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25 novembre 2015

Instagram e i campioni dello sci

Dopo aver analizzato le campionesse dello sci alpino in questo post, non potevo per par condicio, non analizzare anche i protagonisti al maschile.

Iniziamo da un grande utilizzatore di social networks Aksel Svindal.
Certamente uno dei più bravi nell'uso dei social media, in senso assoluto.
Probabilmente anche supportato in modo diretto dal personal sponsor RedBull, ma in ogni caso un vero e proprio esempio di uso perfetto dei meccanismi di diffusione sui social.

E Marcel Hirscher? Il suo profilo su Instagram è migliorato con il tempo.
La personalità introversa diciamo che si vede tutta, ma con il tempo si sono viste cose interessanti, sia promozionali di sponsor, sia personali, sono apparse perfino foto di Marcel da piccolo, cosa abbastanza insolita, ma che cerca così di far vedere un campione estroverso e aperto al racconto di  se stesso. Buono specie per i contenuti media di Atomic.

Arriviamo all'americano Ted Ligety. Lui si racconta, fotografa la famiglia, narra la sua vita senza problemi, in perfetto stile americano. In questo anche in campo maschile gli atleti hanno una marcia in più, sanno metterci qualcosa di personale e di rendere il follower partecipe.
Qui, apparentemente, tutto è naturale e nulla precostruito. Fateci un salto anche per sorridere.

Però non tutti lo usano frequentemente e bene.

Mario Matt racconta molto della sua quotidianità, ma con pochissimi post. L'essere uno degli sciatori della "vecchia scuola" forse lo limita, ma basterebbe anche un corso su questo e potrebbe certamente fare di più.

Gli italiani stanno imparando e bene.
Matteo Marsaglia sta facendo davvero bene, come sua sorella Francesca!
Sono ben seguiti e hanno capito al volo come usare bene questo strumento.

Un altro ottimo esempio è Christof Innerhofer. Profilo davvero al top per gestione e promozione.

Ultima annotazione. Sempre più spesso le foto che narrano la quotidianità sono postate in tempi differiti onde evitare spiacievoli imprevisti, per esempio che vedendo il campione fuori casa qualche mal intenzionato svaligi l'alloggio, come è già capitato.

24 novembre 2015

Doping di Stato in Russia ecco i perchè

Il gigantismo russo si schianta sulla WADA e su questa nuova storia di doping.
L'avvocato Artem Pacev su questo interessante articolo di "Russia Behind the Headlines"
dice cose molto interessanti e che sento di condividere  “Lo sport è molto apprezzato in Russia e ha un suo obiettivo politico. L'incarico è semplice: devi vincere e basta. Nessuno pensa in prospettiva. Il doping è la scelta più semplice: è la via più breve alla vittoria”.


Capite che non può essere un sistema sano quello che vede lo sport come punto di promozione della politica, lo è stato per anni in tutte le dittature del secolo scorso e ha portato a risultati disastrosi.
La DDR e l'URSS, di cui la Russia attuale è figlia, portano ancora le cicatrici e probabilmente alcuni tra gli allenatori e medici sono ancora di quella scuola.

Va detto però che sia in questo scandalo, sia in quello kenyota, sia in quello che fu lo scandalo Armstrong, si nota una presenza italiana tra i medici dopanti che mette una certa tristezza e ci fa domandare quanta etica manchi nello sport italiano.
Quanta poca cultura sportiva manchi a causa anche dell'idea diffusa che siano le istituzioni a doverla sostenere quando la verità è che l'etica e la cultura sportiva sono patrimonio di tutti coloro che lavorano nello sport.
Sponsor e procuratori compresi, che spesso chiedono risultati e in modo indiretto spingono al doping


18 novembre 2015

Fenomenologia della comunicazione nel caso VR46 vs Marquez

A boccie ferme è possibile fare una analisi di quello che è stato l'evento mediatico sportivo probabilmente del 2015.

Stiamo parlando del caso Rossi vs Marquez capitato al Gp di Malesia e poi andato avanti anche a Valencia.

Il problema reale è tutto nella comunicazione e della sua impostazione. 
Ci sono degli errori, vediamo quali.

qui l'errore è nelle tempistiche, aspettando il dopo Gp di Malesia avrebbe alzato la tensione in vista dell'ultimo gran premio magari portando anche a suo supporto eventi del GP Malese, invece facendo così ha indispettito lo spagnolo e sappiamo cosa è successo...

Non si fa mai sul web la stessa cosa della concorrenza per sembrare alrtettanto simpatico, bravo, figo, etc. perchè il web non perdona. Infatti i risultati sono visibili andando alla pagina Facebook di Marc Marquez. Provare per credere.

Errore n°3 Le incursioni di Jorge Lorenzo contro Valentino.
Non chiamato in causa direttamente, Lorenzo ha fatto sentire la sua presenza in una vicenda che non lo coinvolgeva. Ciò ha aumentato l'idea di un patto secreto Lorenzo - Marquez, oltre che a far venir meno principi etici e sportivi che han fatto pure perdere sponsor.

Errore n°4 Il post Valencia e le dichiarazioni un po' di tutti.
Dal neo-campione del mondo Lorenzo che dimostra di non essere altro che un bravo pilota con dichiarazioni davvero fuori posto e offensive verso il suo avversario VR46. Ogni giorno ne ha una nuova.
Allo stesso Valentino, che ovviamente amareggiato, torna ancora su Marquez e sulla condotta di gara sospetta di Valencia. Per poi arrivare agli altri piloti che si sono ormai divisi in fazioni.

Mancanza di stile, di controllo e un caso da cui imparare tanto.
Il MotoGp potrebbe aver perso l'innocenza ed essere entrato in una epoca nuova, estranea fino ad oggi al mondo motociclistico a due ruote.


17 novembre 2015

Euro 2016 a rischio attentati?

Gli attentati di Parigi di venerdì scorso ci hanno lasciati sgomenti.
Uno di essi però riguarda il mondo dello sport e porta con sè terribili interrogativi per la prossima estate.
Mi riferisco all'attentato allo stadio St.Denis durante la partita Francia - Germania.
Come molti, forse tutti, sanno la prossima estate vedrà giocarsi in Francia gli europei di calcio.
In quello stadio si giocheranno importanti partite.
Dobbiamo temere?
Certamente dobbiamo avere preoccupazione per quello che accade attorno allo stadio, ma va detto anche che la sicurezza ha impedito che gli attentatori entrassero ed andassero all'interno dell'impianto sportivo.
Riflessione non da poco visto che la maggior parte delle vittime è stata fatta in un locale chiuso dove il concentramento di persone è massimo.

11 novembre 2015

La Liga fa ristorazione e ci guadagna il brand


Che con la ristorazione lo sport potesse guadagnare lo dicevamo da tempo, anche in questo post.

Ora ne è venuta la conferma dalla Liga spagnola che ha deciso di aprire un ristorante tematico a Doha
niente di meglio per far conoscere le squadre che lottano con le arcinote Real Madrid  e Barcellona.
Ora viene da pensare che possa farlo anche qualche istituzione italiana.
A me piace pensare al CONI, ad un ristorante tematico olimpico magari al Flaminio o in centro a Roma, dove poter vivere le emozioni delle medaglie olimpiche.
Dalla vittoria di Mennea a quella di Cova, dalle discese di Tomba a quelle della Compagnoni passando per Torino 2006.
In attesa di Roma 2020 un modo davvero importante di fare branding e aumentare il peso della propria candidatura.

10 novembre 2015

Instagram e le campionesse dello sci

Instagram. Uno dei tanti social networks ormai presenti sui nostri tablet e cellulari.
Uno di quelli però che piacciono tanto agli sportivi di professione e ai rispettivi fans.
Tra queste categorie, vista anche la stagione ormai iniziata da poco, andremo ad analizzare in breve quelli che sono i migliori profili delle campionesse di sci.


Iniziamo con Lara Gut.
Uno dei profili certamente meglio gestiti. Non solo perchè ci sono foto non solo di sci, ma perchè alla curiosità dei tifosi viene data anche con astuzia qualche promo di sponsor personali. In questo modo

7 novembre 2015

Su Snai Sport le news su Rossi vs Lorenzo

Ecco tutte le news in un nuovo portale interessantissimo. Snai Sport.
La cosa interessante è la presenza di importanti opinionisti ogni settimana su quelli che sono gli eventi più importanti.
Questa settimana, per esempio, sul fantastico ultimo duello di MotoGp tra Lorenzo, Marquez ed il dottor Rossi abbiamo la possibilità di leggere le opinioni di Dj Ringo!

A riguardo penso che la gara potrebbe avere due svolgimenti.
1) I piloti non coinvolti nell' "affaire Malesia" in modo più o meno eleganti nel giro di pochi giri si fanno da parte e permettono a Valentino di giungere alle prime posizioni e giocarsi il titolo.
Sarà da capire il comportamento allora di Marquez, giocherà per se stesso cercando la vittoria o si farà martire per la causa di Lorenzo? A rigor di logica dovrebbe giocare per se stesso, già Lorenzo ha perso sponsor e forse la sella per l'anno prossimo e questo per il piccolo campione dovrebbe far usare un po' più di attenzione e riflessione.

2) Lorenzo va davanti a tutti, Rossi fatica nella rimonta perchè tutti hanno la volontà di giocarsi le proprie carte, anche per confermarsi in vista del prossimo anno. Specie chi è ancora in dubbio di permanenza nel circus.

Rossi quindi potrebbe giocarsela tra il 3° e il 5° posto. Vedremo se indovino.
Certo vincesse, sarebbe da ovazione e dovrebbero dargli un titolo che vale per dieci anni!
Ma un conto è il sogno, un conto la dura realtà.

4 novembre 2015

Tour de France: l'ambush marketing di Air France

Ecco un caso davvero interessante di ambush marketing da parte di una azienda per un prodotto sportivo.
La corsa ciclistica più importante al mondo è certamente il Tour de France, identifica una nazione in modo fortissimo, è parte del patrimonio culturale della Francia come il Louvre.
Ecco quindi che diventa difficile tutelarlo.
Ecco quindi l'attacco intelligente e diretto di Air France che per la non recente, ma comunque l'ultima, campagna spot ha inserito uno spezzo di questa competizione sportiva.
Ecco quindi che lo sport entra a far parte

3 novembre 2015

Il duello sul web tra #VR46 e #Marquez

Non diciamo nulla in questo post su quanto successo in gara tra Valentino Rossi e Marquez.
Questo blog non è il bar dello sport e non siamo qui per prendere parte ad una querelle che ultimamente sta cadendo davvero molto in basso.
Qui però possiamo analizzare una cosa molto interessante.
Negli ultimi dieci anni la comunicazione dei campioni è cambiata tantissimo e Valentino Rossi ne è un esempio.

Infatti, tempi addietro c'era un dualismo molto acceso con Max Biagi che però non infiammava il web e non aveva ripercussioni così alte.
Ora grazie ai social networks sappiamo bene cosa pensa la rete, cioè l'insieme di una massa enorme di persone indistinta per nazionalità, età e gusti.

Così veniamo a scoprire anche lo stile dei vari campioni nella comunicazione e a capire chi è un leader e chi un follower.

In questa analisi, scopriamo che VR46 è davvero un leader, ha più del doppio dei fans di chiunche tra gli altri motociclisti, anche dopo i fatti malesiani.
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