Articoli in Evidenza

27 aprile 2016

Dorothea Wierer su Playboy: svendere la reputazione per 5 denari

Si sa, gli sport minori danno poca visibilità. Anche se sei brava, bella e vincente. Sopratutto se hai iniziato a vincere da poco e non vedi l'ora di diventare famosa.
Qui il problema non è da poco, è un errore fatto anche da Tanya Cagnotto e non solo, finire su Playboy per qualche soldo e un poco di fama in più, temporanea per altro...
Tutte le atlete che poi pensano di fare chissà cosa grazie a questi servizi, ne parlano pentite e/o con fastidio nelle varie interviste in cui domande, più o meno piccanti vano a finire escursioni ... poco atletiche.

Il problema grosso è che ci si gioca un'immagine, pensando a scorciatoie. Che non ci sono.
Quale azienda rivolta alle famiglie si è affiancata ad atlete con un curriculum che non sia immacolato? Nessuna.
Parliamo di marchi importanti che sono tra i più ricchi al mondo... Ecco allora che forse aspettare o muoversi per avvicinare tali marchi sarebbe più redditizio. Certamente è faticoso.

C'è anche da chiedersi perchè le Federazioni non si muovano a tutelare se stesse e gli atleti che in modo a volte incosapevole vanno a rovinarsi la credibilità.
Dorothea non sarà la prima e neppure l'ultima, bisognerebbe però fare formazione sulla gestione di immagine agli stessi atleti in modo che le scelte, per quanto scellerate possano essere consapevoli.

In tutto questo una riflessione: la Vezzali finisce la sua carriera immensa, famosa, apprezzata e stimata... senza mai andare su alcuna rivista patinata... così per dire...

26 aprile 2016

Nunzio Vobis: la #rassegnastampa settimanale di sport online su Periscope

Nuova rubrica in partenza, con gli errori e le incertezze iniziali ma proviamo a partire...
Nunzio Vobis, sarà la rubrica settimanale che partendo da una veloce rassegna stampa delle notizie settimanali cercherà di dare spunti sullo sport internazionale.

qui trovate la prima puntata, la numero zero. cosa ne dite?


ringrazio Paolo Pugni e Nicola Porro per essere stati ispiratori inconsapevoli di questa nuova avventura speriamo sempre più positiva!

20 aprile 2016

Giro 2016: lo spot RAI e le pecche di sempre

Avrei voluto parlarvi dello spot RAI per il giro d'Italia 2016.
Avrei voluto soffermarmi sul fatto che è uno spot davvero ben fatto!
Racconta in modo epico, altamente emotivo cosa sia il ciclismo, audio ed immagini alzano l'adrenalina in chi lo vede. Davvero uno storytelling molto ben fatto!

Però avrei dovuto anche farvelo vedere, lasciare il link.
Qui sorge la critica. Appena visto in TV, non è rintracciabile online.
Una delle prime regole è quella della viralità dei prodotti di qualità... se non me lo fai trovare sul web, come posso far girare la voce sul tuo prodotto e darti una promozione che aumenta il valore per te che produci?

E tu Giro d'Italia non controlli? Non promuovi anche tu il tuo prodotto?

Vecchie abitudini che si ripetono. Errare è umano, perseverare...

19 aprile 2016

Quello che non sai sugli stores delle regate velistiche più famose (analisi e riflessioni)

Per curiosità personale, per passione e per fare un po' di shopping insolito sono andato sui siti web delle maggiori regate veliche internazionali e ho scoperto cose interessanti.

La Volvo Ocean Race ha certamente i prodotti di maggiore qualità, almeno qualità percepita. Il problema è che tale qualità è a fine stock e la Musto difficilmente, sebbene richieda la mail per informare quando ritorneranno disponibili i capi, rimpiazzerà la produzione. Infatti il prossimo partner sarà la North Sails motivo per cui il rifornimento è scarso.

C'è anche la America's cup ha un sito con prodotti di qualità, ma per scelta e prezzi è certamente meno accessibile di VOR. Non è specificata la produzione ed i team ad oggi non commercializzano il loro merchandising, cosa alquanto penosa se si pensa alla portata dell'evento in questione.

Ci sono poi le competizioni francesi che hanno uno stile tutto personale ed insolito di proporsi. Certo hanno molto da far riflettere alle competizioni nostrane di qualsiasi sport siano perchè non vendono solo i prodotti relativi alla competizione, ma anche i prodotti alimentari regionali! Grandissima quindi la promozione turistica collegata anche allo sport.
Difficile ad oggi vedere la pasta o i formaggi italiani venduti negli store online di competizioni internazionali... sarebbe ora di iniziare!

Ecco quindi la Vendee Globe vendere, oltre alle solite cose (magliette, gadget vari), anche il camambert, il cioccolato al 70%, il vino rosso. Altra annotazione la possibilità di trovare uno shop in Francia dove poter vedere e acquistare i prodotti, non solo acquisto online, ma anche vero e proprio negozio a 360°.

Ancora più spinto è lo shop de la "Route du Rhum" che vale assolutamente una visita!
La competizione è certamente la più giovane delle elencate, con solo 10 edizioni. Certamente lo shop è innovativo. La zona gastronomica non è solo una vendita di prodotti, ma una vera e propria promozione sia dei prodotti bretoni (biscotti, cioccolato e...pesce in scatola!), ma anche una promozione della competizione, grazie ad un packaging accattivante e personalizzatto.

Molto da copiare, imitare per le nostre competizioni veliche e non solo. Gl eshop solo il presente ed il futuro prossimo, bisogna sfruttarli ed in fretta!!!

13 aprile 2016

FISI:qualche consiglio su come sfruttare il valore dei campioni del mondo Fill, Wierer e Pellegrino

Nelle settimane scorse abbiamo parlato del fatto che mai come quest'anno la FISI ha campioni iridati tra le sue fila e che questo è stato davvero un risultato importante per il movimento, specie per la promozione futura.
Con piacere si è instaurato un dibattito su facebook e questo post nasce dalla specifica esigenza di dare seguito a quegli spunti.

Mi si faceva presente che i campioni Fill, Wierer e Pellegrino non sono "personaggi". Posto che questo non lo ritengo vero per la Wierer su cui ho scritto un post apposito, sugli altri due posso dire che non è del tutto necessario. Nessuno dei fondisti lo fu o lo è, eppure alcuni furono anche presi da importanti sponsor (x es. Belmondo). 
Peter Fill è certamente a fine carriera e non gli si può chiedere più di quanto abbia già fatto.
Possiamo però dire che c'è un potenziale come Federazione. Il valore della Federazione più vincente del 2016 nelle discipline invernali. Scusate se è poco.

Si è saputo poco? Significa ben due cose:
- che lo sponsor potenziale ha il compito di farlo sapere, giovando cossì al prestigio federale oltre che della propria comunicazione
- che lo sponsor su tale opportunità può scrivere uno storytelling così come meglio crede.

Così è capitato con la sponsorizzazione tra Mikaela Shiffrin e Barilla insieme dal 2012, ovvero quando nessuno conosceva questa giovanissima sciatrice alla sua prima stagione mondiale. Era già un personaggio? No. non poteva esserlo perchè nessuno la seguiva. Ma Barilla ha saputo giocare d'anticipo. Ha puntato su un personaggio sconosciuto e lo ha fatto diventare famoso attraverso uno studio accurato del marketing in collaborazione con la federazione statunitense.

In conclusione, il potenziale c'è, costa meno agli sponsor, permette un'immagine vincente e permette di impostare la visibilità come si vuole, sia sul singolo atleta che su una o più discipline.
Ragionamento semplice e lineare, non vi pare?

12 aprile 2016

Caos Brasile in vista di Rio 2016

Davvero lo sport non ha pace in questo periodo!
Oltre alla crisi del basket europeo di cui abbiamo parlato la settimana passata, oltre al rischio attentati altissimo durante gli europei di calcio di Francia, sta arrivando l'estate olimpica.
Un'olimpiade però ricca di incognite con impianti ancora da finire o che non saranno finiti, ma che vede il governo brasiliano sempre più in crisi.
Si rischia di andare in uno stato con un rappresentante non eletto, ma temporaneo e con una nazione in pieno subbuglio sociale.
Brutta scelta fu fatta a suo tempo, seguendo la moda di portare eventi importanti in Paesi in cui l'economia era in crescita, i famosi "Paesi emergenti" (Brasile, Arabia, Russia, Cina)
Ma il denaro non è tutto, ci vuole anche la capacità organizzativa che in realtà qui è mancata a dispetto di progetti faraonici.
Speriamo si segua una via differente in futuro, in cui si guardi alla solidità e fattibilità dei progetti.
Le direttive del presidente Bach sono su questo inderizzo, vedremo le scelte future se saranno all'altezza.

6 aprile 2016

Basket: l'Eurolega rischia l'autodistruzione

Molti lo sapranno già avendo letto i giornali, gli appassionati di basket certamente.
In questo momento la pallacanestro europea sta vivendo un problema enorme con il rischio di scissione causato dalla spaccatura tra la FIBA (federazione internazionale) e la Euroleague (consorzio dei club cestitici) con i secondi che pretendono di non lasciare alla Federazione la potestà di organizzare le coppe europee.
Va detto che per anni FIBA non si era interessata della cosa e questa è una novità assoluta.
Bisogna anche ricordare che la FIBA ne ha tutte le potestà, così come quella di tenere fuori le squadre dissidenti.
Ora la domanda è: conviene al basket continentale dividersi?
Da questo braccio di ferro cosa comprendono i tifosi?

Certamente il soggetto debole è Euroleague che farebbe bene, visti anche i probabili mancati ritorni di immagine degli sponsor e relative rescissioni, a tornare a miti consigli.  Anche se nelle ultime ore FIBA sembra essere quella con meno appeal per le società che stanno convogliando su Euroleague...
Di certo tanta confusione ed incertezza avvantaggia ulteriormente la NBA e ne facilita la penetrazione in europa.

5 aprile 2016

Brand Sharapova: riuscirà a resistere?

Il problema non è da poco. Parliamo di una delle donne più potenti nel mondo sportivo e non solo economicamente.
Il brand infatti nasce non solo dal fatto che sia una atleta vincente, ma anche dal fatto che sia una donna bella e modello per le ragazze (specie nell'est europeo).
Hanno già iniziato a fare i conti in tasca alla tennista russa, i calcoli parlano di una possibile perdita nei prossimi 4 anni pari a 130 milioni di Euro.
Ricavi mancati a causa della sospensione dei contratti con i colossi Nike, Tag Hauer e Porsche.
Evian  e Head invece attendono la sentenza.
Possibili contraccolpi potrebbe averli anche il marchio Sugarpova di proprietà della tennista e che vende online caramelle.

Restiamo in attesa certi che l'atleta non resterà senza far nulla e saprà reinventarsi in qualche modo.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...