Articoli in Evidenza

28 giugno 2014

Babolat: il tennis sempre connesso

Dal mondo del tennis un interessante spot, che ci fa conoscere un nuovo modo di concepire la disciplina.
Una competizione continua con se stessi e gli altri, grazie alla tecnologia.
Per gli appassionati un modo interessante di approcciarsi alla partita e agli allenamenti.


25 giugno 2014

#vadoalParma: idee tra sport ed altro (Parte Prima)

Vi ricordate l'intervista fatta a Vincenzo Anzillotti? Se la risposta è negativa qui trovate il post a cui faccio riferimento.
Ad ogni modo da quel breve contatto è nata la possibilità di andare a Parma e vedere se ci sono opportunità da sviluppare sul Parma FC.
Di quanto visto e sentito del Parma Calcio ne parlerò in un post successivo, ma qui ed in un altro post ancora volevo soffermarmi su alcuni elementi che con lo sport non hanno nulla a che fare, ma che con il marketing ne hanno davvero tanto.
Chissà che non salti fuori un'idea vincente nello sport da tutto questo...

Per arrivare subito al dunque,

24 giugno 2014

I derby più ... d'europa secondo France Football

In un interessante articolo di France football di qualche settimana fa si faceva l'elenco dei derby calcistici più... d'Europa.
Ecco la simpatica lista di seguito.

Il derby più antico: Celtic vs Ranger (GLASGOW)

Il derby più spaventoso: Galatasaray vs Fenerbache (ISTANBUL)

Il più leggero: Liverpool Fc - Everton (LIVERPOOL)

Il più caldo: Arsenal - Totteham (LONDRA)

Il più snob: Benfica vs Sporting (LISBONA)

Il più politico: Partizan - Stella Rossa (BELGRADO)

Il più brutale: Olypiacos vs Panathinaikos (ATENE)

Il più tempestoso: Lazio - As Roma

Il più alla moda: Milan vs Inter

Il più contrastato: Atletico - Real (MADRID)

18 giugno 2014

Stade de France alla Federazione Calcio Francese?

traduzione dall'articolo di Boris Helleu a pag.15 di France Football n°3553

La missione comune d'informazione del Senato sullo sport professionistico e le collettività territoriali ha reso pubbliche le sue conclusioni da qualche settimana.
Sostenendo una rivoluzione sportiva, in vita a trovare nuove modalità di regolazione dello sport professionistico.
La missione senatoriale ha formulato 30 proposte tra le quali una a "trasferire progressivamente le proprietà dei centri sportivi ai club professionistici e alle federazioni".
L'idea non è nuova. Dopo il 2009 fu il rapporto Seguin sui grandi stadi, ad ammettere il principio di di disimpegno della collettività per il finanziamento e lo sfruttamento di centri di profitto per i club.
Così le due principali candidate al comune di Parigi, A.Hidalgo e N.Marizet hanno dichiarato che loro non si opporranno affatto alla vendita del Parco dei Principi al PSG.

La commissione senatoriale propone dunque"di esaminare le possibilità per la FFF di divenire proprietaria dello Stade de France". Ricordo che il sito è di proprietà statale che ha concesso la costruzione e l'utilizzo ad un consorzio.
Così Bouygues e Vinci possono sfruttare lo stadio fino al 2025.
Numerosi osservatori hanno potuto costatare che certe clausole del contratto sono a favore del consorzio, che beneficerà anche di una indennità di 16M€ all'anno per l'assenza di un club fisso.
La FFF proprietaria dello Stade de France? Per prima cosa, gli Inglesi l'hanno mai fatto?

Nel 2007 la FA ha inaugurato il nuovo Wembley

17 giugno 2014

Inni delle nazionali di calcio. Vi prego basta

Ci siamo. Ennesima manifestazione internazionale e le federazioni, chissà per quale motivo, devono produrre un inno da portare con sè.
L'Italia se la cava ancora bene con musiche ancora decenti, ma nel mondo non si salvano poi in tanti.
Anche un articolo su France Football di qualche settimana fa, ne parlava in termini disperati chiedendo pietà per i tifosi e i calciatori.

In effetti non si capisce la valenza di queste musiche, che non sono belle ma pagate profumatamente e all'atto pratico non hanno una utilità promozionale effettiva. Per essere davvero promozionali dovrebbero essere belle musiche, ma non lo sono.

Comunque peggio della Germania non si potrebbe fare. Se non ci credete provate a vedere questo video, per una volta è la Germania a fare pena e compassione.


16 giugno 2014

NBA: Spurs campioni, Belinelli piange di gioia!

Bravo Belinelli, orgogliosi di lui!
"Nessuno credeva in me, ma alla fine ho vinto!"
Che sia l'augurio per tanti che magari oggi non si sentono vincenti...


13 giugno 2014

Brasile 2014: Shakira e Activia ai mondiali di calcio

Pronti per il mondiale?
Segnaliamo una furbata pubblicitaria... Danone non è sponsor e per farsi sentire nel mondiale brasiliano ha preso Shakira e le ha fatto fare un video a tematica calcistica...
Il risultato è che la canzone di Shakira batte l'inno dei mondiali...


11 giugno 2014

Sardegna: nuovo polo sportivo italiano?

Sarà un caso o forse no.
Ultimamente è la Sardegna la regione che nel panorama sportivo italiano fa parlare più di sè.
Il Cagliari calcio è stato venduto a una cordata che ne svilupperà in modo professionale l'immagine e la costruzione di uno stadio di proprietà, tra le piccole squadre è la prima in assoluto, solo Juventus, Roma, Fiorentina hanno già un progetto simile aperto e sempre più definito.

Nel ciclismo abbiamo visto un giovane sardo, Fabio Aru, emozionare tutti gli italiani e dare battaglia ai campioni nel giro d'italia da poco concluso.

Da qualche anno nel basket è la Dinamo Sassari a fare concorrenza a squadre blasonate come Milano per la vittoria dello scudetto, segno di una pianificazione ben programmata e ben fatta. Il palazzetto sempre pieno è segno di una emozione comunicata in modo corretto alla popolazione di Sassari.

Il rally di Sardegna resta un classico nel panorama motoristico a cui non si può rinunciare.

Insomma tanti sport, tante squadre ed eventi che mettono questa regione tanto bella, ma anche tanto in crisi dal punto di vista economico, in luce.
Non è che oltre al turismo, la Sardegna, punti o possa puntare anche ad un elite sportiva?

10 giugno 2014

Fermare il campionato? No. Fermiamo il tifo violento

Come già proposto in un post passato che trovate qui, avevamo discusso della possibilità ed opportunità di fermare i campionati di calcio principali.
Con sommo piacere, la cosa su twitter si è animata suscitando l'interesse anche del presidente della serie B Abodi, che ringrazio. Egli chiedeva proposte per risolvere la situazione.

Una dello possibilità, non vi è pretesa di considerarla l'unica, è quella di chiudere per un anno le curve al tifo organizzato e riempire quegli spazi con le scuole.
In tal modo si può ipotizzare una programmazione mirata ad educare al tifo rispettoso i più piccoli anche con multe agli accompagnatori che incitino i giovani ad insultare gli avversari, vedasi quanto successo allo Juventus Stadium.

Allo stesso tempo tenendo fuori le frange ultrà si permetterebbe alle prefetture di seguire le attività esterne allo stadio di quelle frange più pericolose, alla fine dell'anno una relazione delle prefetture verrebbe data agli organi di sicurezza delle società sportive che possono scegliere di far ritornare o meno tali tifosi nelle curve dei propri stadi.
In tal modo con tempi e modi chiari sin da subito si riuscirebbe a ripulire i gruppi di tifosi più passionali da quanti fanno del tifo una valvola di sfogo e di violenza verso terzi. Infatti, le persone dedite alla violenza non starebbero ferme per un anno, ma cercherebbero immediatamente altro luogo dove delinquere.

Fermare il campionato è inutile, fermare il tifo violento è salutare.

4 giugno 2014

Intervallo: il tempo dello show che lo sport non sfrutta

Per prima cosa oggi vi chiedo di guardare il video qui in allegato e lasciarvi emozionare.


Ora che avete visto di cosa si tratta, sappiate che questo accade per partite di football americano universitario. In Italia, l'intervallo non è sfruttato neanche per la finale di coppa Italia di calcio, men che meno nelle altre situazioni.
Perchè quindi non imparare ad usarlo meglio.
L'intervallo è tempo che possiamo sfruttare come vogliamo, la classica lavagna bianca su cui inventarsi qualcosa.

3 giugno 2014

La sponsorizzazione come fenomeno globale

Ringrazio la dott.sa Carla Verlezza per aver autorizzato alla pubblicazione di quanto sotto, già presente sul sito sport business managemant.


Un’industria solida, universale e remunerativa: ecco cos’è diventata oggi la sponsorizzazione, quella fetta di mercato in cui, da un lato, si trovano un’infinita gamma di eventi, manifestazioni e soggetti che non aspettano altro che uno sponsor che li finanzi e, dall’altro lato, si hanno floridi sponsor pronti a sborsare cifre ingenti per guadagnare in termini di visibilità. In questo contesto il mondo dell’arte e dello sport offre ai propri partner un ritorno in termini di immagine e popolarità che non ha uguali, per via della grande pubblicità che ricevono le manifestazioni sportive ed artistiche. 
Proprio per questo suo carattere di grande attrattiva, nonostante la recessione, il contratto di sponsorizzazione continua ad essere visto dalle grandi compagnie come un investimento che vale la pena affrontare per accrescere la propria immagine sul mercato e dare più consapevolezza di sé al pubblico dei consumatori.

Già nel 1993,
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