Articoli in Evidenza

30 dicembre 2015

#MonteBianco: Simone Moro avvicina il pubblico alla montagna

A fine hanno voglio parlare di una perla della televisione italiana.
La trasmissione di Rai Due "Monte Bianco", presentata da Simone Moro e Caterina Balivo.
La qualità del programma è stata elevata, ha permesso di avvicinare all'alpinismo e alla montagna anche chi non è un vero appassionato, ha spiegato quali siano le specialità da fare in montagna.
Come dice Moro in questa intervista non è stato il solito reality con veri o presunti VIP, ma un momento in cui si è fatta vedere la realtà di una disciplina, che può considerarsi sportiva o meno, ma che è comunque vicina ad esserlo.
Ha poi permesso la promozione di una regione come la Valle d'Aosta che certamente ha avuto modo di battere la concorrenza di regioni come il Trentino, grazie anche al dono di madre natura che le ha dato le 4 vette più alte d'Italia e tra le più alte d'Europa.

Il pregio è stato anche far capire che la montagna non è uno scherzo e che solo i fisici allenati possono fare cose grandiose, gli altri patiranno di più.
Concludo segnalando questo bellissimo articolo di uno dei concorrenti e finalisti, merita per la passione che ne esce fuori, non dico di chi solo per evitare che pregiudizi minino la lettura.

29 dicembre 2015

Gazzetta TV vicino alla chiusura ecco i perchè

Gazzetta Tv, è notizia di poche settimane fa, è vicino alla sospensione delle trasmissioni.
Il motivo è il solito, share basso.
La motivazione di tutto ciò è data da un disinteresse di tutto ciò che non è evento live.


Fin qui l'analisi cruda, ma proviamo a fare qualche domanda ulteriore.
Quale tipo di intrattenimento viene dato oltre al live?

In genere partite in replica, altrimenti programmi stranieri su campioni affermati del calcio, partite epiche del passato.
Cose che vengono messe in palinsesto ripetutamente e a orari diversi.
Se a tutto ciò si aggiungono attività in studio con analisi da bar dello sport, è abbastanza semplice capire che lo share non decolla.

A Gazzetta, o a chi deciderà di provarci nel settore della televisione sportiva, propongo di fare una informazione davvero formativa!
Mai nessuno ha fatto programmi su come funzionano le società sportive al loro interno, mai nessuno ha fatto analisi settimanali su marketing, l'economia e, dove sono presenti, l'andamento in borsa dei titoli legati allo sport ( società sportive o aziende legate allo sport).
Mai nessuno ha pensato di fare un programma sulle buone prassi etiche nel mondo che vedono lo sport protagonista, e neppure sugli esempi di guerrilla marketing legati allo sport... e sarebbero divertenti da far vedere e spiegare.

Lo sport è visto sempre come qualcosa di noioso oltre al campo e gli editori risultano con una visione omologata e assai datata. Se non si cambia l'oblio non è solo per Gazzetta Tv, ma anche per le gemelle presenti sul digitale o che decidano di arrivare in futuro.

23 dicembre 2015

Dorothea Wierer: un'atleta da sfruttare per promuovere il biathlon

Giovane, bella e vincente! Le tre caratteristiche d'oro per le atlete di successo mediatico.
Il problema in Italia è che se non sei di uno sport importante non vieni notata.
A meno che  non si sia la fidanzata di qualche personaggio famoso o si decida di fare il solito banalissimo nudo... magari a calendario.

Ecco, un'atleta che invece può aspirare a qualcosa di meglio pur essendo bella, giovane e vincente: è Dorothea Wierer, campionessa di biathlon.
In Italia non è uno sport famoso, ma proprio grazie a lei si potrebbe farne un nuovo sport nazionale.
Conta molto la FISI, la volontà di trovarle aziende capaci di sfruttarne l'immagine, come già il biathlon americano fa... con aziende italiane, ne abbiamo parlato proprio qui.

Come detto anche in un post precedente campioni di discipline poco famose possono essere vere e proprie occasioni per sponsor in cerca di immagine sportiva vincente a basso costo.
Magari si può pianificare come rendere il proprio sportivo di riferimento un nuovo personaggio.
Sfruttando l'immagine di una atleta di questo tipo, facendola partecipare a promozioni in giro per il territorio e... a qualche programma nazionale.
State pur certi che non passerà inosservata.

22 dicembre 2015

Intervista all'Avv. Federica Ongaro sullo stato dello sport italiano

Siamo riusciti a intervistare una nostra collega che lavora a SBM e che ha firmato per loro numerosi articoli molto interessanti: Federica Ongaro. Di lei trovate in calce una breve biografia e da oggi trovate anche il link del suo blog personale nella sezione apposita. Andate a visitare e vedere le cose interessanti che scrive!




Parlando di legge e di sport viene subito in mente l’attualità ed i problemi che ha riscontrato la FIDAL di cui il blog ha già parlato, cosa puoi dirci di più?

Il tema “doping” è sempre molto delicato e quindi è sempre opportuno affrontarlo con la massima obiettività e terzietà.
La vicenda in cui è stata coinvolta la FIDAL con i suoi atleti pare essere il risultato, come d’altronde segnalato anche dal Presidente del CONI Malagò, di un mero anche se grave impasse  burocratico – tecnologico degli uffici delle Procura Antidoping che mi auguro possa essere sbrogliato e risolto celermente in favore degli atleti.

Ritengo sia infatti doveroso precisare che i deferimenti emessi (a mio avviso, come avviene sempre in questi casi, oltremodo enfatizzati mediaticamente a danno degli atleti) non concernono ipotesi di accertate assunzioni o possesso di sostanze vietate ma la presunta (ci tengo a sottolineare tale aggettivo) mancata reperibilità ai controlli da parte degli atleti.

D’altro canto,  stante la funzione che le è propria, la Procura non poteva esimersi dal fare luce sulla vicenda; la strada dalla stessa percorsa risulta infatti giustificabile se rapportata alla necessità di garantire la massima trasparenza (soprattutto per il futuro) sulle procedure di comunicazione a cui gli atleti e le rispettive FSN devono riportarsi nel rispetto delle normativa vigente. Il riferimento è in particolare alla  lettera c) della “Premessa” delle NSA (Norme Sportive Antidoping),  la quale prevede testualmente che la Nado Italia (ente nazionale al quale compete la massima autorità e responsabilità in materia di attuazione ed adozione del Programma Mondiale Antidoping WADA)   “esige, quale condizione per partecipare ai Giochi Olimpici ed ai Giochi Paralimpici che gli Atleti non regolarmente iscritti ad una FSN si rendano disponibili per il prelievo dei campioni biologici e forniscano regolarmente informazioni precise ed aggiornate sulla loro reperibilità nell’ambito del Gruppo registrato ai fini dei controlli (RTP) nel corso dell’anno precedente ai Giochi Olimpici ed ai Giochi Paralimpici” nonché all’art. 2.4 che individua le ipotesi di mancata reperibilità  (Violazione delle condizioni previste per gli Atleti che devono sottoporsi ai controlli fuori competizione, incluse la mancata presentazione di informazioni utili sulla reperibilità e la mancata esecuzione di test in base a quanto previsto dal D-CI. Ogni combinazione di tre mancati controlli e/o omesse comunicazioni entro un periodo di dodici mesi, accertata dalle Organizzazioni antidoping aventi giurisdizione sull’Atleta, costituirà violazione delle NSA.)

- le leggi sullo sport in italia sono all’avanguardia o siamo indietro su alcuni campi? quali?

Mi duole dirlo ma siamo davvero obsoleti e lacunosi al riguardo.

Nonostante l’importante  riforma sulla giustizia sportiva operata dal Coni ed a cui tutte le FSN affiliate si sono adeguate a decorrere dall’estate 2015, siamo sostanzialmente fermi.

La legislazione italiana  in tema di sport è nel suo complesso piuttosto datata e nei casi anche recenti in cui il legislatore è intervenuto, lo ha fatto per porre rimedio ai problemi essenzialmente lucrativi connessi al solo mondo del calcio. Si pensi a mero titolo esemplificativo ai famosi decreti salva calcio  dei primi anni 2000 relativi allo scudo fiscale (decreto legge 24 dicembre 2002 n. 282) o all’autonomia dell’ordinamento sportivo (decreto-legge 19 agosto 2003, n. 220) o da ultimo alla “legge sugli stadi” di cui alla Legge n. 147/2013.

Siamo in sostanza ben lontani da una disciplina organica ed unitaria come quella ad esempio adottata da tempo in Francia con l’emanazione di  leggi ordinarie ad hoc ed un vero e proprio codice (ndr Code du Sport)

La mancanza di una simile organicità e unitarietà si riflette in particolare nella disciplina del  rapporto di lavoro sportivo. La normativa di riferimento è risalente ai primi anni ’80 (Legge 23 marzo 1981 n. 91) nota come “legge sul professionismo sportivo” ) che, oltre ad essere ormai datata,  risulta strutturata sulla dicotomia professionismo – dilettantismo a cui il nostro ordinamento è ancorato purtroppo saldamente. L’art. 2 della leggae dispone infatti che “sono sportivi professionisti gli atleti, gli allenatori, i direttori tecnico-sportivi e i preparatori atletici che esercitano l’attività sportiva a titolo oneroso con carattere di continuità nell’ambito delle discipline regolamentate dal CONI e che conseguono la qualificazione dalle Federazioni sportive nazionali, secondo le norme emanate dalle Federazioni stesse con l’osservanza delle direttive stabilite dal CONI per la distinzione dell’attività dilettantistica da quella professionistica”.

Esiste pertanto un elevato numero di tesserati (a titolo esemplificativo si richiamano gli atleti che praticano “professionalmente” lo sport della pallavolo, del rugby o del nuoto) che sebbene abbia fatto dell’attività sportiva un vero e proprio lavoro è ad oggi ancora inserito nell’alveo del dilettantismo” e, pertanto, escluso dall’ambito di applicazione di tale legge.

Nonostante la giurisprudenza, sia nazionale che europea, abbia da tempo riconosciuto l’attività svolta dai professionisti di fatto come attività lavorativa meritevole di tutela, ad oggi non sé ancora ottenuto un formale riscontro dal legislatore nazionale ordinario.

- hai scritto anche del st.pauli fc, squadra di calcio tedesca, e del suo acquisto dell’azienda che ne produce il merchandising pensi sia una strada percorribile anche in Italia?
può essere una via per le grandi o per le piccole squadre?

Credo che una simile strada possa essere perseguita in Italia; però, forse, la maggior parte delle realtà societarie sportive di massima serie non è per così dire culturalmente pronta. E’ infatti tendenzialmente ancora diffusa e radicata la pratica di affidare a terzi l'intera gestione del marchio mediante la cessione del marchio in licenza a società di outsourcing a fronte del versamento di  royalties proporzionali alle vendite effettuate.

Senza voler sembrare superficiale, il tema è in sostanza banalmente connesso alla forza del brand dei singoli club. Le realtà sportive minori il cui brand ha una forza meramente “domestica”   (sport diversi dal calcio e per lo più dilettantistici), per motivi di pura economicità, gestiscono già personalmente il proprio merchandising.

- cosa augureresti allo sport italiano per il 2016?

Da appassionata e tifosa sicuramente tante medaglie alle Olimpiadi di Rio. Un appuntamento importantissimo per lo sport italiano.

 Da giurista, un maggiore interesse da parte del legislatore italiano non solo al tema spinoso del rapporto di lavoro sportivo come sopra evidenziato ma maggiore attenzione anche allo sviluppo dello sport di base e dei nostri “vivai”  integrando il sistema scolastico nazionale, dal periodo della scuola dell’obbligo a quello universitario, nonché la pianificazione di importanti progetti di costruzione e di ristrutturazione dell’impiantistica sportiva (pertanto non solo calcistica) del territorio nazionale.


Avv. Federica Ongaro


Avv. Federica Ongaro, iscritta all'ordine degli Avvocati di Monza, comune in cui esercita con riferimento alle materie rientranti nell'ambito del diritto civile (tra cui in particolare responsabilità civile, recupero crediti, esecuzioni, fallimenti, famiglia e lavoro) e del diritto sportivo (assistenza ad atleti e ad associazioni/società sportive)E' membro del comitato di redazione ed autrice del sito specializzato www.sportbusinessmanagement.it., socia AIAS (Associazione Italiana Avvocati Sport),  membro del comitato scientifico AICAS (Associazione Italiana Commercialisti Azienda Sport). Oltre ai svariati articoli di approfondimento nella materia del diritto sportivo, nel 2015 ha collaborato con la Associazione Italiana Avvocati dello Sport alla redazione della seconda edizione de "La Giustizia Sportiva" formando e firmando il capitolo dedicato al sistema di giustizia sportiva in seno alla FIVB (Fédération Internationale de Volleyball).Laureatasi in giurisprudenza presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano ha svolto la pratica forense nel circondario della Corte di Appello di Milano nella materia civilistica dedicandosi parallelamente all'approfondimento della materia del diritto sportivo. Ha partecipato a corsi post-laurea quali “Master in Diritto e Giustizia dello Sport” organizzato da Altalex Formazione con il patrocinio della FIGC, “Corso di Perfezionamento in diritto e giustizia dello sport” presso l'Università degli Studi di Milano, “Corso di Perfezionamento in diritto dell'arbitrato” presso l'Università degli Studi di Genova ed ha conseguito la qualifica di agente sportivo presso la Lega Pallavolo Serie A Maschile.

16 dicembre 2015

il Marketing che lo sport italiano non conosce

Alcune settimane fa mi è capitato di partecipare ad una riunione di una importante federazione il cui presidente, riferendosi al marketing delle società, invitava le stesse a trovare sponsorizzazioni attraverso le pubbliche relazioni personali e non tramite un progetto ben strutturato.
In un breve colloqui a due con lui, ho notato l'insofferenza dello stesso su tali tematiche di professionalizzazione del rapporto tra società sportiva - prodotto sportivo - sponsor.
Questo è lo stato dell'arte dello sport italiano.

La realtà però parla di cose assai diverse!
Il mondo anglosassone, e oramai non solo, fa in modo che le società sportive, anche le più piccole, trovi sponsorizzazioni parlando di progetti, di attività importanti per la collettività, cercando aggregazione tra vari soggetti sportivi per ampliare i numeri e diventare più appetibili per le aziende.
Cose che i presidenti federali, ed in generale i dirigenti con qualche capello bianco, non riescono a vedere come possibilità, abituati a gestire lo sport in una maniera che ora non esiste più.
O meglio esiste ancora in Italia, ci porta e porterà al declino.
Perchè le nostre società sportive di vertice non vincono più? perchè non hanno budget!
Perchè non hanno budget? perchè non si riesce ad avere sponsor importanti!
Perchè non si hanno sponsor importanti? perchè i progetti non sono accattivanti e perchè si preferisce contattare gli amici e gli amici di amici.

Insomma, la mentalità vecchio stile ci sta portando al declino. O cambiamo o chiudiamo.
Alcuni hanno già chiuso.

15 dicembre 2015

Turchia a Euro 2016: problema di sicurezza?

Tra le squadre promosse alla fase finale di Euro 2016 che si svolgerà questa estate in Francia, ci sono due squadre di nazioni mussulmane.
La prima è l'Albania, la seconda è la Turchia.
Già da tempo, alcuni ipotizzano problemi di sicurezza maggiori a causa della presenza turca.
Se infatti, la presenza albanese non desta minimamente preoccupazione a merito di una presenza non estremista, quella turca dà adito a molte insinuazioni e preoccupazioni.
In particolar modo non è piaciuta la reazione al minuto di silenzio indetto per le vittime di Parigi, si teme che tra le frange di tifosi turchi si possano nascondere estremisti in grado di fare attentati sul suolo francese.
C'è chi tra i politici europei chiede la cancellazione della nazionale turca dalla fase finale del torneo, sia come punizione che come prevenzione.

9 dicembre 2015

FIDAL che pasticcio sul doping !

Di pochi giorni fa è la bomba mediatica della richiesta di squalifica di ben 26 atleti della FIDAL per mancato o ritardata presentazione ad un controllo antidoping.
La situazione è confusa, specie sui media tradizionali che non spiegano bene la cosa lanciando titoli in caratteri cubitali che fanno pensare al doping. Doping però non è, semplicemente si tratta di mancanza di organizzazione all'interno delle Federazioni, se vogliamo eccessiva burocrazia cartacea che fa fatica ad innovarsi sul digitale.
Un qualcosa di assai simile a quello che si vede nel Paese, normalmente in altri ambiti.

Il problema è duplice.
Mancanza di comunicazione, in primis, tra federazione, organi di controllo ed atleti. Prima dei controlli, avvisando che non si scherzava più. Durante e dopo i controlli, perchè nel mondo telematico pensare che si avvisi la federazione e/o l'atleta con il fax quando le e-mail stanno diventando il passato con l'avvento di whatsapp... fa sorridere, perchè di lacrime non ce ne sono più.

Il secondo problema è la burocrazia lenta, come detto sopra, informatizziamo il tutto. Almeno con mail PEC. Basta poco, inviare una mail e sms di avviso di invio di posta elettronica importante da visionare entro un determinato tempo all'atleta interessato. Ecco l'acqua calda...
Mi dicono l'abbiano inventata da tempo, ora usiamola.

8 dicembre 2015

Fognini - Vinci nuova coppia del tennis italiano... per Rio 2016

Tranquilli! Non è una nuova notizia di gossip.
Qui non se ne fa.
Piuttosto è una notizia interessante in vista delle olimpiadi dell'estate prossima!
Due tennisti così forti insieme alle olimpiadi per il doppio misto non li abbiamo mai avuti.
Possiamo pensare in grande.
Però si può pensare in maniera ancora più completa.
Sono due tennisti su cui puntare anche a livello di immagine per il movimento.
E allora perchè non pensare ad una campagna pubblicitaria e/o di promozione in cui sfruttare in tutti i modi possibili il volto dei due campioni?!
Usarla per e con gli sponsor, nelle scuole, negli stampati, per i tornei internazionali di Roma, etc.
Un'idea, uno spunto da cui partire...

2 dicembre 2015

Doping in Russia: ecco quello che non si dice

Si è parlato tanto, anche troppo della Russia come colpevole di doping di Stato.
Noi abbiamo già parlato in questo post della cosa.
Le carte della WADA parlano chiaro, la politica ha spinto verso la direzione di successi e vittorie schiaccianti nelle varie discipline occultando chi barava.
C'è un "però" da aggiungere.
Il fatto è che purtroppo molti lo fanno, lo facevano e lo faranno.
Additare la Russia come mostro è sbagliato, non almeno se lo si addita come unico responsabile.
Come riporta questo articolo molto interessante, vi sono casi anche in Turchia con numeri assai maggiori, a seguire anche India, Cina e USA.
Insomma, ai massimi livelli c'è un numero alto di disonesti. Parliamo di quelli scoperti, poi chissà cosa non sappiamo e già invece succede.

Qui c'è da riflettere sulla comunicazione. In questo momento storico si vuole vedere la Russia come uno Stato che torni al passato e non si attacca la Turchia perchè in questo momento ci tiene in scacco con la minaccia dei profughi. Qui non si danno giudizi politici, ma si vuole solo far notare una regola di comunicazione che si sta mettendo in atto.
Riflettiamoci e speriamo non si arrivi all'esclusione della Russia dai Giochi, sarebbe un peccato.

1 dicembre 2015

Red Bull in NY: la NASCAR e quello che non si fa in europa...


Ecco quello che non ti aspetti di trovare per strada


Un auto da competizione che fa il pit-stop a bordo strada e poi riparte...
Il tutto per semplici fini promozionali... puro marketing.

In Italia siamo capaci?

25 novembre 2015

Instagram e i campioni dello sci

Dopo aver analizzato le campionesse dello sci alpino in questo post, non potevo per par condicio, non analizzare anche i protagonisti al maschile.

Iniziamo da un grande utilizzatore di social networks Aksel Svindal.
Certamente uno dei più bravi nell'uso dei social media, in senso assoluto.
Probabilmente anche supportato in modo diretto dal personal sponsor RedBull, ma in ogni caso un vero e proprio esempio di uso perfetto dei meccanismi di diffusione sui social.

E Marcel Hirscher? Il suo profilo su Instagram è migliorato con il tempo.
La personalità introversa diciamo che si vede tutta, ma con il tempo si sono viste cose interessanti, sia promozionali di sponsor, sia personali, sono apparse perfino foto di Marcel da piccolo, cosa abbastanza insolita, ma che cerca così di far vedere un campione estroverso e aperto al racconto di  se stesso. Buono specie per i contenuti media di Atomic.

Arriviamo all'americano Ted Ligety. Lui si racconta, fotografa la famiglia, narra la sua vita senza problemi, in perfetto stile americano. In questo anche in campo maschile gli atleti hanno una marcia in più, sanno metterci qualcosa di personale e di rendere il follower partecipe.
Qui, apparentemente, tutto è naturale e nulla precostruito. Fateci un salto anche per sorridere.

Però non tutti lo usano frequentemente e bene.

Mario Matt racconta molto della sua quotidianità, ma con pochissimi post. L'essere uno degli sciatori della "vecchia scuola" forse lo limita, ma basterebbe anche un corso su questo e potrebbe certamente fare di più.

Gli italiani stanno imparando e bene.
Matteo Marsaglia sta facendo davvero bene, come sua sorella Francesca!
Sono ben seguiti e hanno capito al volo come usare bene questo strumento.

Un altro ottimo esempio è Christof Innerhofer. Profilo davvero al top per gestione e promozione.

Ultima annotazione. Sempre più spesso le foto che narrano la quotidianità sono postate in tempi differiti onde evitare spiacievoli imprevisti, per esempio che vedendo il campione fuori casa qualche mal intenzionato svaligi l'alloggio, come è già capitato.

24 novembre 2015

Doping di Stato in Russia ecco i perchè

Il gigantismo russo si schianta sulla WADA e su questa nuova storia di doping.
L'avvocato Artem Pacev su questo interessante articolo di "Russia Behind the Headlines"
dice cose molto interessanti e che sento di condividere  “Lo sport è molto apprezzato in Russia e ha un suo obiettivo politico. L'incarico è semplice: devi vincere e basta. Nessuno pensa in prospettiva. Il doping è la scelta più semplice: è la via più breve alla vittoria”.


Capite che non può essere un sistema sano quello che vede lo sport come punto di promozione della politica, lo è stato per anni in tutte le dittature del secolo scorso e ha portato a risultati disastrosi.
La DDR e l'URSS, di cui la Russia attuale è figlia, portano ancora le cicatrici e probabilmente alcuni tra gli allenatori e medici sono ancora di quella scuola.

Va detto però che sia in questo scandalo, sia in quello kenyota, sia in quello che fu lo scandalo Armstrong, si nota una presenza italiana tra i medici dopanti che mette una certa tristezza e ci fa domandare quanta etica manchi nello sport italiano.
Quanta poca cultura sportiva manchi a causa anche dell'idea diffusa che siano le istituzioni a doverla sostenere quando la verità è che l'etica e la cultura sportiva sono patrimonio di tutti coloro che lavorano nello sport.
Sponsor e procuratori compresi, che spesso chiedono risultati e in modo indiretto spingono al doping


18 novembre 2015

Fenomenologia della comunicazione nel caso VR46 vs Marquez

A boccie ferme è possibile fare una analisi di quello che è stato l'evento mediatico sportivo probabilmente del 2015.

Stiamo parlando del caso Rossi vs Marquez capitato al Gp di Malesia e poi andato avanti anche a Valencia.

Il problema reale è tutto nella comunicazione e della sua impostazione. 
Ci sono degli errori, vediamo quali.

qui l'errore è nelle tempistiche, aspettando il dopo Gp di Malesia avrebbe alzato la tensione in vista dell'ultimo gran premio magari portando anche a suo supporto eventi del GP Malese, invece facendo così ha indispettito lo spagnolo e sappiamo cosa è successo...

Non si fa mai sul web la stessa cosa della concorrenza per sembrare alrtettanto simpatico, bravo, figo, etc. perchè il web non perdona. Infatti i risultati sono visibili andando alla pagina Facebook di Marc Marquez. Provare per credere.

Errore n°3 Le incursioni di Jorge Lorenzo contro Valentino.
Non chiamato in causa direttamente, Lorenzo ha fatto sentire la sua presenza in una vicenda che non lo coinvolgeva. Ciò ha aumentato l'idea di un patto secreto Lorenzo - Marquez, oltre che a far venir meno principi etici e sportivi che han fatto pure perdere sponsor.

Errore n°4 Il post Valencia e le dichiarazioni un po' di tutti.
Dal neo-campione del mondo Lorenzo che dimostra di non essere altro che un bravo pilota con dichiarazioni davvero fuori posto e offensive verso il suo avversario VR46. Ogni giorno ne ha una nuova.
Allo stesso Valentino, che ovviamente amareggiato, torna ancora su Marquez e sulla condotta di gara sospetta di Valencia. Per poi arrivare agli altri piloti che si sono ormai divisi in fazioni.

Mancanza di stile, di controllo e un caso da cui imparare tanto.
Il MotoGp potrebbe aver perso l'innocenza ed essere entrato in una epoca nuova, estranea fino ad oggi al mondo motociclistico a due ruote.


17 novembre 2015

Euro 2016 a rischio attentati?

Gli attentati di Parigi di venerdì scorso ci hanno lasciati sgomenti.
Uno di essi però riguarda il mondo dello sport e porta con sè terribili interrogativi per la prossima estate.
Mi riferisco all'attentato allo stadio St.Denis durante la partita Francia - Germania.
Come molti, forse tutti, sanno la prossima estate vedrà giocarsi in Francia gli europei di calcio.
In quello stadio si giocheranno importanti partite.
Dobbiamo temere?
Certamente dobbiamo avere preoccupazione per quello che accade attorno allo stadio, ma va detto anche che la sicurezza ha impedito che gli attentatori entrassero ed andassero all'interno dell'impianto sportivo.
Riflessione non da poco visto che la maggior parte delle vittime è stata fatta in un locale chiuso dove il concentramento di persone è massimo.

11 novembre 2015

La Liga fa ristorazione e ci guadagna il brand


Che con la ristorazione lo sport potesse guadagnare lo dicevamo da tempo, anche in questo post.

Ora ne è venuta la conferma dalla Liga spagnola che ha deciso di aprire un ristorante tematico a Doha
niente di meglio per far conoscere le squadre che lottano con le arcinote Real Madrid  e Barcellona.
Ora viene da pensare che possa farlo anche qualche istituzione italiana.
A me piace pensare al CONI, ad un ristorante tematico olimpico magari al Flaminio o in centro a Roma, dove poter vivere le emozioni delle medaglie olimpiche.
Dalla vittoria di Mennea a quella di Cova, dalle discese di Tomba a quelle della Compagnoni passando per Torino 2006.
In attesa di Roma 2020 un modo davvero importante di fare branding e aumentare il peso della propria candidatura.

10 novembre 2015

Instagram e le campionesse dello sci

Instagram. Uno dei tanti social networks ormai presenti sui nostri tablet e cellulari.
Uno di quelli però che piacciono tanto agli sportivi di professione e ai rispettivi fans.
Tra queste categorie, vista anche la stagione ormai iniziata da poco, andremo ad analizzare in breve quelli che sono i migliori profili delle campionesse di sci.


Iniziamo con Lara Gut.
Uno dei profili certamente meglio gestiti. Non solo perchè ci sono foto non solo di sci, ma perchè alla curiosità dei tifosi viene data anche con astuzia qualche promo di sponsor personali. In questo modo

7 novembre 2015

Su Snai Sport le news su Rossi vs Lorenzo

Ecco tutte le news in un nuovo portale interessantissimo. Snai Sport.
La cosa interessante è la presenza di importanti opinionisti ogni settimana su quelli che sono gli eventi più importanti.
Questa settimana, per esempio, sul fantastico ultimo duello di MotoGp tra Lorenzo, Marquez ed il dottor Rossi abbiamo la possibilità di leggere le opinioni di Dj Ringo!

A riguardo penso che la gara potrebbe avere due svolgimenti.
1) I piloti non coinvolti nell' "affaire Malesia" in modo più o meno eleganti nel giro di pochi giri si fanno da parte e permettono a Valentino di giungere alle prime posizioni e giocarsi il titolo.
Sarà da capire il comportamento allora di Marquez, giocherà per se stesso cercando la vittoria o si farà martire per la causa di Lorenzo? A rigor di logica dovrebbe giocare per se stesso, già Lorenzo ha perso sponsor e forse la sella per l'anno prossimo e questo per il piccolo campione dovrebbe far usare un po' più di attenzione e riflessione.

2) Lorenzo va davanti a tutti, Rossi fatica nella rimonta perchè tutti hanno la volontà di giocarsi le proprie carte, anche per confermarsi in vista del prossimo anno. Specie chi è ancora in dubbio di permanenza nel circus.

Rossi quindi potrebbe giocarsela tra il 3° e il 5° posto. Vedremo se indovino.
Certo vincesse, sarebbe da ovazione e dovrebbero dargli un titolo che vale per dieci anni!
Ma un conto è il sogno, un conto la dura realtà.

4 novembre 2015

Tour de France: l'ambush marketing di Air France

Ecco un caso davvero interessante di ambush marketing da parte di una azienda per un prodotto sportivo.
La corsa ciclistica più importante al mondo è certamente il Tour de France, identifica una nazione in modo fortissimo, è parte del patrimonio culturale della Francia come il Louvre.
Ecco quindi che diventa difficile tutelarlo.
Ecco quindi l'attacco intelligente e diretto di Air France che per la non recente, ma comunque l'ultima, campagna spot ha inserito uno spezzo di questa competizione sportiva.
Ecco quindi che lo sport entra a far parte

3 novembre 2015

Il duello sul web tra #VR46 e #Marquez

Non diciamo nulla in questo post su quanto successo in gara tra Valentino Rossi e Marquez.
Questo blog non è il bar dello sport e non siamo qui per prendere parte ad una querelle che ultimamente sta cadendo davvero molto in basso.
Qui però possiamo analizzare una cosa molto interessante.
Negli ultimi dieci anni la comunicazione dei campioni è cambiata tantissimo e Valentino Rossi ne è un esempio.

Infatti, tempi addietro c'era un dualismo molto acceso con Max Biagi che però non infiammava il web e non aveva ripercussioni così alte.
Ora grazie ai social networks sappiamo bene cosa pensa la rete, cioè l'insieme di una massa enorme di persone indistinta per nazionalità, età e gusti.

Così veniamo a scoprire anche lo stile dei vari campioni nella comunicazione e a capire chi è un leader e chi un follower.

In questa analisi, scopriamo che VR46 è davvero un leader, ha più del doppio dei fans di chiunche tra gli altri motociclisti, anche dopo i fatti malesiani.

28 ottobre 2015

#eridaniarun: dolce iniziativa! il racconto di Paolo Pugni


Ho avuto il privilegio di partecipare, per un breve periodo, ad un progetto con Eridania e affacciarmi al mondo del marketing di questa grande impresa italiana.
Come è noto Eridania è un colosso italiano del mondo dello zucchero: sa sempre presente nel mondo della gastronomia, in settembre Eridania ha sponsorizzato un evento nel mondo del running. Il che ha senso: lo zucchero, inteso in tutte le sue forme, da naturale a dolcificante, è un potente alleato del runner che cerca energie specie sulle lunghe distante.
Come si puà vedere nel sito e nella pagina Facebook di Eridania ha partecipato alla Unicredit RunTunUp, la mezza maratona di Bologna, città sede dell’impresa del gruppo Maccaferri, che si è svolta a inizio settembre sponsorizzando anche la partecipazione di una propria squadra di staffetta composta da due runner molto noti in città e molto attivi in rete: Alessandro Cavallina alias @biondox e Marco Bassi il cui account Twitter è @marcovolante73, i quali, ben attrezzati con la maglia ufficiale Eridania, hanno corso, insieme a molte staffette tra cui la famosissima coppia di Capitani Coraggiosi Morandi-Baglioni, per le vie della città emiliana.
Nell’occasione Eridania ha distribuito a molti dipendenti del gruppo ed amici la propria maglia ufficiale, lanciando l’hashtag #eridaniarunner


Poiché anche noi in famiglia siamo appassionati runner, senza necessariamente essere altrettanto bravi e famosi come i due staffettisti ufficiali, e poiché abbiamo potuto godere del gentile regalo di Eridania, abbiamo deciso di dare il nostro piccolo contributo ad Eridania, come ringraziamento, portando in giro con noi le magliette a titolo ovviamente personale. Per ragioni di lavoro, e vacanza, abbiamo trascorso alcuni giorni negli Stati Uniti a fine settembre potendo così partecipare alla Bronx 10miles, una delle corse organizzate dai New York Road Runners per il circuito dei Five Neighboroughs, i cinque “quartieri” di New York (oltre al Bronx Manhattan, Queens, Brooklin, Staten Island) che culmina nella famosissima maratona che si corre a inizio novembre. È stato quindi un piacere postare alcuni scatti delle sedute di preparazione svolte negli States prima della gara di domenica 27 settembre e poi celebrare la partecipazione e il risultato finale. Poi, rientrati a casa, abbiamo portato con noi #eridaniarunner nelle gare milanesi, che arricchiscono l’autunno della città, a partire dalla famosissima DeeJay10 e dalla altrettanto apprezzata Corsa della Speranza. Un modo per noi semplice per ringraziare per il pensiero ricevuto.


Pugni Paolo



PAOLO PUGNI
Nato a Milano nel 1960, dopo una decina d’anni in azienda, con ruoli dal tecnico al marketing passando per le vendite, dal 1995 svolge attività di consulente con particolare cura nel lavorare a fianco dei titolari di aziende per definire politiche di vendita, export, promozione, marketing.  La sua missione consiste infatti nell’aiutare le imprese ad aumentare i propri profitti  grazie alla riduzione degli sprechi e, soprattutto, all’aumento delle vendite con margine crescente.  Il complimento che più di tutti ha apprezzato è firmato P&G: “finalmente un consulente che ascolta prima di parlare”.

Gestisce i seguenti blog


Vendita referenziata: per arrivare dal cliente senza fatica

Export Low Cost: aumentare margini e accorciare tempi di incasso vendendo all'estero

Famiglie Felici: la piazza per migliorare la vita in casa

27 ottobre 2015

Gios Torino : l'azienda di bici con un chiaro indirizzo di esempio per molti

Per lavoro sono venuto a contatto con questa azienda di Volpiano.
Un marchio storico del ciclismo su strada e una leggenda specie negli anni '70, dove con il team brooklin, vinse a ripetizione varie competizioni importanti.

L'aziende, ancora di tipo familiare, non si è convertita al carbonio, rimane sulla produzione di bici d'acciaio.
Scelta interessante e che risulta vincente, nel senso che cura una nicchia di appassionati che non seguono le mode, ma vanno alla sostanza della bicicletta.
Molte innovazioni, molte "prime volte" sono apparse sulle bici Gios, chi fa qui le biciclette le fa per passione e conoscendole.
La ricerca e l'innovazione qui non hanno a che fare con i computer ma con la meccanica pura.

Quello che mi ha stupito in positivo è che qui sanno esattamente cosa fare per restare sul mercato, non fanno passi più lunghi della gamba e non osano oltre il proprio limite. Il mercato lo conoscono molto bene e non solo quello della bici da corsa, ma nel suo complesso.

Ecco, questa conoscenza del proprio posto dell'equilibrio corretto, è fondamentale nello sport e nelle aziende che si dedicano allo sport. Troppo spesso marchi anche importanti cadono perchè hanno osato troppo, troppo spesso squadre e campioni scompaiono in fretta per aver osato andare troppo oltre.

21 ottobre 2015

Cinema e sport: novità avvincenti in arrivo

Lo sport lo abbiamo detto spesso, appassiona e tiene legati alla sedia durante gli eventi.
Lo sport ha lo stesso effetto quando è finzione o denuncia al cinema.
La saga di Rocky Balboa ne è l'esempio più facile e il suo sequel a breve nelle sale "Creed", storia del figlio di Apollo e del Rocky allenatore, è l'inevitabile evoluzione di un mito.

Ma a fare scalpore in questo periodo è il film denuncia "the program", il film che partendo dalle vittorie di Lance Armstrong al Tour de France, porta alla luce l'imbroglio che si celava dietro.
Il mito viene una volta ancora e ancora più spietatamente distrutto e calpestato, perchè falso mito.
La vergogna di chi ha macchinato e operato questo inganno verranno ulteriormente ricordati e resteranno più difficilmente dimenticabili.
Mi piace pensare che almeno in parte, Simeoni che in quegli anni fu vessato da Armstrong perchè la sua dignità era troppo alta per piegarsi all'impostura, in parte possa essere ripagato da quanto perso.

La vergogna e il disonore questa è la paga per chi imbroglia nello sport. Dovremmo ricordarcelo e ricordarlo ai giovani che in questi tempi per una vittoria secondaria cominciano a doparsi.


20 ottobre 2015

Fatturato Juventus: ecco quello che c'è di buono

Lo scudetto finanziario è anche lui bianconero.
Ebbene sì, la pianificazione ha dato i suoi frutti e che frutti!
Successi ed investimenti ulteriori in campo sportivo fino alla finale di Champions della scorsa stagione.
Ma vediamo meglio quanto è successo.
Nei 5 anni non si è mai sottratta agli investimenti di qualsiasi tipo, oltre a comprare giocatori si è anche pensato allo stadio, ora voce di ricavo.
I ricavi sono basati non sulle plusvalenze di vendita di giocatori, ma su ricavi veri e propri dell'attività sportiva! Novità in Italia.
Vero la voce Champions è importantissima, ben 100 milioni di premi quest'anno.
Ma il resto è sempre più puntato all'internazionalizzazione anche gestionale del club.
Solo le 4 magnifiche (Real, Barça, Man. Utd, Bayern) sono più organizzati e vantano anche un personale numericamente più alto, con relativi costi.
La voce su cui puntare per la crescita è "ricavi commerciali", per questo Adidas come sponsor, 
lo stadio sembra ormai essere arrivato al massimo delle sue potenzialità, sarebbe stato utile dotarlo di una capacità maggiore di ospitare altri eventi con anche eventuali sale cinema e multifunzioni.

14 ottobre 2015

Whatsapp ecco come diventa una risorsa per il calcio italiano

In una marea di responsabili marketing ingessati e limitati nelle loro azioni di promozione, siamo ancora a parlare di Como calcio.


Ebbene sì, hanno pensato di sfruttare per primi whatsapp, prima di tutti!
Basta farsi registrare dalla società sul numero dedicato e subito si viene proiettati in un mondo fatto di esclusive.
Siamo all'inizio, ma promette già bene e l'entusiasmo dei tifosi è alle stelle.

13 ottobre 2015

Lille: l'arena del futuro

Grazie a Mattia Filippi, che ha commentato in modo assai interessante un mio post sullo stadio di Bordeaux segnalandomi quello di Lille.
Effettivamente è uno stadio assai interessante!
Uno stadio progettato per poter essere usato non solo per il calcio ma anche per arena multisport e multifunzionale.
Ecco questo è il futuro che bisogna seguire e in Italia gli stadi, da quello della Roma in poi dovrebbero essere fatti così.
Vedremo come e chi seguirà questo bellissimo esempio.


7 ottobre 2015

L'addio della Pennetta e la mancanza di rispetto

Oggi voglio avventurarmi su considerazioni che poco hanno a che fare con gli ambiti comunicazionali puri, ma hanno molto a che fare con l'etica nello sport.
Si dice sempre che lo sport è divertimento, è piacere di fare una determinata attività.
Lo è per chi pratica sport amatoriale, lo deve essere per chi pratica sport a livello agonistico altrimenti rischia la depressione e altre gravi conseguenze psicologiche.

Posto questo come preambolo non si capisce perchè persone accanto alla Pennetta vogliano farla desistere dai suoi desidere di addio ai campi di gioco. In questo turbinio di follia ci metto due persone assai importanti. Il primo è il padre stesso della giocatrice, il secondo è il presidente CONI Malagò.

Il padre ragiona più da direttore del suo Tennis Club pugliese dimenticandosì che la cosa più importante è che i figli si realizzino e siano felici di se stessi. Che la vita è di Flavia e non sua.
Il secondo si fa un po' prendere dall'emotività, visto che come portabadiera di Rio ci sarebbero altre innumerevoli candidate che ben più hanno vinto nella loro storia (Pellegrini, Cagnotto, etc.).

Cerchiamo di rispettare la volontà degli atleti e dei figli, forse vedremmo anche meno violenza nelgi stadi e meno abbandoni di promesse dello sport.
Lo sport è divertimento.

6 ottobre 2015

Ferrari e Gp Ungheria: la lezione dell'autoproduzione tv

Questa estate è stato surreale guardare il gran premio di Ungheria di formula 1.
Le Ferrari in testa alla gara non venivano mai inquadrate, con innumerevoli proteste sia degli spettatori che dei commentatori.
La cosa ha assunto le tinte della vendetta quando si è venuti a conoscenza delle reali motivazioni di un comportamento vendicativo da parte degli uomini di Bernie Ecclestone.
Questo però ci pone davanti alla riflessione sulle autoproduzioni televisive interne alle competizioni.
Se infatti paragoniamo questo pasticcio con quello fatto dalla lega calcio per la supercoppa abbiamo l'idea di due problematiche su due modalità di autoproduzione differenti.

1) se l'autoproduzione è in mano totalmente a terzi (rispetto ai concorrenti della competizione) il rischio e che il gestore dell'immagine per i motivi più svariati possa penalizzare un concorrente ed i suoi sponsor in favore di altri. Urge capire come compensare tale possibile danno.

2) se l'autoproduzione è in mano anche solo in parte alle decisioni dei concorrenti è importante che questi non guardino solo il ritorno economico immediato, ma anche la qualità del prodotto offerto nel suo complesso avendo dei professionisti a gestire il tutto.

In entrambi i casi il prodotto televisivo è decaduto dai suoi standard di qualità con grave danno d'immagine della competizione nel suo complesso.

30 settembre 2015

Biathlon USA e Sapori Antichi: sport e sponsorship intelligenti

Biathlon, pochi sanno cosa sia. Magari lo si è visto in tv alle olimpiadi... per caso.
Eppure è uno sport che a livello marketing sta avendo un'attenzione crescente, il target e la fidelizzazione del cliente sembrano essere davvero interessanti per le aziende.
Ecco quindi una delle aziende alimentari italiane, Sapori Antichi,   unirsi con il biathlon, con la squadra nazionale...USA. 
Esatto. Americana. Diciamo che è certamente un mercato interessante per chi fa sponsorship,
che gli sponsor li sanno anche mettere a proprio agio al di là dell'oceano con offerte e visibilità
da noi davvero impensabili, certo fa riflettere che le aziende italiane facciano sponsorizzazioni fuori dai nostri confini, fuori dalla FISI.
Ecco cominciamo a chiederci il perchè.

Dall'altra è estremamente positivo che le aziende italiane abbiamo iniziato a comprendere come la sponsorizzazione sportiva possa essere anche di lancio per mercati anche stranieri ed extra europei.
Tendenza che si spera possa essere sempre maggiore, questa concorrenza con le federazioni non nazionali non farà altro che obbligare i direttivi nazionali ad adottare responsabili marketing e sponsorizzazioni sempre più preparati e competenti, pena il restare senza denari.

29 settembre 2015

Unconventional marketing a Parma


Erreà, marchio sportivo e sponsor del Parma Calcio, ha deciso di fare una bella azione di marketing inusuale.

Ha riempito il centro di Parma con dei bellissimi fiocchi giallo blu.
La cosa risulta essere non solo interessante da un punto di vista pubblicitario, ma anche da un punto di vista di arredo urbano.
Fiocchi di quel genere non sono invasivi, ma rendono colorata la città, abbelliscono le vie del passeggio, danno allegria.
Chissà se il sindaco Pizzarotti non possa pensare ad un arredo urbano che si rifaccia a questa campagna pubblicitaria?!

23 settembre 2015

Supercoppa di Basket a Torino: tutte le news


Interessanti novità per la supercoppa di basket che si terrà a Torino questo fine settimana.

Devo ammettere che forse qualcosa si sta muovendo nel mondo dello sport relativamente a quanto riguarda le iniziative di marketing.
Ebbene sì, perchè  si è rinfrescata una vecchia tradizione del basket quella cioè di collegarsi con le società di calcio e permettere a chi va a vedere la partita di pallone di andare poi al palazzetto a vedere qualcosa di diverso.
Così RCS è riuscita, per ora solo con il Torino Calcio, ad avere una promozione biglietto stadio+biglietto palazzetto. 
Speriamo che anche in Juventus facciano in fretta ad accogliere una così interessante novità, che però è ripresa dagli accordi che si facevano negli anni'80.

La conferenza stampa è stata fatta presso l'assessorato allo sport ed è stata assolutamente sobria, senza fronzoli. Si potrebbe dire in semplicità.
La cosa non è di per sè negativa, meglio conferenze stampa ridotte all'osso ma efficaci che presentazioni faraoniche con errori sparsi.

22 settembre 2015

Tania Cagnotto ed i campioni dimenticati

Discriminazione. Questa è forse la parola scomoda da usare in questi casi.
Quella adatta per descrivere uno strano e discutibile modo di fare delle aziende italiane e della televisione nazionale nei confronti di campionissimi del nostro Paese che non vengano dal calcio o da qualche sport un poco più in vista.
Il due Errani - Vinci, la Francesca Schiavone vincitrice al Rolland Garros per il tennis,
la infinita schiera di vincitori nella scherma Vezzali in primis, la Josefa Idem della canoa
ed ora Tania Cagnotto nei tuffi.
Tutte campionissime, tutte dimenticate da sponsor e televisioni.
Poco fotogeniche? non sempre e non in questo caso.
Al massimo poco presenti nei talk televisivi, concentrate sull'obiettivo di vincere nel proprio mestiere hanno dimenticato che apparire nel mondo dello spettacolo è importante tanto quanto essere un atleta vincente.

Forse questa la loro unica colpa.
Sarebbe però meglio che si riflettesse su questo perchè spesso con investimenti economici minori molte aziende potrebbero ottenere l'immagine di campionesse di livello mondiale.

Ora cosa succederà alle campionesse Vinci e Pennetta? Facile prevederlo.

16 settembre 2015

Ecco i segreti della conferenza stampa Auxilium Cus Torino

Il 10 settembre è stata presentata al castello del Valentino di Torino, la nuova squadra dell'Auxilium di basket che giocherà la serie A 2015/16.
Chi è su Instagram ha potuto vivivere live dal nostro account le fasi della presentazione.
Non mi fermerò a parlare della squadra, ma del come è stata fatta la presentazione.
Davvero in grande stile e fatta bene.
1) Luogo significativo e dai richiami importanti per la città, con il fatto poi che il CUS è parte integrante del progetto usare una struttura facente parte del Politecnico è ottimale.

2)Cartella stampa curata nei dettagli, forse unico errore mettere delle brochure piccole davanti al foglio di presentazione della giornata, che infatti mi ha tratto in inganno non facendomi utilizzare per i primi scatti l'hastag della giornata #auxisback.

3)Ottima presenza anche online durante l'evento, appena taggato il profilo ufficiale arriva il like. Questo è fare dell'online una risorsa.

4) Conferenza stampa lunga il giusto, con il giusto ordine e senza troppi fronzoli o autocelebrazioni eccessive.


Delle varie considerazioni fatte ne segnalo e commento due:

- il rettore del Politecnico mette la Auxilium tra le eccellenze torinesi e afferma che anche lo sport diventa promotore dell'immagine della città.
Personalmente lo ritengo molto importante detto da un rettore, ora lo facciamo capire anche agli imprenditori e amministratori pubblici?

- il sindaco Fassino fa notare come lo sport sia l'attività a cui i cittadini dedicano più tempo dopo il lavoro.
Ottimo! interessante! A quando i fondi idonei visto che spendendo ed investendo nello sport si deve poi spendere meno in sanità?

15 settembre 2015

Balotelli: se il personaggio vale più del giocatore

Oramai non si contano più le squadre lasciate da Mario Balotelli.

Sballottato come un pacco postale, incapace di rendere quanto le sue capacità atletiche gli permetterebbero, questo ragazzo sembra vittima di se stesso.
Le squadre man mano che lo comprano pensano di fare l'affare del calciomercato e il suo prezzo tende drasticamente a scendere, così come i suoi risultati sul campo.
Quello che però tiene alto il prezzo è il personaggio.
Infatti, molto fanno i diritti d'immagine di questo giocatore fuori dagli schemi.
Sempre sui tabloid di mezzo mondo per le sue bravate o per le sue dichiarazioni.
Con il suo modo di fare anche i prodotti Puma marchiati Balotelli sembrano andare bene tanto che da poco sono stati creati degli scarpini con tanto di cresta.
Un nome che vende così come lo è anche CR7, ma con altri risultati sul campo.

9 settembre 2015

Como Calcio: la rivoluzione del marketing calcistico di provincia

Il Como Calcio, diciamolo, è una squadra modesta ad oggi.
Ma nel marketing ha certamente un punto di forza davvero importante.
Unica nel panorama attuale del calcio, e dello sport in generale, a livello nazionale sta facendo azioni degne di nota e che spesso vengono riprese dai siti di sport marketing per l'originalità.
Niente di totalmente nuovo sia chiaro, ma una combinazione di esperienze passate davvero interessanti che fanno la differenza. A volta anche con poco.
Prendiamo la campagna abbonamenti, ai primi cento veniva data la maglia della squadra... non quella nuova, bensì quella vecchia. Ecco che i resti di magazzino vanno a zero, ecco che un peso per la società rivenduto come "la maglia storica con la quale abbiamo ottenuto la promozione" diventa una risorsa.

Poi la novità, per i tifosi ospiti ingressi scontati nei musei di Como.
Uno potrà anche sorridere, ma quando lo abbiamo visto in altre città?
Solo a Firenze, per una stagione, in accordo con i soli Uffizi.
Ora pensiamo a città come Milano, Roma, Torino, Napoli e ai bellissimi musei che hanno...

Non serve molto per completare un discorso sulla promozione turistica latente.
A Como si sta facendo innovazione.

8 settembre 2015

Ecco come si svende il calcio italiano!

Molti tra gli appassionati di calcio, allora in vacanza, hanno pensato di vedere la supercoppa italiana in tv. Anche il più fedele tifoso laziale e juventino però, dopo poco si sono scocciati e forse hanno meditato di cambiare canale o spegnere.
Motivo?
La regia televisiva.
Colpa di una sciagurata scelta economica della Lega Calcio, che ha venduto i diritti di produzione televisiva ad una società cinese che però non aveva determinati requisiti minimi di know how per una produzione così importante.
Risultato, più di 20 telecamere sul campo, usate in realtà solo 6... null'altro da aggiungere.

In questi casi, pur rimettendoci a livello economico varrebbe la pena pensare ad un'autoproduzione o ad una co-produzione con le tv delle società sportive coinvolte. Certamente le conoscenze delle persone di juventus channel sarebbero state superiori alle attese, sconfessate poi sul campo, degli operatori cinesi.

In tanto però, il prodotto calcio italiano ha fatto l'ennesima pessima figura.
Caricandosi anche sul web di critiche infinite.

3 settembre 2015

Quello che non sai sul Trentino a Settembre...

Il Trentino è terra di sport, natura e di turismo e anche quest'anno non mancano le offerte per poter continuare a vivere lo sport di montagna da appassionati nel modo che meglio si ritiene consono al proprio stile. Dando una breve letta dal sito VisitTrentino ecco alcune interessanti occasioni:

Rifugio Roda di Vael
" Fototeca Trentino Sviluppo S.p.A." FOTO DI Carlo Baroni
Il rifugio Capanna Cervino, ai piedi del Cimòn della Pala, dal 20 settembre al 4 ottobre propone un menù completo tipico trentino a 22 euro, ma anche due weekend (26-27 settembre, 3-4 ottobre) per scoprire con degli esperti i segreti del cervo, il re della foresta di Paneveggio (Informazioni: 340 0747643 – prezzo del pacchetto a partire da 52 €). 

Il rifugio Roda di Vaèl in Val di Fassa propone dal 26 al 27 settembre "Un rifugio e le sue infinite stelle", un weekend all'insegna dell’osservazione dei corpi celesti in collaborazione con l'Associazione Astrofili Trentini (informazioni: 0462 764450 oppure 335 6750325 – prezzo del pacchetto a partire da 50 €).

Fino al 30 settembre il rifugio Sette Selle in Lagorai propone ogni lunedì ai bambini “Ninna nanna al rifugio” con letture e attività ricreative per i più piccoli (informazioni: 347 1594929 - prezzo del pacchetto a partire da 42 €, gratuito per bambini fino a 8 anni). 

Nel Trentino occidentale, al rifugio Monte Baldo sopra Avio, dal 15 al 18 ottobre si può seguire un corso di quattro giorni di acquerello “en plein air” in compagnia di un artista naturalista (informazioni: 333 4648829 – prezzo del pacchetto a partire da 255 €). 

Il rifugio Val d’Amola “Giovanni Segantini”, ai piedi della Presanella, propone dal 18 al 20 settembre un corso - incontro per tutti gli appassionati, principianti od esperti, con il fotografo Alberto Bregani (informazioni: 0465 507357 – prezzo del pacchetto a partire da 135 €).

Per le famiglie con bambini ecco la proposta (fino al 30 settembre) del rifugioPredaia ai Todes-ci in Val di Non che include attività ricreative e una conveniente formula soggiorno 2 adulti + 2 bambini pagando solo tre quote (informazioni: 0463 463138 – prezzo del pacchetto a partire da 180 €).

Per gli escursionisti, invece, sono numerose le proposte anche dopo il 20 settembre, di trekking, a partire da 3 e fino a 6 notti in rifugio, lungo alcuni dei più spettacolari itinerari come il Brenta Trek Expert, nel Parco Naturale Adamello Brenta, il “Dolomiti Trek King” in Val di Fassa



1 settembre 2015

Inno serie A: non tutte le novità sono buone

Novità di questa stagione di calcio italiano, l'inno della serie A.
Domanda: ma ci mancava proprio?
No, e per vari semplici motivi.

a) Non è scimmiottando la Champions che un campionato acquista fascino
ma migliorando la regia (e presto parleremo anche della supercoppa italiana), migliorando gli stadi e i tasso tecnico delle squadre.

b) Se poi si vuole proprio fare un inno che identifichi il campionato allora questo inno deve avere caratteristiche precise.
Prima di tutto il testo deve essere comprensibile e facile da memorizzare, alzi la mano chi
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