Se non siete super appassionati è molto difficile! Niente informazioni sui quotidiani sportivi, figurarsi sugli altri e niente spazio in televisione.
Davvero un peccato specie pensando al grande successo che sempre ha riscosso questa competizione, ora più spettacolare che mai.
Viene da chiedersi perchè televisioni sportive come Sportitalia o simili non osino comprare i diritti televisivi di queste competizioni e sfruttarle per aumentare visibilità e pubblico anzichè trasmettere campionati calcisti esteri di dubbia qualità ed interesse.
Manca la capacità di osare.
Nel mezzo stampa invece non c'è la volontà di sfondare quella cultura che vede solo il calcio come importante e da promuovere. Sicuri che neanche mezza pagina possa essere lasciata ad eventi così famosi e così apprezzati dagli italiani una volta che si permette loro di usufruirne e saperne di più.
A parole si è tutti a favore della cultura sportiva, nella realtà dei fatti si è a favore della cultura pallonara e dello sport unico. Meditiamo su questo.

10 maggio 2016

Doping: Schwarzer, le voci contro e il silenzio su Russia e Kenya

Alex Schwarzer è tornato e con una grandissima vittoria.
Quello che rende strano questo ritorno è il clima che si è creato attorno a lui in questo periodo.
Parlo delle critiche di Tamberi e degli altri atleti che non lo vogliono in Nazionale.
Parlo anche degli atleti stranieri che hanno fatto volare parole molto pesanti sul corridore italiano.
Quello che stupisce in tutta questa situazione è che la stessa dura posizione che oggi si prende contro il nostro atleta le stesse persone non lo hanno fatto con gli atleti russi trovati positivi ultimamente, così come con quelli kenyoti.
Quale differenza c'è tra un dopato pentito italiano ed un dopato russo o kenyota ( da vedere se pentito o meno).
La differenza volendo c'è ed è enorme. Il nostro atleta è forte anche senza il doping, vince. Fa paura.
Gli altri? sono temuti in quanto facenti parte di federazioni davvero molto potenti in campo atletico. Forse questo frena le critiche e le indirizza verso componenti forti di federazioni meno autorevoli.
Questa comunicazione interna tenta di destabilizzare e di far sorgere il beneficio del dubbio su prestazioni vincenti.
Ora, come mai lo stesso non viene fatto con un Gatlin sui 100 mentri?
Il discorso resta quello, l federazione statunitense è molto forte.
Quello che conta è che Schwarzer abbia capito l'errore, corra vinca e faccia promozione sociale contro il doping, credendoci. Il resto sarà spazzato dal vento e dalle prestazioni.

4 maggio 2016

Nunzio Vobis della settimana scorsa #rassegnastampa sportiva

ecco il video dell'ultima edizione di Nunzio vobis.
La rassegna stampa sportiva che parla dei temi settimanali più importanti nello sport e che sfuggono al grande pubblico.


3 maggio 2016

Quando lo sport minore perde il suo essere... superiore

Sempre più spesso si è detto e si dice che gli sport minori come basket e pallavolo sono da considerarsi migliori del calcio. Per qualità di manager e pubblico.
Ultimamente questo vero o presunto assioma sta andando a capitolare.
Nel volley a causa anche di sconsiderate dichiarazioni stampa della dirigenza si è sfiorata la rissa in campo e sugli spalti duranti un match tra Modena e Trento, con tanto di sputi ai giocatori trentini.
Roba che anche nel calcio non è poi così facile trovare...
Un decadimento che allarma tutti gli addetti ai lavori e che si spera sia un caso isolato nel tempo.
Però intacca il detto "il volley è differente"... da questo punto di vista resta ancora il rugby un caposaldo.

Il basket invece, sembra aver perso la strada maestra in ambito europeo con la lite tra FIBA e Eurolegue che ha i tratti dell'assurdo dal momento che FIBA non ha modo di far avere gli stessi introiti economici alle squadre partecipanti alle competizioni europee ma ne reclama dopo anni di disinteresse la paternità... Così ci rimette lo spettacolo dato che con meno soldi i campioni andranno altrove, per esempio in Cina o in USA.

Lo sport minore deve tornare alle sue origini con dirigenti preparati e creativi, pubblico educato al rispetto e sostenuto in questo dalla comunicazione delle società.
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