Articoli in Evidenza

30 marzo 2016

Sport Invernali: la FISI con Wierer, Pellegrino e Fill ha un patrimonio da non sperperare!

Anno particolarmente felice per la Federazione Italiana degli Sport Invernali.
Campioni del mondo in casa con Pellegrino, Wierer e Fill in ben tre discipline differenti!
Lo sci di fondo, il biathlon e lo sci alpino.
Tre campioni su cui puntare per una campagna d'immagine importante sia nel fine stagione che per il prossimo anno. Campioni che possono anche ben figurare con gli sponsor.

Pellegrino è l'uomo nuovo in una disciplina che ci ha visto sempre al vertice e che non poteva mancare di un giovane talento!


Wierer e davvero la donna immagine del movimento invernale, donna da sfruttare assolutamente in

29 marzo 2016

Sport e Terrorismo

Negli ultimi giorni nuovamente si sono vissuti momenti di terrore e di dolore a causa degli attentati in Belgio. Lo sport non è stato direttamente coinvolto come in Francia con gli attentati nei pressi dello stadio dove giocava la nazionale di calcio, ma siamo comunque a parlare di come lo sport possa diventare cassa di risonanza per il terrorismo.
Non a caso la preoccupazione in Belgio è relativa alle corse ciclistiche che si stanno tenendo in questo periodo proprio in quelle zone.
Le corse nelle Fiandre, sono infatti un classico e appassionano molte persone di tutte le nazionalità, sono organizzate da un ente francese e si corrono in Belgio o tra Belgio e Francia.
Se l'obiettivo può essere quello di fare molte vittime allora può essere che queste competizioni siano prese di mira.
Va anche detto che fino ad oggi in suolo europeo non si sono visti attentati al di fuori di capitali.
Parliamo infatti di attentati fatti a Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles.
Certo è che gli eventi sportivi nelle grandi città saranno momenti critici per la sicurezza e nei prossimi mesi non saranno pochi.
I giri ciclistici nazionali, i tornei internazionali di tennis, gli europei di calcio in Francia sono solo i più importanti.
La diretta televisiva in questo caso farebbe certamente comodo a chi semina terrore e morte, speriamo solo che la sicurezza sia garantita oltre che dai servizi di polizia anche da una attenzione maggiore del semplice tifoso che accorre all'evento.
Tutti possono fare qualcosa per il bene comune.

23 marzo 2016

Per una azienda è meglio costruire un mito sportivo o acquistare chi mito lo è già ?

l'articolo che segue è liberamente tradotto dall'intervento su LinkedIn Pulse di Greg Portell.

E 'ufficiale. Peyton Manning si ritira dal football americano. Mentre la carriera di Manning sarà consacrata a Canton, la sua maestria come portavoce dei marchi sarà indelebile nella storia della cultura pop (per noi in Europa c'è stato David Beckham). Egli è il leader di tutti i tempi in guadagni NFL con $ 400.000.000 da stipendio e guadagni d'immagine.
Nel frattempo, Maria Sharapova si trova ad affrontare la perdita potenziale di $ 30 milioni all'anno  - quattro volte quello che guadagna sul campo. Indipendentemente dello sport, gli atleti riconoscono l'importanza degli sponsor come fonte di reddito

Per gli inserzionisti, la spinta al marketing integrato attira marchi verso gli atleti come una falena a una fiamma. Prendendo in prestito i riflettori degli atleti si accede ad un breve percorso che porta  alla rilevanza del marchio. Mettendo da parte i pugili Floyd Mayweather e Manny Pacquiao, i 20 atleti più pagati al mondo hanno raccolto quasi $ 1 miliardo nel 2015, secondo Forbes. Quasi la metà - un circa $ 470.000.000 - è da sponsorizzazioni. Il rapporto sarebbe stato superiore se non per alcuni atleti che non sono commerciabili (Ndamukong Suh, per esempio). Il mercato dei testimonial sportivi è aperto al business e segno distintivo è l'attenzione alle occasioni.

I responsabili finanziari d'azienda  si domandano come gestire al meglio bilanci in rapida crescita. È più vantaggioso "comprare" personaggi affermati che arrivano con la propria mitologia? Oppure, è meglio per i marchi identificarsi con gli atleti emergenti e la costruzione di una storia condivisa in cui sia vincere l'obiettivo comune?

Ci sono solo un paio di vere e proprie icone dello sport che trascendono lo sport - Prendere la decisione di costruire (una nuova storia) o acquistare (la storia di un mito)non è un compito facile. Sebbene il costo di acquisizione di talenti meno noti sia in crescita e ci siano dei rischi connessi alla crescita dell'atleta, le aziende dovrebbero comunque scegliere di "costruire". Under Armour (Jordan Spieth), Red Bull (Lindsey Vonn) e Uniqlo (Novak Djokovic) possono fornire esempi di tabelle di marcia per come costruire marche insieme. Al di là di un atleta ad alte prestazioni, il successo richiede la

22 marzo 2016

Budapest 2024: i perchè di una candidatura debole

Spesso sentendo i discorsi su Roma 2024, notavo come tra le candidate europee venisse ignorata la capitale ungherese.
La cosa mi stupiva molto, ma devo dire che andando di persona a Budapest ne ho compreso almeno parzialmente i motivi.
La città è indubbiamente molto facile da attraversare con i mezzi pubblici, davvero un servizio degno di una capitale europea, molto meglio della nostra Roma.
I centri sportivi sono collegati già ora con le linee della metro, alcuni di queste strutture sono da rinnovare di certo, ma la Groupama Arena è davvero all'avanguardia. Stadio davvero molto bello.
Lo sport in Ungheria è certamente importante, ma non si respira attenzione su quanto l'evento olimpico sia importante.
Sappiamo come il CIO, basi le sue valutazioni anche su come la popolazione sostenga la candidatura della propria città, è troppo importante vedere e far vedere in TV che le olimpiadi sono gioiose ed entusiasmanti. Qui nessuno tra coloro che lavorano nel turismo ne sa qualcosa. Eppure dovrebbero essere i primi a saperlo e a gioirne, più business anche per loro, come non mai!
Qui nessun taxista sa nulla, neppure in hotel e ristoranti, spesso si sorprendono della notizia.
Questo influisce molto negativamente sulla candidatura, a differenza di Roma che non avrà molte delle cose buone di cui sopra relative alle infrastrutture ma certamente è desiderata.

16 marzo 2016

Penedense:ecco come finanziare un club sportivo

Chi conosce il Penedense?
Probabilmente pochissimi, ma questa società brasiliana ha qualcosa da raccontare e insegnare alle società sportive italiane su come finanziare la propria attività.
Dato che in Brasile la crisi picchia come e più di qui, le società sportive fanno fatica a reperire denaro da privati e da  aziende. La domanda e sempre la stessa: come fare a finanziare la stagione?
La Penedense ha rispolverato una attività che in Italia è davvero poco usata, forse anche per la burocrazia che abbiamo, ma che varrebbe la pena considerare specie quando le cifre da recuperare non sono molto alte.
Ebbene, hanno fatto una lotteria. mettendo in palio casse di birra, elettrodomestici e un Maggiolone VW, che è l'auto ancora più diffusa in Brasile.

Ora perchè non provare anche in Italia? Le birre piacciono anche qui, magari mettere un tablet o simile come premio importante, questo certamente favorirebbe la ricerca fondi e vedrete che non è poi così complesso.
I premi possono essere dati anche da sponsor cercati per l'occasione, uno scambio in merce è sempre più vantaggioso per una azienda che non la sponsorizzazione in denaro.


15 marzo 2016

Sharapova e il doping: quello che non si è detto ancora

Anche super Masha ci è cascata.
La Russia sportiva, vede smantellati uno alla volta i suoi miti sportivi.
I motivi li abbiamo già trattati in precedenza in questo post che ritorna assai attuale.
Ora però fa riflettere il fatto che siano altri atleti a essere stati scoperti e tutti russi!
Kulishnikov nel pattinaggio velocità, Markin nella pallavolo e Bobrova nel pattinaggio su ghiaccio.
Tutti elementi di spicco, capaci di andare a medaglia nelle olimpiadi e vincere le competizioni internazionali.
Che vi siano manovre politiche legate a questo tipo di scoperte è indubbio, lo dicevamo anche in passato dalle pagine di questo blog.
Va però anche notato come siano tanti, troppi gli atleti russi scoperti nell'ultimo periodo.
Doping di Stato? Probabilissimo, ma non nel caso della Sharapova. Qui si tratta semplicemente di debolezza dell'atleta in un momento di scarsi risultati.
Sarà interessante capire come ne uscirà il mito Sharapova da questo ciclone che l'ha investita.

Grandi campioni come Armstrong ne sono usciti malissimo, altri come Carl Lewis senza particolari problemi.
Ora bisognerà capire cosa succederà con la squalifica e quali strade intraprenderà Maria Sharapova, ormai abbandonata dagli sponsor (Nike, Porsche, Tag Hauer).

9 marzo 2016

Marketing fail: da dove nascono nello sport italiano

In questo periodo ho messo post volutamente che parlassero della mia esperienza all'estero di qualche giorno in Ungheria.
L'ho fatto perchè pensavo che la cosa fosse interessante e ricca di spunti, e così molti professionisti mi han fatto notare che è.
Ho notato anche però, un calo delle persone che hanno letto gli articoli.
Forse sono diminuiti i curiosi, ma in realtà credo anche che molti ritengano l'Ungheria un paese da cui non ci sia nulla da imparare.
Una certa superficialità di giudizio che è assai comune nel management sportivo, molti sono, specie tra chi ha i capelli bianchi, gli istinti a fare del "si è sempre fatto così" e del "non ho nulla da imparare da costoro" il titolo da apporre davanti a certe novità del mercato. Titoli che spesso possono diventare di coda per la società sportiva e che portano al declino.
Marketing è soprattuto guardarsi attorno e prendere il meglio da ovunque esso si palesi.
Quante delle vostre società fanno alcune delle cose fatte da Fradi in Ungheria?
Segnalatemelo e volentieri pubblicherò un post a riguardo!

Se vuoi puoi ripartire da qui...

8 marzo 2016

Fradi shop: ecco quello che dovrebbero fare anche le società sportive italiane

Ora che abbiamo analizzato insieme un po' tutto, ecco a voi la busta con quanto comprato in loco.
Posso recensire nel dettaglio quanto comprato.
La t-shirt è semplice e di qualità, particolari invece le calze.
Infatti, sul davanti non hanno il nome della città, come Nike fa spesso per esempio con il PSG, ma ha ricamato il logo societario. Una preziosità che rende davvero piacevole il souvenir.


In ambito alimentare le patatine al formaggio non rispecchiano i nostri gusti, i Fonzies sono più saporiti. Lo stesso vale per i salisburghesi poco salati rispetto a quelli della Cameo abitualmente acquistabili nei supermarket. il cioccolato, da misterioso oggetto dal nome incomprensibile, si è rivelato, forse anche per la sorpresa, davvero molto buono.


Il packaging riportava come produttore sempre la società sportiva e mai il fornitore, cosa che non avverrebbe in Italia. Per il resto tutto davvero ben fatto.

Unica pecca, nel complesso davvero grossa, il sacchetto Nike e non della società. Errore banale e non da poco.

Le nostre società sportive
sapranno farsi merchandising allo stesso modo?

2 marzo 2016

Stadio Friuli: lo stadio nuovo non basta all'Udinese

Su Calcio e Finanza, è apparso un articolo davvero molto importante ed interessante che trovi qui
il punto davvero molto interessante è che fino a poco tempo fa si pensava che ci fosse l'equazione: stadio vecchio uguale stadio vuoto.
Di conseguenza si pensava anche al suo opposto: stadio nuovo/ rinnovato uguale stadio pieno.
L'esperienza di Udine ci dice che non è così, non sempre. Manca qualcosa.
Indubbiamente l'articolo mette in risalto qualcosa di condivisibilissimo e cioè di dover puntare su:
"(...)ospitalità, prezzi differenziati, apertura ai più giovani, clima diverso."

Però non si può pensare che sia tutto lì il problema. La verità è anche che lo stadio Friuli non è uno stadio moderno come lo Juventus Stadium (che ha comunque delle pecche, niente ristorante a tema Juventus e niente sale cinematografiche in zona in cui i cinema latitano).
Come accennato per lo J- Stadium ci vogliono alternative al campo verde di calcio e cioè supermercati, negozi, cinema, ristoranti, etc.
Il posto deve essere attraente perchè in una giornata passata a vedere la partita si accontenta tutta la famiglia!
Quellli tifosi, quelli che amano il mangiare, quelli che vogliono fare qualcosa di diverso dal vedere la partita e magari qualche compera, quelli che non andando alla partita possono andare a vedere un film...

Tutto questo manca. Mancano le idee, manca l'immedesimazione del management con la clientela e questo porta a uno scollamento tra la domanda e l'offerta.

1 marzo 2016

Fradi shop: ecco come fare merchandising! (parte II )

Nulla però qui viene lasciato al caso, ed un tifoso che si rispetti non può restare indifferente a proclamare la propria fede calcistica nella vita quotidiana. Ecco quindi le tutine per il proprio bebè, le palline di natale (così come fecero qualche anno fa le squadre della Premier League) ed anche prodotti alimentari!


Perchè non iniziare la giornata con il muesli della squadra del cuore? Perchè non vedere le partite mangiando pop corn e patatine con la confezione della tua squadra del cuore?
Dietro questo concetto c'è qualcosa di molto interessante! Si fa in modo che la squadra entri nel quotidiano, che il logo diventi riconoscibile ovunque. Che il bar dello stadio generi profitto ma ne aumenti esponenzialmente anche il ritorno alla squadra vendendo patatine logate Fradi. Un processo di marketing non ancora sviluppato in Italia per bene. Si vedono infatti prodotti alimentari della Juve, del Milan o dell'Inter, ma non sono prodotti per il consumo dello stadio o per l'acquisto negli store delle squadre. Sono i tifosi che casualmente scelgono quando fanno la spesa.

Stesso discorso viene fatto poi per le bevande. Ecco quindi spiccare la birra Fradi. Sarebbe
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