Articoli in Evidenza

28 febbraio 2014

Speciale Sochi 2014: Telecronaca SKY/Cielo, buona ma migliorabile

Partiamo da un dato positivo, il modo dinamico di commentare le discipline sportive più o meno conosciute che fossero.
Questo certamente avvicina lo spettatore e i dati degli ascolti sono da record.
Da rivedere un certo modo di parlare dei cronisti con idiomi un po' troppo gergali, il fatto di chiamare i vari atleti con i soprannomi, le felpe al posto delle giacche da parte dei conduttori.
Ci vuole anche rispetto e un certo modo di fare informazione che non vada oltre. C'è comunque un ruolo da mantenere.
L'ottimo sarebbe un Auro Bulbarelli e un Davide Cassani per ogni disciplina, ma è forse chiedere troppo. Comunque parliamo di giovani rampanti che avranno certamente tempo e modo di migliorarsi.
Diciamo che siamo di fronte ad una possibile rivoluzione nel modo di raccontare le olimpiadi, meno ingessato e meno distante.
Buona la prima. Certamente dal punto di vista delle tecnologie siamo davanti ad un bel passo in avanti.
Ultima stecca nella cerimonia di chiusura il parlare sopra alcuni momenti musicali, valeva la pena lasciare spazio al "live", quei momenti si guardano sognando di essere presenti, le parole sono spesso di troppo.

27 febbraio 2014

Speciale Sochi 2014: Russia, successo per un pelo

Le olimpiadi di Sochi sono chiuse da pochi giorni ed i bilanci si sprecano.
Certamente possiamo dire che sono state le olimpiadi della Russia.
Non solo perchè fatte a Sochi, ma perchè sono state un modo di aprire la Russia al mondo ed il mondo alla Russia.
Qualcosa che da Torino possiamo dire essere una costante per i luoghi in genere non conosciuti ai più.
Questo certamente porterà giovamento, non solo perchè a Sochi si correrrà il gran premio di formula1, ma anche perchè le struttura hanno già una "legacy", cioè eredità, ben definita. 
Lodevolmente si pensa di fare un polo per l'eccellenza sportiva e lo studio delle discipline legate allo sport, una vera e propria accademia aperta anche agli stranieri. Complimenti!

Le olimpiadi vere e proprie sono state della Russia perchè ha vinto nel medagliere. Prima assoluta sia per numero di ori che per numero complessivo di medaglie. In alcuni casi possiamo dire che sono state date con generosità dai giudici, ma la politica sportiva in Russia è qualcosa di spaventoso se si pensa che anche la selezione degli atleti è stata fatta non solo per meriti sportivi ma anche su calcoli politici e che la vittoria della 50Km di fondo da parte di un atleta non allineato con la politica federale, credetemi se vi dico che ha creato qualche mal di pancia.

Possiamo anche dire che è stata l'olimpiade di Putin, l'uomo invisibile per 15 giorni ha fatto in modo di esaltare la cultura russa nelle due cerimonie (apertura e chiusura) in modo che riporta ai fasti dell'URSS dei tempi d'oro. Un orgoglio nazionale rispolverato in grande stile, in un momento politico assai complesso con l'Ucraina (culla della cultura russa) sempre più staccata da Mosca.

Certo non sono mancate le pecche, dalla gaffe dell'anello non apertosi in cerimonia d'apertura (ironicamente ripreso in quella di chiusura), alla gara di hockey persa con gli USA... tutto sommato però incidenti di percorso che possono starci in un complessivo successo.

26 febbraio 2014

Sochi.ru : il primo logo olimpico 2.0

E' il logo olimpico dei giochi di Sochi appena conclusi. Nessuno però si è ancora soffermato su questo aspetto del tutto nuovo per il mondo olimpico.
Nessuno infatti, dei vecchi loghi riportava una denominazione simile ai siti web.
Questa volta invece abbiamo "punto ru" ovvero l'identificativo web dei domini russi.
In tal modo identifichiamo la località, la nazione ospitante e abbiamo anche la possibilità di avere integrato il dominio del sito web. Se infatti, provate a digitare sochi2014.ru arriverete al sito ufficiale della competizione, un modo davvero interessante di proporre un logo che farà scuola nelle prossime edizioni delle olimpiadi, ma credo di non essere un così grande guru della comunicazione se pronostico altri eventi con la medesima impostazione del logo.
Certamente possiamo dire che ancora una volta il mondo dello sport-marketing ha innovato.


25 febbraio 2014

SUISM Torino. L'esperienza di uno studente (Prima Parte)

Molti sono i giovani che stanno capendo quanto lo sport possa essere una attività lavorativa per il domani, certamente il percorso universitario SUISM è una valida opportunità. Di seguito l'esperienza di uno studente avanti con il percorso universitario. Lo manteniamo anonimo per tutelare la sua carriera universitaria. La seconda parte dell'articolo sarà su questo blog martedì prossimo.

Partendo dalla mia esperienza di studente della SUISM di Torino, voglio raccontarvi cosa significhi frequentare questa facoltà e provare ad analizzarne gli aspetti negativi e quelli positivi.
Partiamo dalle note negative. Alcuni di voi avranno sicuramente avuto notizia degli scandali che hanno coinvolto la facoltà di scienze motorie di Torino. Attualmente è in corso un’indagine a carico di taluni dirigenti e professori, accusati di aver agevolato alcuni aspiranti studenti nei test di ingresso a numero chiuso ( ogni anno la facoltà dispone di 400 posti ) .

L’aspetto negativo più significativo, tuttavia, riguarda la sede della facoltà. Durante l’anno accademico 2010/2011 infatti, la sede della SUISM è stata spostata dallo storico complesso di piazza Bernini ( risalente agli anni ’30 ) al nuovissimo polo sportivo-universitario, “gentilmente” costruito e offerto alla facoltà dal Comune di Leinì, a pochi chilometri da Torino. La “cittadella dello sport” di Leinì, vanto della SUISM torinese per le sue numerosissime strutture sportive  e per le aule completamente nuove, è stata utilizzata per soli tre anni. Lo scorso giugno infatti la facoltà è stata praticamente obbligata a lasciare il polo universitario, a causa di uno scandalo che ha coinvolto il Comune ed il Sindaco di Leinì (accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio). In questa vicenda, meritano sicuramente una nota di demerito i dirigenti della facoltà e dell’intera università di Torino, poiché essi hanno accettato quasi ad occhi chiusi l’offerta di trasferire la facoltà presso il nuovo polo di Leinì, senza aver prima svolto approfondite ricerche sul perché un centro sportivo, costruito da un piccolo comune della cintura torinese e costato milioni di euro, venisse concesso in

24 febbraio 2014

Governo Renzi: lo sport non c'è

Non sono qui per fare disquisizioni politiche, se sia giusto o meno il cambio di governo o meno.
Di certo lo sport ha avuto un cambio in peggio, infatti il ministero dello sport non è più presente e non risulta esserci tra i ministri una delega allo sport.
La cosa risulta ancora più strana se si pensa a quanto sport faccia il primo ministro Renzi, di quanta immagine positiva abbia tratto dalla sua presenza allo stadio per vedere la Fiorentina o alle maratone.
Lascia certamente l'amaro in bocca, certamente pensando a quella cultura sportiva che si cerca di diffondere e che durante le olimpiadi in tanti hanno fatto notare come manchi in Italia e quanto importante sia per aspetti etici, sanitari e anche per ricerca di talenti sportivi che un giovane come Renzi dovrebbe capire meglio di altri.
Queste le premesse di un governo che ad oggi non ha ancora la fiducia delle camere.
Diciamolo chiaro per lo sport si è iniziato male, in questo il governo Letta aveva un'impostazione differente.
Speriamo che per le candidature ad eventi internazionali vi sia un appoggio forte.

21 febbraio 2014

Sport e Spot: SEAT e John McEnroe

Oggi vorrei proporvi questo intelligentissimo spot SEAT che ha preso un mito come McEnroe e le sue esclamazioni più classiche di quando era in campo e lottava punto a punto e le ha usate per il suo spot.
Fatevi due risate!

19 febbraio 2014

NBA: Belinelli e lo sponsor

Partiamo dai complimenti a Belinelli! Orgoglio italiano.
Però vorrei analizzare un fatto interessante, la sponsorizzazione di footlocker.
Sono bastati dei ragazzi con la divisa che usualmente si vede nei negozi per identificare il prodotto/servizio.
Lo stesso potrebbero fare anche gli altri sponsor! I VOSTRI SPONSOR!
Perchè quindi non organizzare una competizione tra il pubblico i cui giudici sono con le divise di una azienda sponsorizzante?! Basta poco è l'idea vincente arriva...


18 febbraio 2014

Intervallo e riempimento dei tempi morti dello sport

Molto spesso gli sport hanno dei tempi morti dovuti alle più varie cause.
La tv deve mandare gli spot, i tempi regolamentari sono lunghi e necessitano di un intervallo, lo sport in questione permette degli stop tecnici, etc.
Ma sono momenti da riempire?
Sì, per rendere più leggero il momento di stacco e non perdere l'attenzione del pubblico.
Come riempire questi tempi? 
Nel mondo e negli sport americani, vige la tradizione delle cheerleaders. 
Ragazze che hanno il compito con balletti e coreografie di animare il tifo durante la durata della partita, intervalli inclusi.
Questa idea è assolutamente da copiare ed eventualmente da elaborare.
Si stanno infatti diffondendo collaborazioni tra associazioni sportive così da invitare come intrattenimento dei tempi morti, società di ballo, di twirling e di altre discipline che possono coadiuvare e completare l'entertainment della partita.

12 febbraio 2014

La sport community e il social media language al ForumSport Congress

21 e 22 febbraio save the date!
A Bologna ci sarà il ForumSport Congress per parlare e imparare qualcosa di più sul mondo dello sport a livello di competenze professionali.
La cosa importante è capire che non si è mai imparato abbastanza e questo può essere un momento buono per aumentare le proprie capacità di gestione della propria attività sportiva.

Di tutto il programma ha però suscitato più curiosità il laboratorio "social e media language dalla palestra alla fitness e sport community". Il motivo è che si parla di web, argomento che nello sport italiano è bistrattato e spesso sottovalutato, ma anche perchè si potrebbe pensare che serva solo a chi ha le palestre... vedrete che non è così!

Abbiamo quindi fatto delle domande a due protagonisti di quel convegno:
- Gian Luca Scazzosi, manager, imprenditore e consulente specializzato nel mercato del fitness e del wellness
- Luca Ercolani, Social Fitness Manager

Come mai avete scelto proprio questa tematica?

Sponsorizzazioni sportive: il problema tempistiche

La sponsorizzazione richiede tempo.
Gestire un potenziale contatto interessato non è facile.
Partendo da questa semplice affermazione, si sconvolge l'intero mondo della ricerca sponsor del settore sportivo italiano.
Basato sulla "raccomandazione" e sul "fattore fiscale", viene sminuito della sua potenzialità di promozione e pubblicità di prodotto.
Non si tratta più di andare ad una aziende come se fosse un bancomat più o meno lecito, da di impegnarsi per una creazione di proposte accattivanti per le aziende così da proporre loro una modalità basata sul business effettivo e sul cercare una quadra che faccia felici per i servizi ricevuti.
Questo però è un passo assai difficile nel mondo dei consulenti sportivi, perchè non basta un anno per poter vedere i risultati. Ce ne vorrebbero dai 3 anni ai 5 per poter vedere i frutti in modo completo e soddisfacente, ma questo è del tutto impensabile nell'Italia del "tutto e subito".

11 febbraio 2014

Federer e la sindrome da uscita di scena

Molti cominciano a chiederselo:"ma quando si ritira Federer?"


Domanda lecita, ma che il campione sembra non voler prendere in esame.
Anzi la sua tattica è assai interessante, visto che non è più con lo smalto dei giorni migliori in cui riusciva a vincere tornei importanti e altamente remunerativi per denaro ed immagine, oggi decide di impegnarsi nella coppa Davis.
Una strategia certamente intelligente, così facendo infatti, riesce anche a giovarsi della bravura dei suoi colleghi (ben inteso non è diventato un brocco semplicemente non ha più fiato).
Vincendo una Davis riuscirebbe ad entrare nel mito ancora più di oggi.
In fin dei conti sono molti gli atleti che fanno fatica a ritirarsi, pensiamo a Valentino Rossi, Javier Zanetti, Alex Del Piero. Persino leggende come Michael Jordan ed il povero Schumacher han fatto difficoltà a lasciare il campo. Certo è perchè le sponsorizzazioni pagano bene le leggende, ma è anche questione umana di una vita passata con emozioni forti. 

10 febbraio 2014

Sochi: il logo NON olimpico è già business

Sono passati pochi giorni dalla celebrazione dell'apertura dei giochi olimpici invernali di Sochi 2014.
Abbiamo già però un momento non sportivo che resterà nell'immaginario di tutti:
il cerchio olimpico che non si apre e lascia il simbilo delle olimpiadi con una stella anzichè il classico cerchio.
Ed è già business.
Infatti non essendo logo olimpico non è stato brevettato e quindi è utilizzabile dal primo che volesse farlo.
Se ci state pensando sappiate che siete arrivati tardi.
C'è chi ha già fatto delle magliette, così ci dice yahoo in questo articolo e con una ricerca attenta si può pensare ad un merchandise più completo.
Se l'idea vi interessa potete vedere se procedere agli acquisti o alla creazione di un nuovo logo, infondo per renderlo non brevettato basta spostare la stella in uno degli altro quattro spazi.

7 febbraio 2014

Video di sport: Lillehammer memorabile olimpiade!

Olimpiade per olimpiade, ricordiamo un momento emozionantissimo per noi italiani.
Lillehammer, Norvegia, dove i padroni di casa vennero battuti da noi Italiani nel loro sport nazionale, lo sci di fondo, come se loro vincessero la finale mondiale di calcio contro di noi. Solo che noi siamo più bravi nello sci che loro nel calcio... ancora oggi.


5 febbraio 2014

Fiat Panda to Sochi


Interessante idea che trovate sul canale VICE proprio qui quella di questi giovani e della FIAT legata alla promozione della Panda.

A pochi giorni da Sochi 2014, l'obettivo di questi freestyler è di raggiungere con una Panda l città russa, dopo aver fatto acrobazie in giro per l'Europa.
La classica idea a basso costo ed alta visibilità.
La cosa importante in questi casi è alta professionalità della comunicazione, dai video alle scritte tutto può fare la differenza.

Ferrari F14T: analisi della presentazione

Cosa possiamo dire della presentazione della F14T avvenuta la scorsa settimana così ?
Che come è oramai prassi la presentazione si fa online per tre semplici motivi.
1) Abbattimento dei costi, un evento a cui invitare molte persone costava e costerebbe molto. 
2) Facendolo online, la telecamera e le fotografie sono quelle che l'azienda decide di usare facendo vedere quello che è suo scopo far vedere e nascondendo tutta una serie di dettagli che eventuali abili fotografi avrebbero scovato.
3) Usando il web la presentazione della macchina è soprattutto un momento per gli sponsor, guardate bene il video e osservate come la telecamera indugia sui marchi.

Insomma la presentazione non è più un momento tecnico, ma un momento di marketing. L'evoluzione del circus ha portato quindi un maggior concentramento sul business che non sul fattore tecnico-sportivo.


4 febbraio 2014

Hashtag: l'evoluzione della maglia da gioco

Hashtag. Non è il nome di uno sponsor, neppure di un giocatore o di un dirigente.
E' la semplice dieresi  "#" messa davanti ad una parola che ha funzione d richiamare a Twitter (social network su cui è indispensabile esserci).
Come mai diventa importante pensare di inserirla sulle maglie?
Per richiamare i tifosi e gli appassionati a far diventare un trend-topic (ovvero una parola tra le più usate) quell'espressione da noi sottolineata sulle maglie con... l'hashtag.
Le possibilità in realtà sono poi due:
- #nome della squadra
-# cognome del giocatore

Se non siete tanto famosi meglio la squadra... raccoglierà più attenzione possibile.
Ma c'è chi ha osato e messo il cognome dei giocatori, per esempio la Yamamay Busto Arsizio.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...