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6 gennaio 2015

(Repost) Loic Fèry e Fc Lorient : una lezione di sport management

Sul n°3532 di France Football vi è una lunga intervista al presidente delFC Lorient (Loic Fery). Ne riportiamo alcune parti significative, per una riflessione sullo sport management.

Ha una doppia vita sacra, Loic Fèry. Proprietario dal 2009 del Fc Lorient (130 dipendenti e un budget da 35M€) e padrone dal 2007 di Chenavari, società di moda da 85 dipendenti con sede a Londra con 4,5 miliardi€ di attivo. Vive in Inghilterra, ma noi lo abbiamo incontrato a Parigi dove aveva appuntamenti di lavoro (…)

Non si pente di essere entrato nel mondo del calcio 4 anni fa? 
 Non ho di che pentirmi, al contrario. In 4 anni il club è cresciuto enormemente in termini di infrastrutture, con la costruzione dello spazio FCL (investimento da 12M €) dove dall’estate scorsa c’è la sede del club, dove si alleneranno l’anno prossimo e dove ci sarà il centro di formazione. E’ un progetto d’infrastrutture che è importante e necessita una visione di medio o lungo termine. Ogni anno ci vogliono circa 3M€ per l formazione: è un investimento enorme.

Lei è il mecenate dell’FC Lorient? 
Io non mi considero un mecenate. Il mecenate è colui che vuole il suo club come una ballerina e mette denaro a fondo perduto (…)


Dopo il vostro arrivo al FCL, quanto ha investito di tasca propria per questo club?
Ad oggi, il mio impegno personale nel club è dell’ordine dei 14M€, tra l’acquisto del club, l’apporto di fondi propri complementari e le garanzie personali apportate in caso le cose andassero male.


Nel 2009 pensava di spendere così tanto? 
No, mai il mio progetto però è cambiato nel tempo. Io ho scelto d’investire per portare un progetto che duri.

Qual è il modello economico per l’FCL? 
Non sono qui per guadagnare denaro, ma nemmeno per rimettercelo. Il mio obiettivo è la sostenbilità al più alto livello del calcio professionistico. L’FCL, io credo, è il solo club di L1 a non avere un esercizio in deficit dopo 4 anni. Dal 2009 è in attivo. E si è generato (l’attivo) da fondi propri.

Qual è il segreto per non perdere denaro nel calcio? 
La maggioranza dei club costruisce il proprio budget su un ipotetico piazzamento di classifica, essi dicono per esempio:”io sarò decimo, dunque, avrò un tot di ricavi e potrò spendere x sui salari dei giocatori”. Noi abbiamo un approccio diverso: ad ogni inizio di stagione, partiamo dai ricavi minimi che FCL è certa di percepire e cerchiamo di calibrare la parte fissa del totale salariale dei giocatori su questo montante. Così facendo abbiamo ridotto molto il punto morto del club.

Quali sono le vostre politiche salariali? 
Ho deciso dopo qualche anno di abbassare di molto il salario fisso medio dei giocatori. Se siamo mal classificati, i giocatori non ricevono che il loro salario fisso. Al contrario se siamo ben messi, possono guadagnare molto più che altrove. Il salario mensile medio è di 25.000€, 35% in meno della media di L1 (…)

La parte variabile dei salari deve ancora aumentare? 
Sì, certo. Nell’industria del calcio dovrà enormemente aumentare. La parte variabile, per noi, è in funzione dei risultati e di tutti i rotorni variabili del club. (…)

Pensa che i diritti TV della L1 debbano aumentare? 
Una grossa sfida della lega è la rivalutazione dei diritti TV che sono di 610M€ all’anno. La tendenza è a crescere (…)

Come i club possono migliorare le loro entrare? 
Non posso che parlare che per FC Lorient. Quattro anni fa il nostro reddito da partenariati era un po’ più di  2M€. Oggi è un po’ più di 6M€. Un club come il Lorient deve arrivare a 9-10 M€ nel suo settore. Ciò arriva dalla modernizzazione dello stadio che passerà da qualche centinaio a 2000/3000 posti in zona VIP per il 2016 [la capacità dello stadio da 18.500 a 23.000/24.000](…)

Le franchige presenti negli USA, sarà il vostro modello per il calcio francese? 
In Europa il modello a franchige è impossibile. Ma effettivamente è più stabile. Più c’è stabilità più il prodotto è di qualità. Meno c’è incertezza su retrocessioni e promozioni più vi è possibilità d’investire (…)

Il modello economico inglese è quello da seguire? 
Hanno meno scarto sui diritti TV tra i primi e gli ultimi. Si potrebbe essere iù egualitari nella ridistribuzione dei diritti Tv in L1. Se si vuole far crescere la l1 non si può tendere al modello spagnolo. La maggioranza dei club spagnoli sono in bancarotta e non pagano più (…).

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