Articoli in Evidenza

30 ottobre 2013

Promozione delle società sportive. Think different! (parte I)

Molti dirigenti sportivi ritengono che le loro società non debbano fare promozione e che il fatto di svolgere attività sul territorio sia di per sè sufficiente. In realtà dovrebbero costantemente attivarsi per promuovere le attività e accrescere la propria notorietà locale. Questo tipo di azioni favorisce il consolidamento dei rapporti con le amministrazioni locali, con gli sponsor che vedrebbero veicolata la propria immagine anche al di fuori del campo di gioco. Ad alti livelli si sta andando in questa direzione (per esempio Volley Land per la Lega Pallavolo).


Ci sono realtà in cui la concorrenza con altre discipline sportive è particolarmente forte. bisogna quindi adottare un approccio dinamico ed innovativo. Non è solo distribuire volantini nelle buche delle lettere e poi aspettare… Interesse di ogni società dovrebbe essere quella di prmozionare i valori fondanti operando sul territorio come veri ambasciatori. (continua)

29 ottobre 2013

Newsletter sportiva: importante strumento per le società

Per strano che possa sembrare, uno dei problemi più frequenti per le società/federazioni sportive è il mantenimento dei contatti con i diversi referenti: sponsor, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti e famiglie. Fornire resoconti continuativi su quanto accade nella realtà sportiva è un’occasione importante per dare visibilità degli sforzi profusi internamente, oltre ad essere un servizio dovuto agli interlocutori di riferimento. La newsletter, per quanto possa suonare 1.0, è tuttora uno strumento dall’ottimo rapporto costo/risultato. E non va dato troppo per scontato.

25 ottobre 2013

Comunicati stampa: il fascino arma in più

Parliamo sempre spesso di sponsor, ma bisogna dire che sono anche importanti gli strumenti con i quali si ha a che fare ogni giorno.
I comunicati stampa sono certo un’arma importante e questo post di Paolo Pugni è certamente interessante per capire come creare in proprio l’interesse necessario che deve avere il comunicato stampa.
Troppo spesso infatti, sono noiosi e privi di notizie davvero interessanti che meritino spazio sui giornali, tg o web.
Con il fascino di una storia insolita e sopratutto vostra potrete fare la differenza.
Nel video di oggi vi invito a fare vostra questa idea di mettere insieme anche una piccola intervista da mettere online..davvero una bella idea!!!

23 ottobre 2013

Il valore sociale dello sport. Come accrescere il valore aggiunto. (Parte II)

Se nella prima parte abbiamo parlato in modo generico del CSR, qui andiamo più al sodo.
Il codice etico riguarda sostanzialmente, i comportamenti delle persone all’interno dell’organizzazione ed è una raccolta dei diritti/doveri morali di ogni membro. Introducendo una definizione chiara ed esplicita delle responsabilità etiche/sociali dei collaboratori, la sua specifica funzione è quella di prevenire comportamenti iresponsabili o illeciti da parte di chi opera in nome dell’organizzazione.
Generalmente è sviluppato su cinque livelli:
  1. principi etici generali
  2. le norme etiche per relazioni dell’impresa con i vari stakeholder
  3. gli standard etici di comportamento
  4. le sanzioni interne per le violazioni
  5. gli strumenti di attuazione
Generalmente si forma un comitato che vigili sull’attuazione del codice e che commini le sanzioni dovute.
Altro strumento è il bilancio sociale; strumento in grado di fornire un rendiconto, chiaro e comprensibile, della cultura, dei valori e dekke attività svolte dall’organizzazione, evidenziando le ricadute e i risultati sociali prodotti nei confronti dei soggetti portatori di interesse.
In pratica è un documento integrativo della comunicazione e di valutazione dell’aspetto sociale dell’attività.
La certificazione SA8000 sulla “responsabilità

22 ottobre 2013

Immagine coordinata: la comunicazione sportiva professionale

Nei contatti avuti con società e federazioni sportive, mi è spesso capitato di ricevere materiale cartaceo (biglietti da visita, presentazioni, blocknotes) che dava l’impressione di provenire da entità scollegate fra loro. Il materiale non dava in sostanza un’immagine univoca e coordinata della società sportiva. Questo problema è presente anche nelle aziende di piccola dimensione ed è spesso frutto di una mancanza di cultura della comunicazione, che lascia spazio all’improvvisazione, con il risultato di trasmettere un’immagine poco professionale.
L’immagine istituzionale è un aspetto importante da preservare, in quanto portatore di valori che potrebbero essere interpretati in modo diverso dalla moltitudine degli associati e degli interlocutori della società, col rischio di vanificarne gli stessi scopi sociali. La comunicazione istituzionale (corporate) deve quindi contenere elementi univoci, a prescindere da chi gestisce la comunicazione o dal target a cui ci si sta rivolgendo (associati, sponsor, pubblico, etc.) e i valori trasmessi devono essere sempre quelli individuati. Bisogna creare una “personalità unica” della società e per fare ciò risulta fondamentale che le parole (titolo, motto della squadra, i sottotitoli) e le immagini chiave (logo, visual grafici, sfondi) siano coerenti tra loro e facilmente riconducibili alla società.
Per partire col piede giusto, occorre fissare gli intenti strategici che l’ente sportivo vuole raggiungere, con la definizione di obiettivi ampiamente condivisi (per es. portare al top la prima squadra, sviluppare le giovanili, rendere fruibile per tutti lo sport, etc.). A questa attività, che nelle aziende si chiama “mission”, si devono collegare dei valori facili da ricondurre alla professionalità, serietà, competenza e attenzione alle persone che devono essere presenti nella comunicazione di un club. Il passo successivo è quello di creare un corporate book, dal quale sia possibile ricavare elementi di riferimento con i quali presentarsi sul mercato in modo coerente (carta intestata, biglietti da visita, materiali commerciali, layout delle mail, presentazioni power-point). L’obiettivo è

18 ottobre 2013

Telemarketing: lo sport trova lo sponsor a costi abbordabili

La parola telemarketing  fa venire in mente le telefonate odiose che riceviamo a casa in cui ci propongono ogni sorta di servizio.
Per una società sportiva, una attività di telemarketing fatta bene sarebbe assai preziosa però, per sviluppare l’attività commerciale. I club tendono, effettivamente, ad agire in modo disordinato, generalmente dopo segnalazioni di conoscenti. Al contrario la ricerca dovrebbe essere sistematica e strutturata, sviluppata con metodo e continuità. Alcuni esperti ritengono che il telemarketing così svolto, dia redemption fino a 10 volte superiori rispetto a mailing cartacei.
La prima cosa è individuare la persona giusta alla quale affidare questa delicata attività. Se non si hanno risorse da spendere per uno specialista del settore allora conviene prendere, ad esempio, un atleta con le caratteristiche adeguate ed alla ricerca di un lavoro. Il suo coinvolgimento e dedizione alla causa societaria sono certi ed è un testimone ottimale per promuovere la società! L’identikit è assai semplice: spigliato nel parlare, convincente ed educato, tenace ma non invadente.
Per evitare boomerang meglio definire un canovaccio di partenza da presentare via telefono. I primi contatti saranno le aziende consigliate da conoscenti. Il canovaccio sarà sempre più fluido fino a divenire un vero e proprio disco nel quale usare frasi e parole più convincenti. Cosa importante è usare concetti semplici, frasi corte e stile diretto.
Nel complesso il senso del discorso deve far comprendere che è un beneficio per l’interlocutore divenire sponsor.
E poi magari imparare anche ad ascoltare come questo video giustamente ci ricorda

16 ottobre 2013

Il valore sociale dello sport. Come accrescere il valore aggiunto. (Parte I )

Da quando nel 2006 calciopoli ha scosso il mondo dello sport ed in particolare del calcio torinese, il concetto di etica è tornato prepotentemente alla ribalta. Il problema è che dovrebbe essere un tratto caratterizzante di qualsiasi organizzazione sportiva la cui pratica si basa sulla lealtà e la correttezza (dovrebbero esserlo tutte le attività che svolgiamo).
Ma cos’è la responsabilità sociale (più conosciuta come CSR)? Il concetto di CSR non ha una definizione univoca neppure nella letteratura specializzata, ad oggi si fa riferimento a come la definisce il Libro Verde della Commissione Europea che afferma: “l’integrazione su base volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelleloro operazioni e nei loro rapporti con le parti interessate”. Detto in maniera meno pomposa e più pratica significa andare oltre gli obblighi giuridici ma andare oltre investendo qualcosa di più sul capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le altre parti interessate (definite tecnicamente stakeholder). Gli stakeholder sono coloro che orbitano attorno alla società sportiva (i soci, i collaboratori, gli sponsor, i tifosi, gli atleti, le famiglie degli iscritti, la pubblica amministrazione, i media, etc.). Ora potete fare impressione sugli altri dirigenti della vostra realtà sportiva con questa parola inglese, ma torniamo a noi. Riuscire a soddisfare gli interessi di tutti questi portatori di interesse, rispettando i valori etici uniti agli obiettivi agonistici e di business, consentirebbe la costruzione di un rapporto fiduciario e un generale miglioramento della reputazione dell’organizzazione.

15 ottobre 2013

Sponsorizzazioni sicure: come tutelarsi

Come trovare dei validi indicatori della serietà e della solidità economica dei futuri sponsor? Che succede se lo sponsor che sembrava risolverci la stagione, smette d’un tratto di pagare? Come evitare di restare con le casse dell’Associazione del tutto vuote? Ho chiesto all’Avvocato Francesca Copelli, di aiutarmi ad illustrare come evitare i rischi più comuni.
Occorre valutare bene, da un lato, la capacità di individuare potenziali partner a cui proporre una collaborazione, e dall’altro la loro capacità di investimento e soprattutto la loro affidabilità. Uno sponsor inadempiente dal punto di vista contrattuale può rivelarsi infatti piuttosto pericoloso. Le associazioni sportive sono già vessate dal problema di dover pianificare una stagione senza sapere su quali basi finanziarie potranno fare affidamento (la campagna acquisti e la programmazione delle spese correnti si fanno, di regola, senza sapere con precisione l’entità degli introiti che entreranno nel corso dell’anno tramite le sponsorizzazioni e gli incassi). E cosa succederebbe se uno sponsor, dopo qualche rata, smettesse di versare quanto pattuito?

11 ottobre 2013

9 ottobre 2013

Sport giovanile: sedentari a tempo pieno

Mi è capitato di leggere questo articolo davvero allarmante relativo a quanto i giovani siano sedentari. Sebene sia passato del tempo da quando è stato scritto le cose non sono cambiate.
L’articolo termina così: “Lo sport è la “buona scusa” per poter stare insieme agli altri, interagire con il mondo esterno, sperimentare la propria fisicità, acquisire competenze e abilità psico-fisiche: in una situazione di espansione del virtuale e della non fisicità, il recupero della corporeità è fondamentale per stare con i piedi per terra. Senza dimenticare i grandi valori dello sport: il rispetto per le regole, lo spirito di squadra, il rispetto per se stessi, gli altri e le cose.”
Il grande problema è quindi la mancanza di comunicazione corretta dei valori positivi dello sport? Credo che

8 ottobre 2013

Business Plan come biglietto da visita: novità per lo sport. Una gioia per lo sponsor!

Quando un rappresentante di una società sportiva si presenta ad un potenziale partner commerciale, specie se di dimensioni medio-grandi, è fondamentale la presentazione di un business-plan per dimostrare serietà. 
Infatti spesso le società sportive sono spesso considerate come poco strutturate e non troppo professionali, in alcuni casi anche delle vere organizzazioni in cui una persona fa tutto, per cui è necessario presentare la struttura e il progetto per cui si sta chiedendo una partnership.

7 ottobre 2013

Salone Nautico: la S.p.a. ora può essere fatta ovunque

Nei giorni scorsi sono stato al salone nautico di Genova, invitato dalla dott.sa Corte (Modus servizi & risorse)  per partecipare alla presentazione del progetto "My SPA: Benessere e Nautica".

Durante il convegno, si è parlato di come la nautica sia il mercato di riferimento relativamente a benessere legato al design e alla moda di cui il progetto presentato è un modello di sviluppo futuro.
Un concetto facilmente assimilabile allo sport.

Infatti, se il concetto di mini-SPA è quello di poter progettare luoghi del benessere in spazi ristretti, allora possiamo anche pensare che un progetto simile possa essere proposto in altri luoghi come palestre dove si pratica il fitness, spiagge, rifugi di montagna, etc.

Consci che la contaminazione delle idee è il primo passo per lo sviluppo del settore sport, comincia a pensare come il concetto di benessere possa svilupparsi nel mondo sportivo.

4 ottobre 2013

Merchandising vincente, idee semplici fanno la differenza

Non è mia abitudine sponsorizzare prodotti, ma in questo caso devo assolutamente metterlo alla vostra attenzione. Il motivo è assai semplice, nel mondo del merchandising a volte sono le idee semplici a vincere.



Un esempio è quello qui segnalato che a mio avviso è assai interessante. Infatti dalla semplice domanda che un giocatore di baseball in Italia riceve dai non esperti di quello sport, ne è scaturita un’idea commerciale che almeno nel piccolo mondo del baseball italiano farà certamente fortuna.
Sarebbe bello vedere le società di altri sport poco diffusi inventarsi delle magliette del tutto simili, così da creare vere e proprie tribù sportive.

2 ottobre 2013

Sponsor e comunicazione sportiva: fantasia al potere

Cosa vogliono vedere, sentire o provare i potenziali soci di una società sportiva? Che tipo di evento o messaggio potrebbe catturare la loro attenzione e portarli vicini ad un marchio di scarpe, un’attività diversa o un particolare club? Sono domande complesse, perché complessa è la società attuale e sempre più complessi sono i bisogni. E mentre le esigenze crescono e si diversificano, l’offerta di comunicazione si moltiplica a dismisura. Come emergere in questo brodo primordiale? La fantasia è un buon punto di partenza.
Sono anni che l’offerta di spazi ed eventi pubblicitari è molto superiore alla domanda, tanto che solo le proposte ad elevata innovatività ed attrattività riescono ad avvicinare i potenziali sponsor. Anche l’utente di spettacoli sportivi non si accontenta più di partecipare passivamente, ma cerca un coinvolgimento diretto, un’esperienza fisica ed emozionante. Queste caratteristiche fanno sì che lo spettacolo debba essere concepito in modo da risultare un’esperienza unica, memorabile e, ovviamente, piacevole. Una buona dose di originalità, un approccio fortemente creativo e un format in grado di coinvolgere e far interagire il pubblico saranno pertanto basilari per soddisfare le esigenze dei partner commerciali.
I consumatori, quindi anche il pubblico che frequenta gli eventi, sta cambiando radicalmente i propri atteggiamenti d’acquisto. Diventa quindi complicato, anche per degli esperti di comunicazione, ragionare secondo schemi di riferimento costruiti su stili di comportamento di segmenti omogenei della popolazione. Inoltre le aziende hanno esigenze di differenziare il target e si aspettano proposte non “industrializzate”. Il format deve quindi essere progettato su misura, con grande capacità sartoriale, per soddisfare le esigenze del singolo sponsor. In ogni caso è essenziale lasciare sempre spazio alla creatività.

1 ottobre 2013

Lo sport e l'alimentazione

PRESENTAZIONE

Anche se una sana alimentazione non garantisce automaticamente la vittoria, al fine di ottimizzare gli allenamenti e la gara, ogni atleta dovrebbe seguire un piano alimentare mirato, personalizzato, basato su una dieta corretta, con il giusto equilibrio qualitativo e quantitativo degli alimenti. Il piano alimentare deve adeguarsi agli orari e alle modalità degli allenamenti e della gara, prestando particolare attenzione anche ai momenti di riposo, per evitare sgradevoli aumenti di peso e riduzione di massa magra.
Per restare in buona salute e garantire un ottimale sostentamento durante l’attività fisica risulta essenziale garantire all’organismo le dosi consigliate di macronutrienti e micronutrienti, oltre ad un adeguata assunzione di calorie. Durante i periodi di elevato impegno fisico è infatti di fondamentale importanza mantenere il peso corporeo, e massimizzare gli effetti dell’allenamento. Dall’altra parte un’alimentazione ipocalorica prolungata, in caso di intensa attività fisica, può indurre una perdita di massa muscolare, fatica, disordini del ciclo mestruale, perdita di densità ossea, un incremento del rischio di infortuni e risultati sportivi non ottimali.
Per questo consiglio a tutti coloro che amano e praticano lo sport di ricorrere a professionisti della salute (dietologi o nutrizionisti) per seguire piacevolmente un piano alimentare che permetta loro di esprimersi al meglio.
Il binomio sport e sana alimentazione, se calibrato correttamente, porta inoltre grandi benefici sia sulla salute che sulla psiche, in termini di allungamento di vita che come prevenzione da numerose patologie, tra cui alcuni tumori.

Dott. Daniele Pietrucci

Linea guida generali – l’alimentazione per lo sportivo

CARBOIDRATI
Il glucosio rappresenta il carburante preferito a scopi energetici, rispetto al fruttosio e al galattosio che devono essere trasformati primariamente in glucosio. Le maltodestrine sono tuttavia i carboidrati da preferire in quanto, pur essendo in assoluto meno efficienti del glucosio, permettono un rifornimento più continuativo di energia avendo un maggior tempo di assorbimento. I carboidrati hanno la funzione di mantenere adeguati i livelli di glucosio nel sangue durante l’esercizio fisico e reintegrare il glicogeno dopo la fine dell’esercizio. Nel pre-gara, durante la gara e nel post gara, pertanto, l’apporto di carboidrati varia in maniera diversa, per evitare conseguenze negative al soggetto e ottimizzare la prestazione sportiva e il conseguente recupero.
La dose giornaliera di carboidrati per chi pratica sport può variare solitamente dai 6 ai 10 g/kg di peso corporeo.

GRASSI
Nello sport di resistenza, e di lunga durata, vengono utilizzati come fonte energetica anche i lipidi (trigliceridi) per risparmiare i glicidi ed in ultimo le proteine (proteolisi). I lipidi che vengono consumati per primi sono quelli presenti già nei muscoli, nello spazio intorno ai fasci muscolari. Il blocco della lipolisi, che normalmente rifornisce di substrati ossidabili il sangue e poi i tessuti, durante un esercizio di lunga durata provoca una diminuzione del livello di glicerolo nel sangue. Per coloro che effettuano attività fisica di resistenza, una dieta ricca di grassi permette perciò di sostenere degli sforzi intensi, anche se può essere gravata da chetosi. Si rende necessario associare sempre i carboidrati. Una tale dieta sbilanciata a favore dei grassi rischia però di divenire in prospettiva poco salutare per l’individuo che la pratica, a causa delle conseguenze sulla funzione cardiovascolare. L’indicazione per gli atleti è quindi quella di non esagerare con i grassi, anche se questi ultimi possono essere utilizzati soprattutto per sostenere degli sforzi prolungati. L’allenamento prolungato permette, come nel caso del glicogeno, di aumentare il contenuto di trigliceridi muscolari e di saperli usare più efficacemente. I grassi apportano fra il 20 ed il 35% dell’energia totale assunta. Un piano nutrizionale che apporta grassi per una quota inferiore al 20% sul totale energetico non garantisce un adeguato sostentamento per la performance atlatica.

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