Articoli in Evidenza

28 ottobre 2015

#eridaniarun: dolce iniziativa! il racconto di Paolo Pugni


Ho avuto il privilegio di partecipare, per un breve periodo, ad un progetto con Eridania e affacciarmi al mondo del marketing di questa grande impresa italiana.
Come è noto Eridania è un colosso italiano del mondo dello zucchero: sa sempre presente nel mondo della gastronomia, in settembre Eridania ha sponsorizzato un evento nel mondo del running. Il che ha senso: lo zucchero, inteso in tutte le sue forme, da naturale a dolcificante, è un potente alleato del runner che cerca energie specie sulle lunghe distante.
Come si puà vedere nel sito e nella pagina Facebook di Eridania ha partecipato alla Unicredit RunTunUp, la mezza maratona di Bologna, città sede dell’impresa del gruppo Maccaferri, che si è svolta a inizio settembre sponsorizzando anche la partecipazione di una propria squadra di staffetta composta da due runner molto noti in città e molto attivi in rete: Alessandro Cavallina alias @biondox e Marco Bassi il cui account Twitter è @marcovolante73, i quali, ben attrezzati con la maglia ufficiale Eridania, hanno corso, insieme a molte staffette tra cui la famosissima coppia di Capitani Coraggiosi Morandi-Baglioni, per le vie della città emiliana.
Nell’occasione Eridania ha distribuito a molti dipendenti del gruppo ed amici la propria maglia ufficiale, lanciando l’hashtag #eridaniarunner


Poiché anche noi in famiglia siamo appassionati runner, senza necessariamente essere altrettanto bravi e famosi come i due staffettisti ufficiali, e poiché abbiamo potuto godere del gentile regalo di Eridania, abbiamo deciso di dare il nostro piccolo contributo ad Eridania, come ringraziamento, portando in giro con noi le magliette a titolo ovviamente personale. Per ragioni di lavoro, e vacanza, abbiamo trascorso alcuni giorni negli Stati Uniti a fine settembre potendo così partecipare alla Bronx 10miles, una delle corse organizzate dai New York Road Runners per il circuito dei Five Neighboroughs, i cinque “quartieri” di New York (oltre al Bronx Manhattan, Queens, Brooklin, Staten Island) che culmina nella famosissima maratona che si corre a inizio novembre. È stato quindi un piacere postare alcuni scatti delle sedute di preparazione svolte negli States prima della gara di domenica 27 settembre e poi celebrare la partecipazione e il risultato finale. Poi, rientrati a casa, abbiamo portato con noi #eridaniarunner nelle gare milanesi, che arricchiscono l’autunno della città, a partire dalla famosissima DeeJay10 e dalla altrettanto apprezzata Corsa della Speranza. Un modo per noi semplice per ringraziare per il pensiero ricevuto.


Pugni Paolo



PAOLO PUGNI
Nato a Milano nel 1960, dopo una decina d’anni in azienda, con ruoli dal tecnico al marketing passando per le vendite, dal 1995 svolge attività di consulente con particolare cura nel lavorare a fianco dei titolari di aziende per definire politiche di vendita, export, promozione, marketing.  La sua missione consiste infatti nell’aiutare le imprese ad aumentare i propri profitti  grazie alla riduzione degli sprechi e, soprattutto, all’aumento delle vendite con margine crescente.  Il complimento che più di tutti ha apprezzato è firmato P&G: “finalmente un consulente che ascolta prima di parlare”.

Gestisce i seguenti blog


Vendita referenziata: per arrivare dal cliente senza fatica

Export Low Cost: aumentare margini e accorciare tempi di incasso vendendo all'estero

Famiglie Felici: la piazza per migliorare la vita in casa

27 ottobre 2015

Gios Torino : l'azienda di bici con un chiaro indirizzo di esempio per molti

Per lavoro sono venuto a contatto con questa azienda di Volpiano.
Un marchio storico del ciclismo su strada e una leggenda specie negli anni '70, dove con il team brooklin, vinse a ripetizione varie competizioni importanti.

L'aziende, ancora di tipo familiare, non si è convertita al carbonio, rimane sulla produzione di bici d'acciaio.
Scelta interessante e che risulta vincente, nel senso che cura una nicchia di appassionati che non seguono le mode, ma vanno alla sostanza della bicicletta.
Molte innovazioni, molte "prime volte" sono apparse sulle bici Gios, chi fa qui le biciclette le fa per passione e conoscendole.
La ricerca e l'innovazione qui non hanno a che fare con i computer ma con la meccanica pura.

Quello che mi ha stupito in positivo è che qui sanno esattamente cosa fare per restare sul mercato, non fanno passi più lunghi della gamba e non osano oltre il proprio limite. Il mercato lo conoscono molto bene e non solo quello della bici da corsa, ma nel suo complesso.

Ecco, questa conoscenza del proprio posto dell'equilibrio corretto, è fondamentale nello sport e nelle aziende che si dedicano allo sport. Troppo spesso marchi anche importanti cadono perchè hanno osato troppo, troppo spesso squadre e campioni scompaiono in fretta per aver osato andare troppo oltre.

21 ottobre 2015

Cinema e sport: novità avvincenti in arrivo

Lo sport lo abbiamo detto spesso, appassiona e tiene legati alla sedia durante gli eventi.
Lo sport ha lo stesso effetto quando è finzione o denuncia al cinema.
La saga di Rocky Balboa ne è l'esempio più facile e il suo sequel a breve nelle sale "Creed", storia del figlio di Apollo e del Rocky allenatore, è l'inevitabile evoluzione di un mito.

Ma a fare scalpore in questo periodo è il film denuncia "the program", il film che partendo dalle vittorie di Lance Armstrong al Tour de France, porta alla luce l'imbroglio che si celava dietro.
Il mito viene una volta ancora e ancora più spietatamente distrutto e calpestato, perchè falso mito.
La vergogna di chi ha macchinato e operato questo inganno verranno ulteriormente ricordati e resteranno più difficilmente dimenticabili.
Mi piace pensare che almeno in parte, Simeoni che in quegli anni fu vessato da Armstrong perchè la sua dignità era troppo alta per piegarsi all'impostura, in parte possa essere ripagato da quanto perso.

La vergogna e il disonore questa è la paga per chi imbroglia nello sport. Dovremmo ricordarcelo e ricordarlo ai giovani che in questi tempi per una vittoria secondaria cominciano a doparsi.


20 ottobre 2015

Fatturato Juventus: ecco quello che c'è di buono

Lo scudetto finanziario è anche lui bianconero.
Ebbene sì, la pianificazione ha dato i suoi frutti e che frutti!
Successi ed investimenti ulteriori in campo sportivo fino alla finale di Champions della scorsa stagione.
Ma vediamo meglio quanto è successo.
Nei 5 anni non si è mai sottratta agli investimenti di qualsiasi tipo, oltre a comprare giocatori si è anche pensato allo stadio, ora voce di ricavo.
I ricavi sono basati non sulle plusvalenze di vendita di giocatori, ma su ricavi veri e propri dell'attività sportiva! Novità in Italia.
Vero la voce Champions è importantissima, ben 100 milioni di premi quest'anno.
Ma il resto è sempre più puntato all'internazionalizzazione anche gestionale del club.
Solo le 4 magnifiche (Real, Barça, Man. Utd, Bayern) sono più organizzati e vantano anche un personale numericamente più alto, con relativi costi.
La voce su cui puntare per la crescita è "ricavi commerciali", per questo Adidas come sponsor, 
lo stadio sembra ormai essere arrivato al massimo delle sue potenzialità, sarebbe stato utile dotarlo di una capacità maggiore di ospitare altri eventi con anche eventuali sale cinema e multifunzioni.

14 ottobre 2015

Whatsapp ecco come diventa una risorsa per il calcio italiano

In una marea di responsabili marketing ingessati e limitati nelle loro azioni di promozione, siamo ancora a parlare di Como calcio.


Ebbene sì, hanno pensato di sfruttare per primi whatsapp, prima di tutti!
Basta farsi registrare dalla società sul numero dedicato e subito si viene proiettati in un mondo fatto di esclusive.
Siamo all'inizio, ma promette già bene e l'entusiasmo dei tifosi è alle stelle.

13 ottobre 2015

Lille: l'arena del futuro

Grazie a Mattia Filippi, che ha commentato in modo assai interessante un mio post sullo stadio di Bordeaux segnalandomi quello di Lille.
Effettivamente è uno stadio assai interessante!
Uno stadio progettato per poter essere usato non solo per il calcio ma anche per arena multisport e multifunzionale.
Ecco questo è il futuro che bisogna seguire e in Italia gli stadi, da quello della Roma in poi dovrebbero essere fatti così.
Vedremo come e chi seguirà questo bellissimo esempio.


7 ottobre 2015

L'addio della Pennetta e la mancanza di rispetto

Oggi voglio avventurarmi su considerazioni che poco hanno a che fare con gli ambiti comunicazionali puri, ma hanno molto a che fare con l'etica nello sport.
Si dice sempre che lo sport è divertimento, è piacere di fare una determinata attività.
Lo è per chi pratica sport amatoriale, lo deve essere per chi pratica sport a livello agonistico altrimenti rischia la depressione e altre gravi conseguenze psicologiche.

Posto questo come preambolo non si capisce perchè persone accanto alla Pennetta vogliano farla desistere dai suoi desidere di addio ai campi di gioco. In questo turbinio di follia ci metto due persone assai importanti. Il primo è il padre stesso della giocatrice, il secondo è il presidente CONI Malagò.

Il padre ragiona più da direttore del suo Tennis Club pugliese dimenticandosì che la cosa più importante è che i figli si realizzino e siano felici di se stessi. Che la vita è di Flavia e non sua.
Il secondo si fa un po' prendere dall'emotività, visto che come portabadiera di Rio ci sarebbero altre innumerevoli candidate che ben più hanno vinto nella loro storia (Pellegrini, Cagnotto, etc.).

Cerchiamo di rispettare la volontà degli atleti e dei figli, forse vedremmo anche meno violenza nelgi stadi e meno abbandoni di promesse dello sport.
Lo sport è divertimento.

6 ottobre 2015

Ferrari e Gp Ungheria: la lezione dell'autoproduzione tv

Questa estate è stato surreale guardare il gran premio di Ungheria di formula 1.
Le Ferrari in testa alla gara non venivano mai inquadrate, con innumerevoli proteste sia degli spettatori che dei commentatori.
La cosa ha assunto le tinte della vendetta quando si è venuti a conoscenza delle reali motivazioni di un comportamento vendicativo da parte degli uomini di Bernie Ecclestone.
Questo però ci pone davanti alla riflessione sulle autoproduzioni televisive interne alle competizioni.
Se infatti paragoniamo questo pasticcio con quello fatto dalla lega calcio per la supercoppa abbiamo l'idea di due problematiche su due modalità di autoproduzione differenti.

1) se l'autoproduzione è in mano totalmente a terzi (rispetto ai concorrenti della competizione) il rischio e che il gestore dell'immagine per i motivi più svariati possa penalizzare un concorrente ed i suoi sponsor in favore di altri. Urge capire come compensare tale possibile danno.

2) se l'autoproduzione è in mano anche solo in parte alle decisioni dei concorrenti è importante che questi non guardino solo il ritorno economico immediato, ma anche la qualità del prodotto offerto nel suo complesso avendo dei professionisti a gestire il tutto.

In entrambi i casi il prodotto televisivo è decaduto dai suoi standard di qualità con grave danno d'immagine della competizione nel suo complesso.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...